L’amicizia conflittuale tra mio babbo e il navigatore

Stiamo andando a Bordeaux in macchina, stamattina eravamo a Lione, 590 chilometri.
Io sono nei sedili dietro praticamente stesa con il collo piegato a 90º in una posizione demenziale solo perché mi scoccia tirarmi su.

Mancano ancora più di 3 ore all’arrivo e ho deciso di testare l’app di WordPress per raccontarvi uno spaccato di vita di viaggio familiare: il rapporto conflittuale tra mio babbo e il navigatore.

La storia è questa: mio babbo è una delle persone più intelligenti che io conosca, ma con la tecnologia non va molto d’accordo. Però è curioso e testardo, quindi ci prova e riprova (e ririprova ad libitum). A volte, sconfitto, si scrive le istruzioni su un foglio di carta, a mano.

Per questo viaggio, vista la quantità di strada da macinare e l’indeterminatezza del percorso, abbiamo deciso di farci aiutare da un navigatore, un TomTom.
Agli occhi di mio babbo il fatto che abbia una voce femminile allontana il navigatore dall’indefinita massa di aggeggi tecnologici e lo avvicina di più a una vera e propria guida, che ti accompagna e ti consiglia la strada migliore da fare. Consiglia.

Sì perché lui, abituato ad anni di cartine e cartelli stradali, non si fida ancora molto di questa scatolina parlante e più di una volta ha disobbedito al TomTom seguendo la strada che lo ispirava di più perdendosi miseramente.

Nei giorni lui e la signorina TomTom, dopo essersi osservati un po’ con diffidenza, sono diventati grandi amici. Le chiacchierate che si fanno!

Sarebbe da filmare, ma poi avrei abbastanza materiale per un lungometraggio, quindi vi riporto qui i punti salienti del loro rapporto di odio-amore. Enjoy.

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“Tra 200 metri gira a destra.”
“Va bene.”
“Gira a destra.”
“Ti ho detto che va bene, non c’è bisogno che me lo ripeti sempre due volte, non sono scemo!”

“Tieni la sinistra in direzione Parigi.”
“Ma come Parigi! Ti ho detto che devo andare a Lione, non Parigi! Ti stai sbagliando!”
“Babbo, è solo la direzione, è la stessa strada che va anche a Parigi.”
“No no, io non mi fido, questa ha detto Parigi, ci sta portando a Parigi, non ha capito che dobbiamo andare a Lione, ridiglielo!”

“Gira a destra tra 50 metri poi più avanti gira a sinistra.”
“Come più avanti? Più avanti quando? Quanto manca?”

“Perché non dici più niente?”
“Tra 200 metri gira a sinistra.”
“Ah ecco, mi pareva! Grazie!”

“Tra 200 metri…zykjted…”
“Shhhh!! Zitti! Stava dicendo qualcosa! Me lo sono perso! E adesso dove andiamo?! Ridimmelo che queste stavano parlando!”

“Procedere per 125 chilometri.”
“E quindi non mi dici più niente per tutta questa strada?”

[Silenzio a un incrocio]
“Signorina qui dove devo andare?”
“Babbo se non dice niente vai dritto, e poi c’è il percorso disegnato sulla mappa, lo vedi anche da solo.”
“Beh cos’è, si è stufata? Come faccio a guardare il percorso se devo guardare la strada, io voglio che me lo dica lei!”

“Torna indietro appena puoi.”
“Sono all’autogrill! Non torno indietro, mi scappa la pipì!”

“Gira a destra.”
“Ma non puoi dirmelo all’ultimo momento!! L’hai fatto anche prima! Non riesco a voltare così in fretta!!”

“Arrivo.”
“Grazie mille, a domani!”

14 thoughts on “L’amicizia conflittuale tra mio babbo e il navigatore

  1. Uahuahauhauh che meraviglia XD ce l’ho anche io e il mio compagno ci ha messo la voce da uomo che ti guida come se partecipassi ad un rally, non so se hai presente -.- tipo “destra novanta” o qualcosa tipo “scendete e salutate il pubblico”. Sì, al massimo saluto mia nonna.
    La signorina invece ci dà del voi come si fa al Sud, tipo “girate a destra” “tornate indietro quando potete” ._____.

  2. Immagino la tua disillusione, e quella di tuo babbo, l’indomani quando la signorina TomTom ha detto : “Direzione Bordeaux. Procedere per 590 km” prima di tacere fino all’arrivo. Ma forse, la signorina TomTom italiana è più chiacchierona di quella francese 🙂

    Alex

  3. Il rapporto con il navigatore è sempre un po’ così, odio e amore, dipendenza e voglia di far vedere chi comanda e chi è più furbo…
    Io ero un mago delle cartine, ma adesso non so più fare a meno del gps. E questo un po’ mi rode!

  4. Mi ricorda tanto i viaggi con mio padre: anche lui ha un rapporto conflittuale con il navigatore. Anche se lo accende ignora totalmente i “consigli” che gli vengono dati e alla fine invece di arrivare a Camigliatello ci siamo ritrovati a Reggio Calabria!

  5. Nooo, ma pure io parlo col navigatore:). E non mi fido mai fin in fondo…a volte nei paesini sperduti(in montagna) il navigatore impazzisce:). Un salutone a tuo babbo, siamo almeno in due:).
    ps. Votata a Hostelworld Awards, in bocca al lupo!

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