Il supermercato a Bordeaux: la top 5 degli orrori

Scrivo questo post da Bordeaux, dopo aver passato un’oretta buona tra gli scaffali di un supermercato francese.

Come vi avevo già raccontato nel post dedicato al supermercato di Londra, io ho questa passione perversa per mercati e supermercati: mi piace osservare tutto, trovare le differenze rispetto ai gusti italiani, scoprire prodotti sconosciuti, comprare cose nuove per assaggiarle.

Quella che doveva essere una toccata e fuga al supermarket (per comprare baguette e jambon per un pic-nic) è diventata una minuziosa esplorazione dei gusti francesi, scaffale per scaffale, centimetro per centimetro.
Ho cercato le schifezzine più schifezzose e le cose più assurde.
Ancora una volta mi sono immolata per voi.

Quindi ora vi regalo la classifica dei cinque prodotti più terribili e/o assurdi che il supermarket francese aveva da offrirmi.
Su Twitter (@viachesiva) avrete già visto passare le foto di queste delizie, ma una ripassatina non può che farvi bene.

Bon appétit!

  • Quinto posto: ad alto livello di assurdità, i mini-crackerini a forma di sasso-carta-forbici per giocare con gli amici. Della marca Belin, non so se mi spiego. I più geek sentiranno la mancanza dei cracker a forma di lizard e Spock.

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  • Quarto posto: le patatine fosforescenti radioattive al gusto wasabi o a forma di alieno. Per niente inquietanti. Comode al cinema perché almeno si vedono al buio.

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  • Terzo posto: confezione da DUE CHILI di paté di fegato d’oca. Un assaggino. (Noi comuni mortali per le feste andiamo a comprare casse di birra. La gente di un certo livello fa incetta di bidoni da 2 chili di paté?)

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  • Secondo posto: i ravioli alle verdure nel barattolo di vetro. Questa cosa che sono nel vetro li ha fatti avanzare di un paio di gradini sul podio. Tu sei lì che fai la spesa, scorri con lo sguardo tutti i prodotti sullo scaffale, e ad un certo punto vedi questi ravioli in una brodaglia marrone. Li vedi. Contatto visivo. Da notare il raviolo spiaccicato sul fondo che sta esalando gli ultimi respiri. La domanda è: dopo averli visti, perché mai dovresti comprarli?!

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  • Primo posto e premio per miglior travestimento: il Boudin aux Pommes. Dite, non vi viene in mente nessun altro modo per chiamarlo? Qua il premio lo vince quello che ha il coraggio di mangiarselo.

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Devo confessare però che uno di questi l’ho provato. Ero troppo tentata.
Però mi piace vincere facile, ho provato il meno schifoso.
E poi ci ho giocato con mio babbo e ho anche vinto.
Vi do un indizio:
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Anche in questo supermercato, come a Londra, ho trovato una bella idea da cui prendere spunto.
Hanno dei distributori manuali di riso, noccioline, cioccolato, zucchero, crusca, lenticchie e altre cosine. Tutto biologico. Tu riempi il tuo sacchettino, lo pesi, e lo paghi alla cassa. Come nei negozi di caramelle.
Mi sembra un’ottima idea, da esportare.
(Qualcuno su Twitter mi ha detto che in alcuni supermercati del Nord Italia c’è qualcosa di simile. Da me no, purtroppo.)

Miei cari lettori, se siete arrivati fino a qui avete avuto un ottimo stomaco, bravi, è per voi che scrivo questi post!
Alla prossima puntata di “Entra in un supermercato a caso e trova i cinque prodotti che più si avvicinano alla fantascienza”.

19 thoughts on “Il supermercato a Bordeaux: la top 5 degli orrori

  1. Non potevo non lasciarti un commento…anche io ho la passione dei supermercati, mi piace giocare a “trova le differenze” (e le somiglianze) e devo dire che tu hai davvero trovato delle chicche!:)

  2. Questo genere di post mi piace davvero tanto!
    Comunque i ravioli imbarattolati non se possono vedè proprio. A questo punto mi aspetto anche una bella lasagna imbarattolata.

    “La domanda è: dopo averli visti, perché mai dovresti comprarli?!”
    Perchè non hai idea di come siano fatti e conservati i VERI ravioli.

  3. Davvero divertente questo post ! Vuoi dire che bisogna essere francese per apprezzare il boudin aux pommes ? Io lo mangio volentieri, è un classico della cucina francese 🙂
    P.S : Al terzo posto non sono confezioni di paté di fegato d’oca. Le confezioni contengono 4 o 5 cosce d’anatra cotte lentamente nel grasso d’anatra. Si chiama confit ed è una famosa specialità del sud-ovest della Francia, anche all’origine di quello che gli americani chiamano french paradox. Basta aprire la confezione e mettere le cosce al forno per circa 10 minuti. Insomma l’antenato del fast food.

    Buona giornata,

    Alex

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