Diario-brainstorming di un viaggio a Santiago de Compostela

Visitare Santiago con una bambina

Santiago: crocevia di storie, vite e cammini da tutto il mondo

Santiago è bella bella, diversa da come me l’aspettavo. Meno spagnola del previsto.
Un po’ portoghese, un po’ francese, molto oceanica, crocevia di storie, vite e cammini da tutto il mondo.

Mi è sembrato un po’ di barare ad arrivarci in aereo e non camminando. Per tanti anni ho sognato di raggiungerla a piedi, la mia anima scout l’ha sempre vista come LA meta di ogni camminare.
E invece in poche ore di aereo ero sotto la Cattedrale, con un passeggino invece dello zaino da trekking.

Eravamo a Santiago per il matrimonio del cugino P. e per far conoscere alla Clara tutta la famiglia spagnola.
In quattro giorni l’abbiamo girata in lungo e in largo, è piccina ed è l’ideale da esplorare con una mini viaggiatrice e i ritmi più lenti del solito 🐌

Santiago de Compostela in due giorni

Una lezione di vita e di pazienza

Viaggiare con una bimba piccola come la Clara allunga i tempi e rilassa i ritmi.

Per una come me che ha sempre pianificato ogni dettaglio è una grande lezione di vita e di pazienza. Che però regala piccoli preziosissimi momenti che valgono un viaggio.
Rimanere un’ora intera seduti su una panchina del Parque da Alameda al sole morbido del tardo pomeriggio ad allattarla.
Svegliarsi con calma quando si sveglia lei, fare colazione alle 11, farla addormentare di nuovo con una tostada tomate e jamon nell’altra mano.
Girare Santiago a piedi, su e giù per i vicoli acciottolati, scambiarsi sorrisi con pellegrini da tutto il mondo che la guardano pieni di tenerezza.

Allattarla letteralmente ovunque: gradini, panchine, bar, ristoranti, aeroporti, aerei. Sempre sotto lo sguardo di supporto e di complicità delle altre mamme (e non solo!) che passano. Santiago me la ricorderò soprattutto perché mi ha insegnato che viaggiare con una neonata “SI PUÒ FARE!” (cit.

Allattare in pubblico in Spagna

Il giardino segreto

Ci sono un sacco di giardini nascosti a Santiago.

Ti sporgi da un portone e spunta il sole anche dall’altra parte, con il verde brillante e i fiori colorati.

Spesso sono corti di ristorantini o di caffè, dove fermarsi dopo una giornata di esplorazioni.
Credo che sia una delle cose che preferisco della Spagna.
Dopo il cibo ovviamente.

I giardini nascosti della Spagna

Dieci passi indietro

Il mio nuovo punto di vista preferito mentre esploro una nuova città è dieci passi indietro.

Guardarli da dietro mentre scoprivano insieme le stradine di Santiago è stato il mio sguardo preferito su una città. 
Sentire i gridolini di felicità della Clara, le chiacchiere in spagnolo di suo babbo, il suono delle ruote del passeggino sui ciottoli di una città che era completamente nostra, tutta dentro agli occhi di una bimba piccola così.

Stare dieci passi indietro è il mio nuovo modo di viaggiare che mi riempie il cuore.

Viaggiare a Santiago con un neonato.jpeg

Ricominciare

Dal posto 15C di un aereo in volo sui cieli della Spagna.

“Tre mesi di Clara, che ha già preso quattro aerei. Due per tornare in Italia da San Francisco, dove è nata, due per il primo viaggio in Spagna, a conoscere gli altri nonni.
Tre mesi sospesi in una bolla di amore dirompente, dolcissimo, totalizzante. Tre mesi che sembrano un unico giorno lunghissimo e meraviglioso. Tre mesi in cui non ho scritto neanche una riga, non ho letto una pagina e non ho toccato un pennello. In aereo, leggendo questo dolcissimo libro, mi sono accorta che queste cose mi mancano tanto e vorrei – piano piano – ricominciare a farle.”

Santiago de Compostela con una neonata

7 thoughts on “Diario-brainstorming di un viaggio a Santiago de Compostela

  1. Mancavi Clara è già una viaggiatrice e la gioia e la serenità che trasmetti mi emozionano enormemente. Sono felicissima per voi ✨

  2. Questo post capita a pennello!
    A settembre anche io andrò a Santiago, ma ci arriverò camminando! Partirò da Leon e farò circa 300 km.
    Sarà il mio primo cammino.
    Come te, sarà un viaggio diverso dal solito e anche per me sarà un viaggio più “lento”.
    Auguri per la tua bimba, che possa essere il primo di tanti viaggi anche per lei

  3. Prima di tutto, tanto di cappello per la citazione da uno dei film che preferisco!

    Poi, anche non avendo figli, mi pare ovvio che ‘si possa fare’ visto che basta guardarsi intorno (magari dentro un aeroporto) per vedere viaggiatori da tutto il mondo, eccetto l’Italia, mettersi in viaggio, tranquillissimi, con bimbi di tutte le età.
    Come giustamente scrivi i ritmi saranno necessariamente diversi, magari le mete saranno diverse (non mi ci vedrei a fare un viaggio zaino in spalla in Cambogia, per esempio) ma non per questo il viaggio sarà meno bello o interessante.

    Per ultima cosa ti volevo dire “bentornata”! Aspetto moltissimi altri tuoi post.
    Un baciotto alla piccola Clara

    —Alex

  4. Bentornata! E’ davvero bello trovare un tuo nuovo articolo! Ora che la tua famiglia si è allargata, inevitabilmente, i tuoi viaggi cambieranno un po’, ma sono sicura farai esplorare il mondo alla tua piccolina con la tua solita gioia di vivere!

  5. Bentornata Irene, mi eri mancata.
    Ma è giusto che tutte le tue attenzioni siano per la Clara, che pochi mesi è già una viaggiatrice da fare invidia! Egoisticamente, spero che nella tua nuova routine troverai spazio anche per scrivere qui, ogni tanto.
    Un bacione ad entrambe 🙂

  6. E’ molto bello leggere di nuovo i tuoi articoli.
    Anch’io ho sempre viaggiato con i miei figli, ho avuto fino ad un anno fa il camper e ho girato tutta l’Italia e l’Europa, nulla mi fermava. Ora loro sono grandi e viaggio lontano!!!
    Un abbraccio alla piccola Clara e naturalmente alla mamma!

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