È facile essere felici in Sicilia

È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
(Odissea siciliana – Francine Prose)

Mi ha colpito molto questa frase la prima volta che l’ho letta.
Riassume in poche righe, ben scritte e molto eleganti, l’immenso concetto di “vita in Sicilia” che io cercavo di spiegare ai miei amici con giri di parole, aneddoti, gesti, lunghi monologhi e frasi sconnesse. Arrancando.
Perché la Sicilia bisogna viverla.

piazza marzamemi, sicilia

La Sicilia è, sì, arancini-cannoli-mare-sole, ma è anche così tante altre cose che non so davvero da dove iniziare.
È Storia. Architettura. Matematica. Musica.
Panchine al sole, palme di dieci metri, città eleganti, porticcioli pieni di barche di legno dipinto. E poi terra, fichi d’india, dialetto, Montalbano, Archimede, Falcone e Borsellino.
Ma soprattutto la vera Sicilia è nel sorriso delle persone che ti accolgono come se fossi in famiglia, come se fossi tornato a casa.

E per me andare in Sicilia è un po’ come tornare a casa, quando non ci sono mi manca, come se fosse una persona vera.

In Sicilia si vive a un altro ritmo. All’inizio quasi mi irritava.
La gente apre i negozi quando si sveglia, non per forza ad un orario preciso.
Le indicazioni stradali sono poche e fatte male perché tanto “uno la strada per andare dove deve andare la sa”.
Poi piano piano ti accorgi che a vivere con lentezza si vive bene.
È il ritmo naturale della vita.

Quando te ne vai dalla Sicilia, quando l’aereo decolla, non stai lasciando un luogo, stai lasciando un modo di vivere. Un modo di vivere che ti ha fatto più felice.

E vuoi subito ritornare.

mare in sicilia, a marzamemi

marzamemi

mare all'isola delle correnti

j'ai choisi la liberté

duomo di modica

letture in riva al mare

cannoli siciliani e caffè

il suo sapore

spiaggia marinella a marzamemi, in sicilia

il teorema del pappagallo in riva al mare

messaggi sulla sabbia

liccamuciula, marzamemi, sicilia

emily dickinson, ebbrezza

faro a portopalo, in sicilia

carratois, sicilia

(in Sicilia mancavano giusto i pesci gialli.)

***

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204 thoughts on “È facile essere felici in Sicilia

          • E piano piano diventa un po’ come una dipendenza, non puoi più farne a meno, devi tornarci. La persone, gli odori,, i sapori, i colori ti mancano… Hai colto alla perfezione la Sicilia. Questo non vuol dire ignorare i problemi e le criticità dell’isola, ma amare tutto ciò che e lei!

          • “Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto, fino al mattino, poi la strada la trovi da te, porta all’isola, che (NON) c’è”.
            “Senza vedere la Sicilia, non ci si può fare un’idea dell’Italia. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.
            Edoardo (Bennato) probabilmente non sapeva…
            Wolfgang (Goethe) c’aveva visto lungo…

            Sono nata a Torino, ma da sempre mi dichiaro siciliana, anche se quando un siciliano vero, intendo quello nato in Sicilia lo sente, quasi si “affronta” e mi dice che sono nata a Torino e resto torinese. Eppure, per quanto io sia profondamente innamorata della mia città, sento quel sangue siculo di mamma e papà, che mi scorre dentro. E che stavolta ha quasi provocato un’ emorragia. Che poi è il sangue del sud Italia, ma quello della Sicilia ha una consistenza diversa. Non è questione di globuli rossi.
            Tornare in Sicilia per me, è ritrovare tutto quel che mi ha segnata e tutto quel che mi porto dentro. E che i miei genitori continuano a travasare, giorno dopo giorno, quasi a volermi lasciare un tesoretto per il futuro.

            Ho scelto di portare con me in questa vacanza sicula il libro di Giuseppe Culicchia “Sicilia, mia cara”, che ho usato come guida, per raccontare il mio viaggio, per quanti vorranno leggerlo, anche se il libro racconta di paesi e isole diverse da quelle da me visitate.
            Mi sono ispirata al breve elenco di Giuseppe che inizia così.

            Il blu intenso del mare che ti cattura quando arrivi a Salina, ma anche quell’azzurro che non saprei definire, di Lipari, figlio del riflesso delle cave di pomice. E ancora il blu profondo, notturno, illuminato dalle piccole e timide eruzioni di un inaspettato generoso Vulcano di Stromboli. Che probabilmente esulta per aver rivisto la sua Panarea, per averla quasi sfiorata, immaginando di abbracciarla.

            Il verde sbiadito delle palme, la mattina presto, quando passeggi da Lingua a Santa Marina, accompagnata dal suono delle cicale, al punto che pure una delle tue canzoni preferite, Every breath you Take (Every night you stay, I’ll be watching you) darebbe quasi fastidio.

            Il giallo delle case costruite con il tufo da tempo immemorabile, ma anche il bianco delle case che si perdono a vista d’occhio (o forse si nascondono) nel bosco delle felci di Salina. Case che di sera indossano piccole perle nere – scarabei – che ho imparato a sopportare, nonostante la vicina parentela con i temutissimi (da me) scarafaggi. E graziosi orecchini, i gechi, che restano sulle pareti, nei pressi dei cosiddetti “punti luce” (ndr. Grazie Alessia) immobili. Capita però che entrino in casa, ma noi, con Silvia, abbiamo omesso questo particolare. Case con un patio capace di regalarti spettacoli ed emozioni indimenticabili, Un patio che ti proietta verso la distesa stellata, lasciandoti senza fiato. Qui il telecomando non serve. Solo allora capisci la fortuna di non avere una luce qualsiasi, come nelle nostre città, che toglie loro la magia della notte, anche quando quelle stelle non ci sono e non puoi contare sulla loro luce. Aspetti comunque che alcune di quelle stelle cadano, ma in fondo sai che una di è già caduta, perché sei a Salina, in Sicilia. Ti sembra di vedere anche Massimo Troisi, quel delizioso postino di Pollara, che gira in bicicletta.
            Di quella magica oscurità ne parlava la dottoressa che lavorò nella Guardia Medica di Ginostra, dove la corrente arrivò solo nel 2002. Ti fermi per ascoltarla, e sorridi quando racconta che ci fu una vera e propria mozione contro l’insegna della Guardia Medica, perché era uno spreco, buttava troppa luce e depredava quel pezzo di isola della sua poesia.

            L’argento scintillante dei pesci sui banchi del mercato dove solo gli iniziati sanno dove cercare il pescato locale. Ma anche il profumo della vera granita siciliana, quella al limone, che non solo gli iniziati sanno che a Salina è solo quella di Alfredo, sempre accompagnata dalla brioscia che non teme la concorrenza dei croissant. Quella stessa granita che quando ero piccina, “vedevo salire” nel paniere della nonna Teresa, che lei calava dalla terrazza di corso Umberto a Leonforte, urlando al bar di fronte “mia nipote s’arrivigghia”. Il rosso violaceo delle granite di gelsi che, insieme con quella alla mandorla, sono le uniche che riesco a tollerare oltre l’unica e insostituibile al limone. Ovviamente senza panna.

            Il cuore rosso delle angurie che quando ci si ferma a comprarle bisogna saperle scegliere quasi auscultandole. Si mangiano per strada, con le mani (dimentichiamo forchetta e coltello, per favore), e pazienza se ci si sporca. Per i temerari, quelli veri, resta la battaglia con i semini. L’arancione dei fichi d’india che gli esperti staccano scientificamente con uno strumento che altro non è che un’asta che finisce con una lattina vuota. E se ti fermi a guardarli, te ne rendono omaggio una busta e ti spiegano come mangiarli per evitare quelle bastardissime spine. Che tanto quelle si infilano dove vogliono loro. E gli alberi carichi di fichi verdi e neri, che ti sfidano ad arrampicarti per tirare giù il ramo e alleggerirlo: li apri a metà e li ingurgiti.
            Il bianco dei meloni trasportati dai camion su strade polverose. E poi il nero dei ricci di mare ammucchiati sull’Ape Piaggio parcheggiata ai bordi della strada. Che a Salina si chiama La Piovra dal pescatore Giuseppe Rando, che urla il pescato del giorno, indossando la canottiera bianca, la stessa che gli uomini indossano in campagna.

            Le fantasie multicolori dei prendisole che le donne portano in casa.

            L’azzurro degli occhi di certi discendenti dei Normanni, ma anche il nero pece di quegli stessi occhi che non lasciano via di scampo, che non guardano ma esplorano, e parlano.

            Il grigio verde degli uliveti, carichi di acini generosi di bianco di Salina; e strabordanti di uva scura, quella che versa lacrime di Nero d’Avola. Il verde acceso delle vigne subito dopo un temporale.

            Il bronzo di corpi e volti complici della violenza del sole, di quel sole che lascia una glassa dentro e fuori.

            La Sicilia è anche le feste di paese: la processione di San Bartolo con uno sfodero di fuochi di artificio interminabile, ma anche la notte della cultura di Salina, quando il Ristorante A ‘Cannata del nostro affittuario Santino, diventa il Museo del Calcio. Sulle pareti del ristorante sfilano i gagliardetti, le prime pagine dei giornali sportivi, le maglie autografate di tutti quelli che sono passati, dirigenti, giocatori e raccattapalle. E la netta predominanza di certe immagini fa intendere che li, la fede è rossonera (ahimè). Antonello, invece, il comandante che ci ha portati a Panarea e Stromboli è bianconero, e non lo nasconde, lasciando suonare l’inno della Juve mentre la barca cavalca le onde. E pazienza per gli interisti e i genoani a bordo. Se non gradiscono, che scendano pure.
            Nelle feste di paese ci sono le bancarelle e dietro una di queste non si nasconde la ben nota Marina Suma, quella di Sapore di Mare, quella innamorata di Jerry Calà. Ieri recitava, oggi vende monili a Salina. Strano il destino, ma sembra felice. Viaggiava in corriera con noi, in balia di orari dipendenti da uno strano fuso orario e di autisti che potrebbero guidare ad occhi chiusi, su quelle strade sinuose che se da un lato si inerpicano sulla schiena del promontorio, dall’altro lanciano occhiate ai fianchi di rilievi che si abbandonano alle onde, che non si infrangono sulle spiagge – almeno non a Salina – ma su mosaici di pietre consistenti. Come al Lido, un piccolo angolo di paradiso gestito da Felice (poteva chiamarsi diversamente?), il Bob Geldof di Salina che attende di sapere se ha vinto il concorso per la cattedra di Storia dell’arte a… Biella. Era un po’ preoccupato. Gli abbiamo detto che faceva bene a esserlo.

            La Sicilia è la bellezza di ricevere del “Lei” da chiunque, come segno di ospitalità e di rispetto. È il biglietto da visita, che poi consente ai siciliani di passare al tu e trattarti come un parente di sangue, quasi adottandoti.

            Piero, figlio di Alfredo e chef del ristorante In cucina da Alfredo a Torino, mi ha detto che suo fratello Angelo, fosse convinto che conoscessi Salina molto bene. Per me era la prima volta. Non sarà l’ultima.
            Per tutti quelli che si portano dentro la Sicilia, per osmosi, per questioni di sangue o per semplice contaminazione (che parola meravigliosa!), arrivare su terra sicula, toccare con i piedi e con le mani, odorare, ascoltare, guardare, gustare le proprie radici, vuole dire esattamente “essere a casa”.
            Non conosco il Mal d’Africa. Conosco il Mal di Sicilia, e sono felice di soffrirne.
            Bentornati a tutti.
            Maria Teresa

      • Non vi preoccupate di essere o meno siciliani. La Sicilia è un essere meraviglioso, che è di tutti e non è di nessuno. Ti ama comunque, anche se non la ami; proprio come un genitore che ti aspetta sveglio quando devi tornare a casa. Ti culla se stai male, ti riprende se non la rispetti, ti ama chiunque e dovunque tu sia. Non date retta a noi siciliani: Tomasi di Lampedusa diceva … “I Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti.”
        Il più grande difetto di chi vive in una terra meravigliosa.

  1. Sono tornata dalla Sicilia da qualche mese e ancora non riesco a tornare sulla ferraferma, rivoglio quell’isola e il loro modo di vivere. Tutto ciò che hai scritto è perfetto,nulla da aggiungere e nulla da togliere!

      • Da siciliana non posso non apprezzare le belle parole sulla mia terra. Ovviamente c’è qualche inesattezza che mi spiace smentire. Se vai in vacanza in un borgo marinaro (vedi Marzamemi), allora si che i negozi vengono aperti senza un orario ben preciso, ma se visiti una località più grande (io ti scrivo da Catania), gli orari vedrai che verranno sempre rispettati e un luogo comune che vorrei smentire è quello di fare colazione con i cannoli. Non è così! Quelli li mangiamo volentieri in un giorno di festa (ad es. la domenica, e non tutte!), ma è sicuramente una specialità che viene spesso offerta ai visitatori, così come gli arancini e la cassata. Li mangiamo ma non fanno sicuramente parte della nostra alimentazione quotidiana. Saremmo tutti obesi! 😉
        Ci tenevo solo a chiarire che gli usi della Sicilia non sono esattamente quelli che spesso vedo vengono descritti dai turisti. Per il resto, confermo che si tratta di un’isola magica, che ti cattura e non si fa scordare.

        • Ahah! In effetti immagino che non facciate colazione sempre con i cannoli, ma io quando vengo giù sì. Li amo tantissimo e qua al nord li fanno solo con gli odiati canditi!

  2. Voi siete gente che viaggia. Io sono siciliano. Amo la mia terra. Ne sono appena tornato, e mi manca. Come mi manca da 5 anni, quando l’ho lasciata (forse) per sempre. La Sicilia, per un suo abitante, non è solo idillio. In mezzo a tante cose belle, a tanti quadri che hai magistralmente dipinto, c’è la disperazione di chi non ha i mezzi per godersi la felicità di cui parli. La disperazione di chi lascia la propria terra, perché questa non può sfamare tutti.

    Però voglio farti i miei complimenti per lo stile, le foto, la poesia che trasuda questo post. Se vuoi un altro punto di vista, leggi il mio “Sicilia da spremere”! 🙂

    Alessandro

  3. …Ciao…io scrivo da Catania…anche io amo la mia terra che ha 1000 risvolti, di cui molti negativi…anche io quando vado al nord, per viaggi di piacere naturalmente, vedo tanti bellissimi posti e conosco tante belle persone…e culture diverse dalla nostra…gia’ suparando Roma…e vi diro’…dopo una settimana manca anche a me la Sicilia…e di ritornare subito…come una voce che chiama…e questo lo condividiamo tanti siciliani…

  4. Mi piacerebbe trasferirmi a Siracusa, e spero di poterlo fare, mia moglie e’ siciliana e viviamo a Roma ma sono sicuro che giu staremmo meglio, mi sembra un posto piu vivibile…complimenti per le foto.

      • Da questa frase capisco che tu non hai messo piede al di là del ponte…
        Ortigia è vivibile, con i posti auto riservati ai residenti, il traffico bloccato nei fine settimana, il mare, i pescatori, il lungomare Alfeo, il mercato del pesce e lo splendido Duomo dalle mille sfaccettature architettoniche e culturali.
        Il resto di Siracusa è un guazzabuglio di inciviltà, condoni edilizi e disservizi snervanti.
        Il mare, l’aria e la terra sono impregnati di anni di industrializzazione incontrollata (sai che nella vicinissima Augusta le malformazioni neonatali raggiungono il 303 per mille?).
        Siracusana di nascita, cresciuta in questa città che di splendido ha solo l’eredità delle dominazioni secolari, piango ogni volta che la guardo, maltrattata e sfruttata oltre l’inverosimile.
        Una madre che elogia solo i pregi dei figli ma non vuole riconoscerne i difetti non potrà mai aiutarli a crescere.
        Siracusa ha bisogno di voci che urlino, non di carezze superficiali.

          • La tua è una visione molto bella ma molto “turistica” della Sicilia, per chi ci vive da una vita è tutt’altro… E’ la stessa cosa di un romano che non ha mai visto da dentro il Colosseo… il paragone è lo stesso, anche le foto sono molto belle, ma appunto molto turistiche. Qui la vita è fatta anche da centri commerciali, smog e grandi città, certo abbiamo la fortuna di essere circondati dal mare e dal nostro modo di vivere con calma, ma purtroppo non è tutto rose e fiori…

          • Non credo sia una visione turistica. Sicuramente non di qualcuno che ci ha vissuto per anni e che è stato “indurito” dalla Sicilia. La mia è una visione possiamo dire di un ospite. In Sicilia ho una casa ed è sempre un porto sicuro e calmo in cui tornare.

        • Straordinariamente eloquente il tuo commento. Viaggio in lungo e in largo la nostra regione per motivi di lavoro e mi vedo costretto, per amarla, a fotografarla mentalmente come un episodio di Montalbano. C’è anche quello in fondo, in alcuni luoghi c’è soprattutto quello ma l’insieme sappiamo bene non è così. Sotto sotto, spero, che chi passa da qui non veda lo scempio da cui nulla si recupera.

          • La meraviglia dei luoghi si vede, tutto quello che c’è sotto lo vede solo ci chi vive e lo subisce. Non è per questo motivo però che va denigrato anche tutto lo splendore della Sicilia.

        • Io sono Catanese e torno ad Ortigia spesso e volentieri in occasione di rassegne di jazz e, perchè no, solo voglia di bere un bicchiere in uno di quei tanto splendidi, piccoli e discreti locali notturni ( El Clandestino, consiglio ) dove lavora gente che davvero vorrebbe riscattare la propria terra con il proprio amato lavoro e tramitel’umanizzazione dello stesso, con conseguenti benefici dei rapporti fra le persone e una migliore qualità della vita e della città. Voci che urlano non ce ne sono, solo lamentele vengono urlate in genere. Vero che Ortigia non è Siracusa, ma chi smuove con le carezze è chi davvero cambia qualcosa nella nostra fantastica isola.
          Inoltre, se ti capita di andare a Priolo (la città del futuro dei fumi industriali) non fermarti a sentirne la puzza da fuori, ma vai a visitare il piccolo gioiello di riserva naturale che c’è all’interno. Malato, non potrebbe essere altrimenti, ma tenuto così bene e così pieno di vita che pare che la sua flora e la sua fauna di meravigliosi uccelli che svernano al suo interno combattano con forza e dignità ciò che cerca di distruggerli.
          Altro sguardo interno.
          Saluti

        • e’ chiaro che la guardo da turista la prima volta che la visito, calcola che pero’ ci sono stato 50 volte e l’occhio cambia,cercando di capire se ci si puo’ realmente vivere oppure no,soppesando il positivo e il negativo….il risultato finale e’ SI…si puo’ fare!

  5. Incantevole.
    Poche, semplici, righe annegate tra immagini e musicale poesia. Trasmettere le proprie emozioni è mai difficile ma tu sei riuscita a farmi vibrare l’anima al ritmo dei rintocchi delle tue parole.
    Da siciliano, del versante opposto ma emigrato come tanti, posso dirti che mi piacerebbe fosse solo questo.
    Amore per la propria terra. Terra che ti vede nascere e ti dona uno spirito e una forza inestimabile grazie anche agli elementi, il sole non ultimo. Una terra maledetta che ti soffoca nelle ambizioni.
    Alla fine non resta che una lacrima che linea il viso per un viaggio che non vorresti mai fare.

  6. vivo a milano,le mie origini sono siciliane,ho scoperto la sicilia a trent’anni con un viaggio itinerante in macchina,da quella volta ogni occasione di vacanza è stata per la sicilia, anche d’inverno.Sogno di andare a vivere in Sicilia,in qualsiasi angolo della Sicilia,e un giorno se DIO vuole ci riuscirò.

  7. La Sicilia mi è rimasta nel cuore al punto che le sto studiando tutte, a 34 anni, per scappare da Milano e andare a vivere a Palermo…e leggere il tuo racconto, vedere le tue foto ( bellissime) mi ha commosso e convinto sempre più che Lei sarà la mia regione i mio posto felice….

  8. Grazie per le foto che sono bellissime! Io anche se straniera AMO la Sicilia ho girato tanti posti meravigliosi . E dopo tanti anni di vivere al Nord Italia forse fra non molto andrò a vivere a Cinisi. Sono Felice!

      • E’ vero, condivido : la sicilia e’ una bellissima terra di fuoco – non dimentichiamoci dellla ns cara etna – di mare e di sole, purtroppo da siciliana devo anche dire che dal punto di vista lavoro ed occupazione questa regione non offre molto a noi isolani, soprattutto ai giovani che si affacciano nel mondo del lavoro : anni e anni di malgoverno ci hanno portato ad uno stato di dissesto economico-finanziario per cui molti sono costretti a fare le valigie ed andare fuori – nord Italia o Estero addirittura – e allora non resta che il ricordo e la rabbia.

  9. Ciao! Da siciliana ti dico.che quello che hai scritto è molto bello :),mi ha fatto sorridere e mi ha fatto sentire ancor di più la mancanza della mia terra. La Sicilia, come qualsiasi altro posto ha mille sfaccettature positive e mille negative… Io,per forza di cose sono andata via, in quanto non mi dava la possibilità di studiare ciò che volevo e adesso mi ritrovo lontana, ma un giorno voglio tornare ad “essere facilmente felice!” La lettura di questibcommenti mi ha suscitato gioia,è bello sapere che gente del nord vuole andare in quel Sud lontano, che tanti ignorano o che ricollegano solo alla mafia… Fiera di essere siciliana :*

  10. Questo tuo articolo (insieme alle foto che ancora più delle parole sono efficaci) mi fa commuovere. Sono una palermitana visceralmente innamorata della mia Palermo e della mia terra tutta. Sono felice quando qualcuno riesce a farsi trasportare dall’incanto e dalla ipnosi che la nostre lingua, i sapori e gli odori della terra, i sorrisi e i gesti teatrali lascino e stupiscono e meravigliano. Siamo terra di cultura e di storia; di folklore, artigianato, di miti e leggende.
    Tuttavia mi strazia allo stesso tempo perché ne vivo anche l’inconsapevolezza e la cecità dei miei concittadini nel disprezzare, maltrattare la sua bellezza. I ritmi lenti, i sorrisi accoglienti tanto da sentirsi come a casa sono elementi reali che però camuffano dentro anche il menefreghismo, la svogliatezza, dare tutto come se fosse scontato e dovuto. Abbiamo una energia dentro – calda come quella del nostro sole – che però sprechiamo ogni giorno.
    Non c’è da prendersi in giro: una politica corrotta, cittadini disinteressati, un sistema mafioso (che ormai -c’è da dire anche questo – è la faccia dell’Italia e non solo della Sicilia) ogni giorno la devastano lasciano macerie di un volto che bello non ce né da nessuna altra parte del mondo.
    Sono testimonianze, sensazioni e impressioni come le tue che dovrebbero, in primis, fare riflettere noi siculi per il patrimonio artistico-culturale e umano di cui disponiamo e, in secundis, forse dovreste essere proprio voi ‘ non palermitani’ ad aiutarci a prenderne coscienza…a darci suggerimenti….a rimanere di più nei nostri luoghi o semplicemente – come tu hai fatto – parlarne.
    Grazie.

    • Grazie Maria delle tue parole, spero che chiunque passi di qui legga il tuo commento. È bellissimo il tuo amore per la Sicilia, fortissimo ma è lucido. Grazie di cuore.

  11. Torno oggi a casa mia, in provincia di Catania, da Milano dopo più di due mesi di assenza. Grazie per avermi fatto pregustare tutto quello che so di trovare giù, e che ho compreso solo dopo aver lasciato la mia terra un anno fa. 🙂 grazie infinite!

  12. 😀 intanto a forza di dai e dai farò tutto maggio e metà giuno in giro per la Sicilia..non vedo l’ora!

  13. La sicilia è anche romanticismo, patriottismo di una terra di lava e mare! La sicilia siamo tutti gli italiani, ma solo noi siciliani isolani riusciamo ad esternare il nostro modo di vivere!

    Il post più interessante che abbia letto su fb.complimenti allo/a scrivente. Forse io di più peso perché amo oltremodo la mia terra!

    Toti

  14. Il mio ragazzo è siciliano, modicano per essere precisi, ogni volta che mi parlava con gli occhi sognanti della sua terra lo prendevo in giro. Viaggiamo molto e riesce a trovare similitudini con la Sicilia nei posti più incredibili…anche per questo lo prendevo in giro.
    Poi sono “scesa” nella Trinacria…e ho cominciato a fare lo stesso!

  15. SICILIA,siempre estara en mi corazon, por que en ella hay unas personas muy queridas, que nunca olvidare.

  16. quello che chiami “vivere con lentezza” io lo vivo qui in sicilia come un disservizio, menefreghismo e tanta ignoranza. Quei pochi che hanno coscienza dello sfacelo di questa terra combattono ogni giorno per migliorarla immergendosi in un mare di bile. Chi ha gettato la spugna come me se ne va senza rimpianti, malinconia, ma solo voglia di vivere in un posto dove non ci si chiuda a riccio negando un contesto ambientale carico di strasfottenza. Poi ognuno modula la propria realtà come vuole. Sono felice che tu veda tanta poesia in un posto come Siracusa, ad esempio, che sta sprofondando giorno dopo giorno sola. Ma a quanto pare vivi la Sicilia come un luogo di vacanze, non come una realtà disarmante. Buon per te.

    • Senza dubbio lo vivo come un luogo di vacanza, non vivendoci. Passo in Sicilia qualche settimana all’anno che mi permettono di vedere oltre i pregiudizi, ma non di vivere tutto il marcio che dici. Posso immaginare che faccia venire il rigetto. Non l’ho sperimentato a fondo però, quindi non posso parlarne in prima persona. Per me, che la vivo da fuori, da ospite, la Sicilia ha un modo di vivere che (quando lo capisci) ti arricchisce. È un luogo che mi fa stare bene. Forse perché lo vivo a piccole dosi.

      • Gremix non è smontando una poesia che ci si fa ragione. Siciliani e non conoscono i macroproblemi di questa regione ma non è, a mio avviso, il luogo giusto per discuterne. Qui invece trovo il giusto equilibrio di emozioni di viaggiatori (anche con di fantasia) che lasciano trasudare tanta nostalgia per un posto che comunque resta veramente magico.

  17. Ciao Viachesiva! 🙂

    Io sono di Modica, ed ho visto e subito riconosciuto il duomo di S. Giorgio tra le tue foto 🙂

    Io adesso vivo a Londra, come molti altri miei compaesani che hanno deciso di lasciare l’isola per le poche opportunità!

    Se c’è una cosa che mi manca in particolare è il clima della mia sicilia. C’è sole tutto l’anno (o quasi) ed a confronto del brutto tempo che c’è a Londra, quello è oro.

    Mi ha fatto molto piacere il fatto che hai apprezzato ogni particolare, e complimenti per le foto! Un abbraccio 🙂

  18. Mi hai riempito il cuore di gioia il tuo pensiero sulla mia sicilia. Dette da una romagnola di cui è la regione che amo in assoluto. Grazie!!! 🙂

  19. Da Catanese posso solo dire che l’unica cosa bella della Sicilia è la Sicilia.
    Il modo “lento” di vivere la vita che abbiamo (hanno) in questa terra, può sicuramente sembrare accattivante, splendido, libero e ideale se visto da fuori.
    Ma come diceva qualcuno prima di me, nella realtà quotidiana (che ti assicuro è diversa dallo stare in sicilia solo qualche giorno), questa lentezza si traduce in elementi che pian pianino (ma neanche così tanto) stanno autodistruggendo quello che di bello c’è.
    La Sicilia è mare, lava, cielo azzurro, città fantastiche.
    I suoi abitanti sono corruzione, menefreghismo, mancanza di onestà, incapacità.
    Da un Catanese che spera di andar via al più presto.

  20. Sicilia bedda mia, terra d’incantu, terra d’amuri e di lu sientimentu, cuu ti lassa, ti lassa ccu lu chiantu e quannu torna, ridi ed è cuntentu………

  21. La bellezza che vediamo intorno a noi, quando con l’auto prendi quelle stradine piene di voci, di odori, quando senti il profumo del bucato della signora , quando vedi passare il ragazzo del bar con i cornetti appena sfornati, quando all’incrocio c’è la fila e guardi quel barocco e pensi. . . che in fondo tutto quello che hai che vuoi è li , ed è li perchè altri come te l’hanno pensato, l’hanno voluto, Siciliani come te, come me. In fondo chi può dire cos’è il tempo, chi può mai misurarlo. . . Mentre perdendoti nella vista del mare al tramonto senti un boato, l’aria che si comprime , ti giri e vedi a muntagna che sbuffa, li allora capisci che sei solo un ospite , in una terra meravigliosa e che il tempo in fondo non è altri che un giorno nuovo da vivere. . . Grazie per le parole che hai avuto per queste 3 dita in mezzo al mare.

  22. Ora mi domando e dico .. questo post è stato buono buonino li per ricevere ogni tanto qualche commento invece adesso, sarà che siamo sotto natale, boom di risposte. Per la serie: Nostalgia portami via; dai che un paio di giorni e siamo giù!! :u

    Panza fatti capanna!

  23. Continuo a guardare e a riguardare la tua prima foto e mi rivedo…, non so se nei vasi o nei fiori o nella bicicletta poggiata nella ringhiera, ma è verissimo, è difficile da spiegare come ci si “veda” siciliana in quelle immagini, eppure io sento di esserci. Lì c’è la mia terra dove io non nacqui ma dove ho le mie radici.

  24. Ho vissuto in Sicilia dal giorno in cui mia madre mi diede la vita, ci vivo tutt’ora, e amo la mia terra oltremisura, ma quello di cui parli mi è estraneo.
    Le persone non ti accolgono con il sorriso, non tutte, non in maniera diversa da come lo fanno i toscani ( unico altro posto di cui posso testimoniare). Gli unici che ti sorridono sempre sono gli immigrati alle bancarelle, per strada e di fronte ai supermercati. I siciliani nativi stanno perdendo la loro sicilianità, quei tratti tanto stereotipati che i vacanzieri acclamano. La gente ha preteso a tal punto di vivere alla maniera dei penisolani che alla fine c’è riuscita, ad emularli.
    Per chi vive questa terra c’è la scortesia dei commessi nei negozi, il chiacchiericcio pettegolo dei compaesani, le strade sconnesse, la corruzione, la disoccupazione paurosa e l’assenza quasi totale di futuro per chicchessia.
    Si parla di ritmo lento, anche, ma negativamente e i giovani non vogliono più vivere in un mondo che del vintage ha solo gli aspetti peggiori.

    • Io ho vissuto realtà piccole come Marzamemi, Pachino, Noto, Modica.. I sorrisi ci sono ancora e le persone si fanno in quattro per darti una mano. Probabilmente nelle città grandi è un po’ diverso..

    • L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa. Goethe

      Trovo nelle foto che hai fatto la sintesi di Goethe..Io sono arrivato da due ore e da 14 anni come ogni volta spero di restarci per sempre! Ma poi finisce sempre che una sveglia suona ..e devo andare a lavoro

  25. Ciao ciao Milano, domani si torna a Pachino :-DDD

    “UN PUGNO DI TERRA”
    di Pietro Frateantonio
    – Il problema di quest’isola non sta qui – disse mio padre, chinandosi a toccare la terra. – Il vero problema siamo noi, che piantiamo qui le nostre radici e lasciamo che il sole bruci i nostri desideri, i nostri ideali, le nostre speranze… la nostra vita. Vattinni, figghiu miu. Vattinni ri ‘sta terra maliritta e nun turnari cciùi. Se vuoi spiccare il volo ricordati che stai sul nido sbagliato; non lasciarti ingannare dai colori e dai profumi del vento, a Sicilia nunn’ è na mamma, ma na buttana: futtila e scappa, sennò è idda ca futti a ttìa! -Partii piangendo e da allora non sono più tornato. Tengo ancora con me un pugno di terra, che misi in tasca quel giorno; ogni volta che lo guardo, mi ricordo che esiste il paradiso.

    fonte: http://www.libreriaeditriceurso.com/racconto_segnalibro.html

  26. Amo molto la mia terra, ho combattuto e combatto per non lasciarla, ma non credo che riuscirò a restare. Sono siciliana e già la vita a Catania mi sembra stressante… immagino al nord. Le mie vacanze le passo a Capo Passero, nella punta a sud est dell’isola… un paradiso, e nelle Eolie. In questi luoghi ti senti fuori dal tempo, fuori dal mondo che conosci… in un mondo meraviglioso, dove il tempo scorre splendidamente lento… senti il fluire naturale che dovrebbe avere la vita…SEMPRE!!!

  27. Io dalla Sicilia me ne sono andato. Ho vissuto a Londra, Milano, Berlino.. Pensavo di scoprire il mondo e invece ho scoperto che da dove veniamo lo scopriamo sempre quando ci si allontana. La Sicilia, se mi ha lasciato qualcosa, è più vicino al marchio di Caino che a un ricordo. Qualcosa che non mi farà sentire a casa, mai più, da nessuna parte. La nostra serenità consiste nel prenderci il nostro tempo, ma lassù questo lo hanno dimenticato. Sono ancora molto giovane ma posso dire di aver vissuto a cavallo di più di due secoli. Sono cresciuto in campagna accompagnandomi al ritmo delle stagioni, ho studiato in città e mi sono perso tra le avanguardie tecnologiche di multinazionali che adesso mi danno lavoro. Una delle armi a doppio taglio del vivere secondo i propri tempi è che non c’è la voglia di cambiare niente ed è questo che mi ha fatto andare via. Ma quella che prima era ribellione dal fatalismo, dal “tanto non cambia mai nulla” adesso è diventata un guardare alla vanità del realizzare. Non riesco a dare importanza alle stesse cose della gente che mi da’ questo lavoro.. come glielo spieghi a questi qui che io vengo da un altro tempo? Che io vengo dalla Sicilia.

  28. é stupendo vivere in Sicilia… se hai i mezzi per godere della sua atavica lentezza,che ti fornisce uno stato di piena atarassia. Ho vissuto 4 anni in Francia, 3 a Bologna e sono appena rientrato a Catania da qualche mese… è stato facile ritornare a essere felice 😉

  29. È facilissimo anche essere incazzati, in Sicilia: basta essere una persona normale e cercare un lavoro normale – guarda come iniziano a girarti le scatole. La Sicilia è un posto bellissimo, ma fra gente maleducata e proposte lavorative oneste inesistenti è preferibile guardare altrove e tornare sull’isola solo per le vacanze.

    • Non ho mai vissuto la Sicilia da abitante, quindi lascio che siano le parole di chi passa di qui a parlare. Grazie di averne lasciato un pezzettino anche tu.

      • Figurati, grazie a te per aver fatto pubblicità alla mia terra.
        Sai, ultimamente questo tuo post gira molto fra i vari social che frequento. È normale: ho molti amici e conoscenti che hanno deciso di vivere fuori e la Sicilia è una terra per la quale è facile provare nostalgia; una nostalgia di un passato antico che magari non abbiamo nemmeno vissuto.
        Purtroppo, la Sicilia oggi non è più quella. Se non hai una tranquillità economica alle spalle, la Sicilia oggi è una condanna.

  30. La mia Sicilia non è una regione, non è una terra qualsiasi, non è una delle isole del Mediterraneo… la mia Sicilia è uno stato dell’anima!
    Chi coglie il valore dell’amore riesce a leggere la bellezza di questa magia, anche in mezzo a tante storture che ne mascherano la purezza.
    Chi non riesce a superare l’apparenza non ha colpa: è solamente figlio di una cultura dominante che insegna l’arte dell’omologazione, della necessità di adeguarsi alla modernità, dello sviluppo incessante, della produzione di valore economico.
    La mia Sicilia non produce economia, non rende ricchi, non è efficiente… la mia Sicilia coltiva valore, rende felici, è creativa! La mia Sicilia conserva il segreto della Bellezza, ma non tutti possiedono le capacità per trovarlo.

    (La Sicilia non è moderna e non lo sarà mai, oggi l’opinione diffusa ci dice che dobbiamo “svilupparci” e “recuperare il ritardo”: la soluzione delle sofferenze di questa terra non è diventare come gli altri, ma tornare ad essere se stessa!)

    complimenti per l’articolo.

    • Quante opinioni diverse in questi commenti, le stesse cose che hanno valore per una persona per un’altra sono un ottimo motivo per andarsene. È davvero interessante leggere tutte le vostre storie e vedere la Sicilia da tanti occhi diversi.

    • se sostieni che la Sicilia è creativa, è moderna già solo per questo! la Sicilia è moderna per natura, ha sfornato tanti artisti eccelsi e grandi uomini e donne! il problema non è essere o non essere moderni, ma toglierci di dosso l’immagine di terra che deve “recuperare un ritardo” presunto! è il sistema economico che ci ha voluto dipingere così, e il “diventare come gli altri” è un problema dell’ITALIA non intrinsecamente della Sicilia!

  31. Io sono un fiorentino, dunque, un “maledetto toscano, ma dopo cinque anni vissuti in Sicilia ho voglia di essere un “siciliano” con una gran desiderio di tornare nuovamente a vivere là. La Sicilia si è insinuata nelle mie fibre come una droga e, nonostante che alcune cose non vanno come dovrebbero, ha tante altre cose che ti entusiasmano e che te la fanno amare: la genuinità della gente, la filosofia di vita lenta, il paesaggio, la storia, l’arte, la letteratura, la musica, il mare, il sole, il clima, la cucina, il vino ……….. e dico solo un poco! Grazie Sicilia!

  32. Mi sono fatto una bella risata quando ho letto dei siciliani che aprono i negozi solo quando si svegliano! Purtroppo è proprio così ed è meglio riderci su! Comunque penso che si viva davvero bene soltanto nei piccoli paesi, lontano dalle città chiassose e piene di inquinamento (come Palermo) e ti consiglio di visitare, sempre se non l’hai già fatto il paese di Alcamo, in provincia di Trapani! Sole, mare, cibo e persone gentili sono i suoi punti forti! Un saluto. Gabriele

  33. bellissime parole senza dubbio! ma non sono molto d’accordo con “la lentezza” di cui parli. Se si viene in Sicilia per vacanza forse, si, appare tutto più lento, ma perché godersi la vacanza è una operazione che di per se richiede lentezza e relax… ma ti assicuro che i ritmi in Sicilia sono molto vari e dipendono tanto dal tipo di vita che si fa. Io sono catanese, nata e cresciuta in Sicilia, assaporando sia la vita di città che di paese, e ritmi miei e di chi mi è stato sempre attorno sono tutt’altro che lenti! Inoltre.. i negozi aprono quando la gente di sveglia?? scusami…hai mai fatto un giro alla fiera centrale o alla pescheria di Catania? vedi i veri lavoratori-commercianti che iniziano a montare le bancarelle all’alba e a smontarle quando tutti sono già seduti con il loro bel piatto caldo davanti! e quanto ai negozi… seguono gli orari che possono seguire i negozi di Milano o di Bologna ( non cito a caso queste due città visto che sono quelle in cui da qualche tempo mi ritrovo a vivere). E’ sicuramente molto suggestivo tutto quello che scrivi, ma forse anche alquanto “soggettivo”. Io dico che la vera ricchezza e bellezza della mia Sicilia è proprio la VARIETA’: di ritmi di vita, di linguaggi, di clima ( se vai ad Enna trovi neve e nebbia che a Catania città non troverai mai, se non la nebbia della salsedine qualche volta in inverno ), di cibi,odori, sapori, colori ( persino le spiagge sono di una varietà pazzesca in Sicilia, così come l’acqua del mare), persone, piantagioni……. Buona Sicilia a tutti!

      • hihihihi e immagino da un punto di vista “vacanziero” 😉 beh si rischia sempre di cadere in luoghi comuni. Belle le tue suggestioni, come ho già detto, 🙂 ma mi sono permessa di esprimere la mia, visto che sono siciliana per davvero, e “vivere” veramente la Sicilia non è come viverla “dall’esterno” come adesso tu dici. E sai, a volte, nonostante le nostre bellezze non è così facile vivere in Sicilia, proprio perché chi è sempre in movimento qui, quella dolce lentezza di cui parli..non la vede manco di striscio 😉 Ciaooo

  34. … comunque l’adattamento biologico di cui parli bisogna averlo ogni qualvolta ci spostiamo da casa nostra per andare altrove… e non solo in Sicilia 😉

  35. Se non fosse per la malattia dei suoi abitanti, potrebbe essere veramente un bel posto la Sicilia, ma c’è più di una cosa che non va. Questo lento vivere, questa quotidianità che racconti affascinata, che ti piaccia o no, è stato il più grande danno per quest’isola. Vivere senza strade, senza servizi, senza ferrovie, ci relega a paese da terzo mondo, ecco perché ne sei attratta, è una sorta di mal d’Africa. E’ bello venirci perché sai che te ne puoi tornare come e quando vuoi.

  36. Sono molto contento della valutazione che hai dato alla sicilia.Ma dalle foto che vedo hai visto solo una parte di essa.La zona di Palermo,Cefalu’,catania,san vito lo capo.Mi sa che il tuo giudizio è molto relativo.Appena hai possibilità torna per le vacanze e goditi il resto.:)

  37. Sono stata in Sicilia in Erasmus per 6 mesi in 2013. Sono ormai tornata in Portogallo , ma la Sicilia mi manca tantissimo… Questa esperienza è stata la migliore della mia vita perchè per la prima volta mi sono sentita felici e libera. Ho vissuto momenti e ricordi che non dimentichero mai. Grazie per questo testo che riflette tutto quello che c’è nella mia testa in questo momento…

  38. Non so in che posto sei stata-o della Sicilia…ma non mi risulta per niente che in una città come Catania la gente apre i negozi e le attività quando si sveglia e non con orari precisi…e che si vive a rilento…è una città grossa e frenetica e non puoi permetterti di andare al lavoro quando ti pare…

    • Nei paesi più piccoli mi è capitato più di una volta: ferramenta, alimentari, anche il bar. Diversi paesi, non solo uno. All’inizio mi irritava molto in effetti, poi la prospettiva cambia.

      • Io non vivo in una grande città ma in un piccolo paese, Pachino, e non mi risulta che qui da noi i negozi e le attività aprino “quando ci si sveglia” e che la vita sia più lenta qui piuttosto che a Pinerolo o a Ostia. Mi sembra una visione molto poetica e turistica del posto. Si sa che quando si è in vacanza si è più rilassati e quindi acquisisci una realtà leggermente distorta del posto in cui ti trovi. Comunque belle le fotografie, ma la realtà della quotidianità e ben diversa.

        • A me proprio a Pachino è capitato più di una volta di trovare un negozio chiuso senza nessuna spiegazione. Non credo che sia una realtà distorta.

  39. Da palermitana a Londra, questo articolo e queste foto sono bellissime, ma purtroppo la Sicilia non è solo quel paradiso che le tue foto fanno vedere e che giustamente i “vacanzieri” percepiscono. La lentezza del vivere di cui parli è ottima per rilassarsi in ferie, ma non per vivere. La Sicilia è una terra stupenda che cresce noi siciliani come una mamma, a volte dolce e affettuosa e altre volte severissima e incontrovertibile. Io ne sono innamorata, ogni volta che da giù prendo l’aereo per Londra guardo il mare sotto di me e mi viene da piangere, ma purtroppo la mia terra, per quanto speciale e ricca di storia e meraviglie, non mi offre il futuro che invece queste fredde lande albioniche mi permettono di guardare sorridendo. Se mi manca la Sicilia? Tutti i giorni, perchè un siciliano senza Sicilia è un’anima a metà, ma purtroppo la mia non è la terra non è quella dell’ideale romantico che è giusto che voi “continentali” abbiate e sembra cacciare i suoi figli in tutti i modi.

    • Immagino Chiara, per me che vivo la Sicilia “a pezzettini” poche volte all’anno è diverso. Io l’ho vissuta così e credo che sia giusto che la Sicilia abbia il turismo che si merita. Se con le mie parole ho convinto anche solo una persona ad andare in Sicilia per me è un successo.

  40. Io penso che la lentezza della Sicilia, sia uno stile di vita. Non rliusciremmo mai ad essere frenetici, come chi invece vive di corsa e di stress non potrebbe vivere lentamente e pacatamente come noi.. Sono luoghi diversi e abitudini diverse e vanno rispettate entrambi, e chi ama quello che più preferisce si adatta.
    Svegliarsi con il mare davanti e le montagne di dietro è uno spettacolo eccezzionale che mi godo ogni giorno. Grazie per chi sa apprezzare la mia Terra!

  41. Conversazione iniziata 6 ottobre 2013

    Angy Skill

    06/10/2013 18:39

    Angy Skill

    Buonasera,
    invio con piacere queste spontanee riflessioni.
    Grazie
    dott. Angelo Schillaci

    http://www.angeloschillaci.wix.com/angeloschillaci
    ——————————————————————————–
    Viaggio in Sicilia…

    Sono in Sicilia per lavoro, ma forse anche per scrivere…e per farlo la sto girando tutta, in lungo e in largo come potrebbe fare un attento viaggiatore d’altri tempi, uno di quelli che s’accostavano ad un’ Italia molto diversa da quella attuale, quella splendida del Grand tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza.
    Spesso mi è capitato di fare lo stesso in altre spendide zone del nostro Paese e del mondo, ma questa è la mia terra, anzi io sono figlio di questa terra!
    Sono così preso dall’essere qui che certe volte non ricordo bene neanche il motivo vero di questo mio viaggio. Si, forse è proprio perchè devo scrivere e per farlo devo raccogliere le idee, devo muovermi e viaggiare con l’intento di conoscere e capire meglio luoghi e persone, arricchendo e appagando la mia famelica e innata curiosità.
    Partendo avevo pensato che ogni cosa avrebbe dovuto contribuire all’approfondimento di una mia personale e compiuta conoscenza, costruita da pezzi di vita vissuta in questa terra unica, che mi conducesse, magari almeno questa volta, a carpirne l’essenza, la stessa anima e sviscerandone, se fosse stato possibile, anche qualche suo segreto desiderio per me. Ma ancora una volta mi rendo sempre più conto che questa è una terra che non puoi nemmeno immaginare nella sua completezza, che è di difficile discrizione perché, giorno dopo giorno, man mano che la osservi, ti accorgi di aver sempre sentito esprimere giudizi affrettati, qualunquisti, superficiali, sbagliati che hanno spesso condotto persino a tipicizzare o inquadrare un pensiero più vicino ad uno stereotipo che alla nuda e cruda realtà. Tornando qui riscopri che questa è un’isola che è facile amare come è altrettanto facile odiare, nel medesimo istante in cui la vivi, ma che sicuramente non ti lascia mai indifferente.
    Rafforzi la consapevolezza che questo è un territorio ricco di storia, di tradizioni forgiate e consolidate al cospetto del tempo e non soltanto per la sua strategica posizione geografica, ma anche per il suo clima, la sua natura, la sua gente.
    Acque marine, graffiti, templi, bagli, castelli, rocche, leggende e miti si mostrano ai miei occhi in un museo senza un tetto, posto sotto la cupola celeste e illuminato da un cielo stellato che, nelle sere blu di questo settembre, somiglia ad un manto di velluto adorno di diamanti.
    Così ho voluto affrontare questo mio viaggio in Sicilia, che ha saputo alternarmi autostrade a ‘trazzere’ malmesse, adornandosi di mosaici composti da cromie di culture e genti diverse.
    Devono essere state le diverse dominazioni a trasmetterci questa miriade d’elementi che impreziosiscono le abitudini e gli usi di tutti quei siciliani che, inconsciamente e giornalmente, si abbeverano al fontanile della storia e dell’arte su una tavola ricca di sapori e colori unici.
    Una Sicilia che amo, che alterna il giallo oro delle messi e il verde delle vigne e degli ulivi all’azzurro intenso del mare.
    Una terra che merita di essere esplorata poiché è “Dal tempo di Proserpina, che la Sicilia è stata la casa dei fiori. Si dice addirittura che le Dee vergini, Proserpina, Minerva e Diana, tesserono una tonaca di fiori variopinti per il padre Giove…Ora capisco perché gli Dei hanno tanto amato la Sicilia.” Scriveva così, nel 1880, Frances Elliot nel suo ‘Diary of an idle woman in sicily’ che, ovviamente, consiglio di leggere.
    Terra composita, contraddistinta da segni e segnali forti che devono essere letti fra un alternarsi di saperi e sapori, che si aprono solo a chi ha voglia d’approfondire e andare oltre le apparenze, ed anche oltre questo mio scritto, che almeno spero induca a riflettere sulle grandi potenzialità di quest’isola, da sviluppare e promuovere per accrescerne l’attrattività. Che però già naturalmente possiede…
    Buon viaggio a tutti…

    Angelo Schillaci
    http://www.angeloschillaci.wix.com/angeloschillaci

    • Senza offesa non ho mai letto un commento più scontato, noioso e fastidiosamente interminabile….e soprattutto: ma come ti esprimi? Non ti sembra la brutta copia di un poema risorgimentale??!! Santo cielo un po’ di rispetto per i lettori!!

  42. la sicilia e’ meravigliosa dal punto di vista turistico ..ma se la vivi capisci il perche’ la gente se ne scappa via… e’ drammatico sapere che nessun siciliano abbandonerebbe la sicilia .. se non per lavoro. dovrebbe essere una delle regioni piu’ ricche…tutti dovrebbero stare benissimo e vivere di turismo… ma il potere e’ in mano a pochi … politici , banche , hanno creato i nuovi schiavi … non esiste nessuna meritocrazia solo favoritismi …e per bisogno la dignita delle persone viene disintegrata …o lavori per un piatto di pasta o muori di fame … …sfruttamento dei lavoratori all eccesso , economia distrutta ,ricchezze in mano a pochi .. corruzione pazzesca …i tuoi diritti inesistenti .. i tuoi doveri oltre l immaginazione.. lavorare 10 ore al giorno per 500 euro al mese .. la sicilia .. e specialmente LA PROV. DI Agrigento e’ AFRICA … si sopravvive perche ci sono i genitori che ancora possono dare qualcosa ai propri figli … CANTIERI BLOCCATI STRITOLATI TRA MAFIA E ANTIMAFIA .. economia ferma .. tasse incredibili per non avere servizi adeguati…mare inquinato da decenni dalle fogne inadeguate .. acqua pagata per potabile e che non si puo bere..
    la gente e’ meravigliosa …ti accoglie e di da tutto il suo calore ..ma ha fame .. e’ ridotta alla fame …. LA SICILIA E’ UN GRANDE CUORE .. TRAFITTO DALLE SPADE DI MERCENARI SENZA SCRUPOLI.. che DIO POSSA AIUTARCI ..finite le pensioni .. finita questa generazione di 60 ennni … si rischia la rivoluzione civile..LA SICILIA HA FAME…

  43. Io andrò via molto presto dalla Sicilia per sempre. Ognuno fa quello che vuole e ciò che vuole. Ma, dire che la Sicilia è bella sei troppo ottimista.
    Credi che la bellezza sia il cibo, mare e uscire la sera. Allora , non è che hai ben capito la differenza tra vacanza e realtà. Anch’io potrei dire : A Milano c’è il Duomo, stadio Meazza, le discoteche e il cibo. Ma sarebbe una vacanza. Non sarebbe la vera vita.

    • E’ doloroso leggere quanto dice Attila ma comprendo il suo stato d’animo!
      Sono un fiorentino che, già un’altra volta è intervenuto in questa rubrìca, con una vita passata in Sicilia e considero questa terra, bella e disperata, come la mia seconda casa.
      La Sicilia la amo per le sue bellezze naturali, per la sua storia tormentata, per la sua arte ma, soprattutto, per la sua gente generosa. Quando si arriva in Sicilia, da turisti, siamo portati facilmente a vedere il “bello”, a rimanere folgorati dalla coreografia dei monumenti, dei paesaggi, dal folklore, dal mare, dal sole, e si torna a casa con una visione incisa nettamente nella memoria e con una grande voglia di tornare per vedere il seguito.
      Si, la Sicilia è bella, una perla splendente racchiusa nell’ostrica del Mediterraneo, ma non per i tanti Attila! Per loro non è un paradiso terrestre. E allora per chi è bella la Sicilia? Certamente è bella per il turista con il portafoglio gonfio; certamente per chi ci è nato e vive con un lavoro redditizio e sicuro; certamente per chi, con mentalità “mafiosa”, vive alle spalle dei siciliani onesti (e sono tanti). Per costoro la Sicilia è la più bella terra del mondo!
      Ma per gli altri Siciliani? Per gli Attila, per quelli che vivono nella precarietà, per i giovani che escono dalla scuola, dalle università e non trovano nella loro terra quelle opportunità che sarebbe giusto trovare? Per loro la visione è tutt’altra e, quello che i loro occhi vedono, non è la stessa cosa che vede il visitatore occasionale o il turista.
      Vorrei dire tanto altro ma mi fermo qui!

      • Per gli “altri” Siciliani come me, che non sono gli Attila, i mafiosi, i turisti, la gente agiata, la Sicilia sono le radici. Ho scelto di tornare a casa mia (avevo già commentato precedentemente, vivo in provincia di Catania) dopo un anno e mezzo a Milano, consapevole che non sarà per me semplice riuscire a trovare qualcosa di stabile e sicuro da fare. Ma allo stesso tempo rimanere su, al cosiddetto nord, senza provare a dare un minimo di opportunità alla mia terra che continuava a chiamarmi non era ciò che intendevo fare. Forse perché sono ancora giovane e ho una famiglia che può prendersi un po’ cura di me.
        Se un siciliano va via, prima o poi in Sicilia ci ritorna

    • Come dicevo anche negli altri commenti: per me che vivo la Sicilia “a pezzettini” poche volte all’anno è diverso. Io l’ho vissuta così e credo che sia giusto raccontarla anche in modo positivo perché la Sicilia abbia il turismo che si merita. Se con le mie parole ho convinto anche solo una persona ad andare in Sicilia per me è un successo.

  44. E’ facile amare la Sicilia così come lo è odiarla sempre in modo viscerale. Chi nasce Siciliano è segnato a vita in bilico tra il baratro ed il Parnasso dedicato agli dei. In Sicilia convivono angoli di paradiso legati all’inferno irrimediabilmente.
    Sono Siciliano andato via quai più per scelta che per necessità ed a distanza di tre anni posso dire che ciò che ho lasciato non sono riuscito a compensarlo con quello che ho trovato, ma non è per tutti uguale ogniuno ha la sua storia. Vivere in Sicilia non è facile per niente, è vero bisogna essere adatti biologicamente, specialmente nelle grandi città, caotiche, frenetiche , ferme ed addormentate, senza lavoro e futuro
    Vivere in Sicilia è anche facile semplicemente per la poesia che puoi trovare in ogni angolo, luogo o persona che trovi.
    Ma in fondo la Siclia che cosa è se non un posto come tanti altri che puoi odiare ed amare contemporaneamente.

    • Conosco tante persone che come te se ne sono andate, ma che non riescono a compensare da nessuna parte nel mondo. I siciliani hanno la Sicilia dentro. E anche a noi che non siamo siciliani ma ne siamo innamorati succede qualcosa del genere.

  45. W la Sicilia W i siciliani !!!!! Io sono trevigiana ma la Sicilia è stupenda e l’ospitalità dei siciliani unica!!!! Io e un’amica abbiamo un sogno nel cassetto, trasferirci giù per sempre, ma non lo diciamo a nessuno, in compenso nel giardino abbiamo piantato fichi d’india, agavi , il ns angolo di Sicilia, :-)!!!!

    • facciamo così allora… siccome farei volentieri cambio, prima di fare una ca…….ta (reciproca s’intende 😉 ) io farò da cicerone lungo la costa etnea che si staglia tra mare e vulcano e voi per le colline trevigiane in cerca di vero e raro Cartizze …

    • È lo stesso sogno nel cassetto che ha mia mamma, e credo che tra un paio d’anni lo realizzerà. Per ora ci passa intere settimane d’estate (tipo ora)!

  46. Bellissimi i tuoi scatti e i tuoi pensieri sulla mia Sicilia
    Da siciliano che vive nel razionale nord e nella fredda Torino da ormai 10 anni dico che la Sicilia non è solo un luogo,ma è molto di più. Un luogo lo visiti, lo puoi apprezzare o meno,quando ti allontanerai, ti resterà ben poco. Non è così per la Sicilia che ti lascia sempre un segno.
    La Sicilia è una Dimensione: in essa convivono e lottano continuamente una splendida arte antica e un imbruttimento selvaggio, una coscienza antimafia di cristallo e molteplici forme di illegalità, la generosità dei suoi abitanti e il dramma dei giovani che non trovano niente, la voglia di andare via da un posto che non cambia mai e la voglia di tornare per recuperare la propria anima.
    E’ musica, è spontaneità, semplicità, ma anche diffidenza, rancore, rabbia.
    E’ il rosso appassionato del fuoco dell’Etna, ma anche il bianco puro della sua neve.
    E’ l’amenità di Taormina e di Erice, ma è anche lo sfascio di Gela e di Favara.
    Eppure essa è anche madre. Ti chiama se te ne vai, ti coccola quando torni, ti fa piangere con delle brutture che non ti aspetti.
    Ti consola, col suo sole d’oro e il suo mare di cristallo.

  47. Come al solito il tuo modo di descrivere e fotografare i posti mi ha stregata e mi ha riportata in Sicilia per un pò!

    Ti abbraccio, Danila.

  48. incredibile come un post del 2012 sia arrivato, un passo leva e uno metti, fino ai giorni nostri.
    Sono fiera di essere siciliana che con coraggio e senza un lavoro digita ancora da qui. Grazie infinite per queste tue emozioni; se sono arrivate fino alla fine di febbraio 2015, non sono poi tanto incredibili. La bellezza in questo post.
    Ciao,
    Cla

  49. Bellissime foto, ma…da vacanziera! Io amo molto la mia terra, ma…forse lei parla dei piccoli centri, perché altrimenti non mi risulta che la gente apra i negozi quando si sveglia. Lo stress – e tanto a volte – esiste anche qui, specie nelle città grandi, dove il traffico è caotico, i servizi inesistenti e la gente, specie negli uffici, assai maleducata, per non parlare dell’enorme problema della mancanza di lavoro. Poi certo, hai una natura strepitosa, panorami fantastici a portata di mano (ma anche lì, quanto abbiamo deturpato col cemento noi stessi siciliani..!!!), le persone per strada in genere sono affabili e c’è una delle più buone cucine al mondo. Insomma, venirci in vacanza è bellissimo, viverci è un’altra cosa, ci sono lati positivi e negativi. In ogni caso grazie!

  50. Ciao grazie x i mille apprezzamenti sulla mia terra, io sono Siciliana e la magia di cui tu parli non l’ho potuta godere, se non quando torno a casa a trovare i miei x le vacanze se posso. Le tue spledide foto ritraggono il posto natio. Le spiaggie, i negozi, le foto dei balconcini fioriti di Marzamemi… mi viene malinconia solo a parlarne… grazie. io cmq vivo a Cesena ho visto che sei romagnola, di dove di preciso? anche qui cmq avete splendidi posti… forse dovrei farti vedere le mie della tua terra!!! ahahah bello no?!

  51. Meravigliosa descrizione della mia TERRA …. solo un piccolo grande problema ! ti prego cancella “arancini” , non si chiamano cosi . Si chiamano ARANCINE. Hanno una storia ed origine ben precisa. grazie 🙂

    • Non c’è un dibattito gigante sul modo di dire giusto? Nella zona di Marzamemi li chiamano arancini 🙂 A me va bene tutto, basta che continuino ad essere così buoni!

      • Rinnovo i miei complimenti per l’impatto che questo ‘anonimo’ post ha avuto sul web!
        Veramente spaziale!
        E’ stato interessante leggere la disperata gioia dei miei coregionali attraverso risposte spesso mirate a precisare quanto poco reale sia la visione turistica della nostra regione.
        In merito alla faccenda arancian”a/o” mi diverto un sacco a “litigare” con chiunque.
        Purtroppo il termine esportato dai dizionari nel mondo e’ il secondo e come avrete gia’ capito, da palermitano, per me e’ assolutamente femmina.
        Ho anche il perche’ se vi interessa .. e si tratta, a mio avviso, di una errata traduzione dal dialetto. Che ci si trovi a Palermo o a Catania in dialetto arancina si dice “ArancinU” proprio perche’ somiglia ad una arancia, che usiamo chiamare in dialetto aranciu (esattamente come l’albero). Peccato che in italiano l’albero e’ l’aranciO mentre il frutto e’ l’aranciA. Dato che la deliziosa palla di riso somiglia al frutto di mollica di pane avvolto e fritto mi viene spontaneo tradurlo, piccola arancia, arancinA, invece che piccolo albero panato e fritto, arancinO.
        Fatto sta che ogni volta finisce che si e’ sempre d’accordo che fatta con carne, burro o alla suppli’ romana e’ bona!
        Ed ora vi ringrazio perche m’avete fatto venire voglia e le devo fare perche’ qua non si trovano facilmente! 🙂

        I miss arancina, sicilia, sea, sun .. 🙁

        Peace&Love guys!

        • Caro Vincenzo, hai fatto un proclama campanilistico ma a marzamemi si chiama arancino così come in tutte le province orientali e meridionali dell’isola. E siccome la maggior quantità e la migliore qualità di arance sta proprio nelle province di Catania e Siracusa, lascia che siano gli abitanti di quella zona a dare il sesso a questa squisitezza … ;););)

          • Caro Fabio,
            ne io ne tu riusciremo a risolvere un tanto antico dilemma e onestamente credo non sia neanche tanto importante. Il messaggio che vorrei mandare invece, con solo un personale pensiero sul perche’ delle cose sono come sono, e’ che dovremmo essere orgogliosi ti alcune delle nostre indiscusse qualita’.

            P.s. ADORO Camilleri! Trasmettono il commissario Montalbano sottotitolato, un mio amico francese lo adora e quando prova a ripetere qualche espressione e’ sempre motivo di grandi risate. 🙂

  52. SI viene in Sicilia per la storia il sole e le pietre, si rimane perché si riscopre il valore del proprio senso del tempo.

  53. Buongiorno, tra qualche mese dovrò trasferirmi a Palermo. Qualcuno potrebbe suggerirmi dove abitare? Mi piacerebbe trovare un appartamento vicino al mare o con vista mare. Quali sono le zone più vivibili? Grazie
    Luciano

  54. Ciao Viachesiva, grazie per le splendide parole e le foto! Sono Messinese e da due anni lavoro a Como, ho sempre amato e criticato la mia terra come tantissimi siciliani che si sentono impotenti davanti all’incuria, alla disonestà e all’inciviltà di tanti conterranei. Vivendo altrove ho capito che la più grande pecca dei siciliani non è la mafia, nè l’incuria, nè l’ignoranza (meno diffusa di quanto si pensi)…è il sottovalutarsi. Pensare che gli altri siano migliori, che altrove le cose funzionino meglio e che da noi tutto sia fatto in cattiva fede e, per questo, criticato duramente ancor prima che possa dare i suoi frutti. Non credo che la Sicilia si stia autodistruggendo, credo che a uno Stato assente e in troppi casi consenziente, faccia comodo farcelo credere e farci convincere di questo e, negli anni ha contribuito al proliferare del malaffare perchè così gli ha fatto e continua a fargli comodo. E’ un padre che ha scelto chi privilegiare tra i suoi figli e dà al’altro della “pecora nera” per coprire la sua incapacità e poca volontà nell’aiutarlo.

    • Uscire dai proprio luoghi aiuta sempre a vedere le cose da una prospettiva più equilibrata e lucida.
      In Sicilia è difficile avere questa prospettiva per tanti motivi. Sono contenta che tu l’abbia trovata 🙂

  55. La Sicilia è terra di nessuno e i Siciliani giusti ed onesti arrancano per vedersi superati da coloro che si districano, per cultura o per adattamento, alla legge non scritta del più forte. Lo stato in Sicilia è assente e la felicità di cui parli dura finchè non arriva il balordo di turno che impunito te la toglie. In Sicilia si vive felici se ti sai adattare al ritmo biologico e alle relazioni con la gente e una volta che ne esci ti rendi conto guardandola da lontano che ti manca ma non lasceresti il livello di civiltà del paese in cui ti trovi per tornare a mangiare arancine e guardare le palme o fare il bagno senza bikini.
    In Sicilia si vive bene se ci vai da turista, ti godi la parte bella. Se ci studi o ci lavori, o se vuoi andare in bici in città a Palermo senza temere per la tua vita o se… ti assicuro che non ci vivi bene. Il mare e i monumenti sono degli esempi demagogici, la vita è ben altro, fatta di tante piccole cose che ti fanno passare la voglia.
    Che bella la Sicilia quando passo 2 settimane a casa mia a Palermo. Poi l’aereo decolla e vorrei tornare… l’anno prossimo e solo per 2 settimane.
    Orgoglioso della storia della mia terra fatta di fasti inavvicinabili da molte altre culture, schifato dal presente e dalla situazione umana attuale.

    • Capisco. Come ho già risposto ad altri il mio è un punto di vista da turista, ma sono molto molto contenta che i siciliani vengano a scrivere qui il loro punto di vista, grazie del contributo!

  56. Sono nata a Torino, ma scorre sangue siculo, quello di mamma e papà. Ho letto quel che ho scritto qualche giorno fa, al ritorno da una vacanza alle Eolie, soprattutto Salina. Condivido tutto. È che quando ti porti dentro la Sicilia, anche se vivi a chilometri da quella terra, non appena tocchi, odori, vedi, ascolti, mangi la Sicilia…. le radici vengono fuori e ti sembra di non averla mai lasciata….. Maria Teresa

  57. Sono trapanese e ti invito a venire sulla ns. spiaggia di città , fare il bagno e con il costume ancora bagnato andare in 15 minuti (con funivia) su ad Erice vetta e affacciarti sul Belvedere e poi mi saprai dire se tutto questo ti taglia o no il fiato. Ps. Il tuo costume sarà ancora bagnato! Prova!

  58. Ma, dove la vedete questa bellezza nella Sicilia se è sono la metà?Io ci vivo è so cosa intendo.Iniziamo dai musei quasi sempre chiusi o se sono aperti sempre ci sono poche cose da vedere.Il mare non è cosi limpido come dicono ci sono sempre le alghe . Tranne se vai a San Vito e Selinunte allora cambia tutto sia come limpidezza del mare .Poi c’è Siracusa che un’altra parte della Sicilia molto piena di storia e cultura che in altre parti della Sicilia si sono scordati, la valle dei templi che onora la storia dell’ Iliade e l’odissea.Riguardante il cibo le panelle e crocchette sono ottime, ormai fa parte della cucina dell’isola il cuscus è ottimo. adoro i ricci e la frittura di pesce cassatine, il diplomatico la sficia . questo è quello che mi piace. Ma, c’è qualcosa che non digerisco è non dico che no è buono. Ma , proprio non digerisco è sto male di stomaco è non scherzo: La milza, il quarume, la cassata come torta , i cannoli perché la ricotta non è sempre fresca, la caponata,
    Da meridionale non dovrei dirlo. ma, Odio la Sicilia è il motivo è semplice : sento sempre dire le cose le devono cambiare i cittadini la Sicilia. Ma, come la cambi se va tutto male, non c’è il lavoro, le pensioni li danno meno dell’Italia , i palazzi non vengono mai restaurati. Solo se viene un capo di stato o per qualche manifestazione politica è allora trovi la città un ‘po’ migliorata. Ma dopo torna tutto com’è il niente e la decadenza.
    Poi mi devono spiegare dov’è il divertimento in Sicilia? Io ci vivo da quando sono nato è devo dirvi che in passato le cose in Sicilia funzionavano delle persone che conosco negli anni 80 e 90 lavoravano è facevano dei lavori che miglioravano l’Isola. Ma, ora non c’è più possibilità di cambiare le cose.
    Ma, ho notato da anni che il comportamento della gente era migliore in passato nessuno accelerava di notte o metteva la radio a alto volume, uscivi la sera è nessuno ti faceva niente solo in certi casi poteva capitare di subire rapine, violenze , pestaggi è attacchi della mafia alle forze dell’ordine. Ma, nella vita di tutti i giorni era tranquilla la vita nell’isola. Andate all’estero o, al nord o nel resto del sud. in Sicilia non c’è speranza.

    • Posso capire la tua disperazione e situazione attuale che attualmente la sicilia sta vivendo, ma non dimentichiamo che siamo l’isola piu grande di europa siamo uno dei posti piu belli di europa… denigrare la città e il luogo dove sei nato non ti aiuterà a migliorare te stesso lamentandoti e esponendo dei problemi che sappiamo che questa terrà abbia non fai altro che rovinare un momento di ricordi e di emozioni a qualcuno che starà leggendo questo articolo, stiamo parlando delle bellezze di questa terra e non dei difetti , in sicilia non c’e speranza perche alle persone sta bene cosi, violenze e pestaggi ci sono ovunque nel mondo vieni a NY e vedrai che non ti sentirai tanto tranquillo , tutto il mondo e paese non esiste il paradiso da nessun altra parte nel mondo ma solo dove te lo crei tu, dove stai in pace con te stesso dove riesci a vivere e dove ti senti a casa dove la gente ti accoglie li e il vero paradiso e lo puoi trovare ovunque anche in un posto cosi “brutto” come la sicilia.

  59. Un descrizione della nostra terra che solo un siciliano può capire , solo ha un siciliano vibra il cuore leggendo quelle righe li sopra nulla togliendo ai visitatori che hanno visto questa terra e magari vissuto ma noi figli di questa terra con mille errori con mille difetti intendo economici ovviamente anche la situazione lavorativa, ma questa e la nostra terra e io che sono lontano, siciliano vero che ho portato le mie tradizioni e difeso a spada tratta sempre la mia terra mi sento mancare qualcosa , mi sento un vuoto dentro , come una storia d’amore che non e mai finita ma solo ci siamo divise le strade un giorno ci ritornerò e rimarrò nella mia sicilia ti amo terra mia ci rivedremo presto.

  60. Ha proprio ragione la Sicilia è una terra meravigliosa! Anch’io sogno di comprarmi una casa a Marzamemi e la punta sud è secondo la parte più affascinante dell’isola. Ci torno tra dieci dopo una pausa lunghissima e non vedo l’ora!

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