10 cose da fare e vedere in Slovenia

Un po’ di tempo fa mi hanno contattato per partecipare a un blogtour in Slovenia.
“Che bello!” ho detto “peccato che sono in California.”
Loro mi hanno quindi proposto di mandare un collaboratore.
Io non ho collaboratori – ho pensato.

Però poi ho pensato all’unica persona che oltre a me ha mai scritto sul mio blog, l’unica di cui mi fido: mia sorella.

Quindi ho detto a loro: “se volete può venire mia sorella Linda al posto mio, che sa raccontare anche meglio di me”.
E loro hanno detto di sì.
Quindi mia sorella è andata in Slovenia la settimana scorsa, e io sono rimasta a San Francisco appiccicata a Whatsapp perché volevo sapere TUTTO (riesco a fare la sorella chioccia anche a 10mila chilometri di distanza, sì).

In quei giorni ho aggiornato la mia pagina Facebook con un diario giornaliero delle sue avventure:
giorno 1giorno 2giorno 3giorno 4

Ora lei vi racconta qui i 10 pezzettini di Slovenia che le sono rimasti più impressi.
Con un po’ di emozione lascio la parola a mia sorella – ancora una volta – sul mio blog.

ancora una volta viaggiare si è rivelata la scelta migliore. Provo a riassumervi questa terra in poche parole: cibo, vino, cultura e TANTO VERDE. Abbiamo visto così tante cose della Slovenia in 4 giorni che mi sembra di esserci stata almeno un mese. Blogtour
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Dispacci da San Francisco #7: la verità è che questo è un sogno a occhi aperti

Quando qualcuno mi chiede “Allora come si vive a San Francisco?” rimango sempre imbambolata per qualche secondo. Cerco la risposta giusta.

Rispondo sempre solo “Molto bene, grazie!“, ma lo so che il mio interlocutore si aspetta di più, si aspetta aneddoti, fuochi d’artificio, storie, racconti, pezzi di vita con gli occhi che brillano.

Però io mi sento un po’ in colpa. Mi sembra di sbattere in faccia agli altri la mia felicità.
Mia mamma mi prende in giro, dice che è colpa della mia forma mentis “cattolica” che non mi permette di gioire a pieno dei miei traguardi.

Non lo so di chi è colpa, fatto sta che non mi viene da rispondere la verità vera.
Mi viene da dire solo “molto bene”, cercando di ovattare, di non squizzare di gioia, di sminuire un po’.
Non lo so perché.

Però oggi ho deciso di farlo, almeno qui, dove non mi sento in colpa, che se vi stancate di leggermi basta cambiare blog.

Oggi vi racconto perché ogni giorno passato qui è un pezzettino di felicità in più.

Viachesiva a San Francisco Continue reading

Dispacci da San Francisco #6: il lavoro, lo studio, la salute e le differenze culturali

Ho iniziato questo post come un flusso di pensieri e impressioni (come al solito) e solo alla fine mi sono accorta di un filo comune.
Oggi vi parlo degli uffici dove lavora Carley (da non crederci), dell’Università che ha dato vita alla Silicon Valley e dell’ospedale dove è stato ricoverato un mio collega (che sembra quello di Grey’s Anatomy).

Tutti argomenti che mi intrigano tantissimo e che di solito quando sono in viaggio non vedo.
La vera vita di un paese, quella di tutti i giorni: il lavoro, lo studio, la salute.

(Nel frattempo l’autunno sta arrivando anche qui, fa sempre tanto caldo, ma gli alberi hanno deciso che è ora di cambiare colore.)

L'autunno a San Francisco Continue reading

Dispacci da San Francisco #5: le fochine ciccione, Halloween e il tabù della nostalgia

È appena iniziato novembre e a San Francisco ci sono 25° con un sole che scalda.
Poi ci sono le fochine, che vado a trovare ogni settimana e mi mettono sempre di buon umore.
C’è Halloween: la gente diventa matta e per strada incontri streghe, fantasmi, zombie e cadaveri. I più bellini sono i bibini minuscoli che hanno appena imparato a camminare e indossano vestiti da mostri un po’ troppo grandi per i loro mini corpicini. Di una tenerezza disarmante.

Ci sono tutte le persone che sto conoscendo e tutte le nuove esperienze che sto facendo.
Vivere qui è davvero vivere al 200%.

Ogni sera vado a dormire con il sorriso e la mattina mi sveglio carica come una molla.
È il mio posto.

Dispacci da San Francisco viachesiva Continue reading

Dispacci da San Francisco #4: home is where the lampada con le lucine is

È così difficile sentirsi a casa dall’altra parte del mondo.

Poi scatta qualcosa – click! –  e ti bastano un barattolo con le lucine, una balena, un divano comodo e una pasta al pomodoro cucinata come dico io (con il basilico fresco profumatissimo), per essere a casa.

Ci siamo, iniziano a spuntarmi delle piccole radici.
L’Italia mi manca da matti (che se sento il profumo di una pizza mi commuovo), la mia famiglia non ne parliamo, amici, colleghi, la mia casina, mi manca tutto.
Ma questa vita mi piace tantissimo, e mi fa tanto felice, quindi è il prezzo da pagare.

E ora che mi sento a casa, che iniziano a spuntare queste piccole radicine, che ho un negozio di alimentari che quando ci vado si ricordano di me, che la mattina al coworking attivo il cervello con 10 minuti di chiacchiere con Kyle, ora è tutto più facile.

“You can’t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards.”
(Steve Jobs)

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Brighton in 10 scatti

Brighton è una delle mie città preferite in Inghilterra.

Per tantissimi motivi: è colorata, ha il mare, è a un’ora da Londra, le persone sono libere di essere quello che vogliono essere, c’è il Pier, d’estate fanno il cinema all’aperto in spiaggia, la gente è sorridente, ogni cosa è curata al dettaglio, i suoi abitanti le vogliono bene.

In questo post ve la racconto in 10 scatti, come sapete che mi piace tanto fare.
Ma ve ne parlerò ancora perché è tutta da scoprire, e io vi voglio accompagnare nella scoperta di questo gioiello. 

Ecco qui la mia Brighton.

Il Brighton Bandstand si affaccia sul mare ed è di una bellezza mozzafiato

Il Brighton Bandstand si affaccia sul mare ed è di una bellezza mozzafiato

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Dispacci da San Francisco #3: robottoni giganti, la mia goffaggine e la tecnologia che salva

Si può andare a un evento super figo e rimanere seri e eleganti? No, se siete me.
Si può amare Whatsapp come se fosse una persona vera? , se siete a 10mila chilometri da casa.
Ci si può esaltare per i robot come un bambino al luna park? , se siete in Silicon Valley.

In questo post vi racconto in particolare le mie avventure – perché si possono chiamare solo così – a uno degli eventi più importanti dell’anno in Silicon Valley su innovazione e tecnologia: il Pioneer Summit.

Robottoni giganti americani che combattono contro robottoni giganti giapponesi, burrito, il gioco delle talpe che spuntano dai buchi, frasi motivazionali che neanche Rambo, io che vi do l’ennesima prova che Fantozzi me lo mangio a colazione.
E poi il mio grande amore per la tecnologia che vince sulla nostalgia.

Life would be tragic if it weren't funny Continue reading

Dispacci da San Francisco #2: un nuovo inizio

Primi giorni a San Francisco, primi passi in una vita nuova.
Prime esperienze, prime volte, emozioni inaspettate (nel bene e nel male), una Irene-numero-due con gli occhi pieni di curiosità.

Tutte queste cose nel secondo post dei miei Dispacci da San Francisco, a due settimane dal mio arrivo quaggiù.

Ah no, un’altra cosa: la prima sera qui mi sono chiusa fuori dalla mia camera in accappatoio.
Not bad.

Painted Ladies, le case colorate di San Francisco Continue reading

Dispacci da San Francisco #1: per quanta strada ancora c’è da fare amerai il finale

“Coraggio,
lasciare tutto indietro e andare,
partire per ricominciare,
che non c’è niente di più vero di un miraggio,
e per quanta strada ancora c’è da fare,
amerai il finale.”
[Buon Viaggio – Cesare Cremonini]

Si riparte con i Dispacci, questa volta da San Francisco!

E si riparte con un post sconclusionato e scombussolato, come in questo momento mi sento io.
Ho viaggiato un numero imprecisato di ore, ho fatto 15 ore di scalo a Istanbul, ho avuto in milione e mezzo di imprevisti, ho 9 ore di fuso sul groppone, ho visto 5 film e parlato 3 lingue diverse.

Ho avuto tanto tempo per pensare, ma comunque poco per realizzare cosa sta succedendo.

In questo post vi racconto il mio viaggio da Bologna a San Francisco passando per Istanbul.
L’ho scritto un pezzettino alla volta, nelle note del telefono.
Volevo ricordarmi ogni momento, ogni pensiero casuale, ogni pezzetto di strada per arrivare qua.

Preparare la valigia Continue reading

If you can dream it, you can do it: vado a vivere a San Francisco

Vi avevo annunciato grandi cambiamenti (qualcuno già aveva intuito) ed ecco qua la bomba.

Tra una settimana salirò su un aereo in direzione San Francisco.
Ci andrò per lavoro, non so ancora fino a quando.
Mesi sicuramente, anni forse.

Non ho ancora bene realizzato.

Non voglio/posso scendere troppo nei dettagli perché il mio lavoro è tutt’altro rispetto a quello che è qui sopra.

Però posso parlarvi di giostre.
È come se in questo momento, nella mia vita, io fossi su una giostra.

San Francisco è la città più bella del mondo

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