Diario-brainstorming di un viaggio in Alaska

Diario brainstorming di un viaggio in Alaska

Il tuono del ghiacciaio quando incontra l’oceano

Chiudete gli occhi e pensate al rumore di un tuono potente durante un temporale.
Quel botto così potente che sembra qualcuno abbia accartocciato un pezzo di cielo.
Ce l’avete in mente?
Bene, tenetelo lì da parte un attimo.

Ora immaginate di essere sul ponte di una barca. L’acqua sotto di voi è scura e immobile. Silenzio.
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Diario-brainstorming di un road trip tra i parchi degli USA

Il road trip piu bello del mondo

“Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”

Questo viaggio è stato un po’ più speciale degli altri perché le mie compagne di viaggio erano mia mamma e mia sorella.
Quando vivi a diecimila chilometri da casa, dieci giorni così sono il regalo più grande.
Tutte quelle ore di macchina in mezzo al nulla passate a chiacchierare, cantare, stare insieme, sono preziose più di qualunque altra cosa. Continue reading

Partire è la più bella e coraggiosa delle azioni. Next stop: road trip tra i parchi degli USA!

Ci sono viaggi che aspetti da una vita.
Questo è IL VIAGGIO.

Sia per la destinazione, sia per le compagne di viaggio.

Si parte tra pochi giorni: attraverseremo in auto le strade della California, del Nevada, dello Utah e dell’Arizona. I parchi, i canyon, i deserti, le montagne. La mega natura americana.

Con me ci saranno le compagne di viaggio e di vita migliori del mondo: mia sorella e mia mamma.

Non riesco a smettere di sorridere.

Road trip tra California, Nevada, Utah e Arizona Continue reading

Di come ho rischiato di essere ammazzata nel Bronx

[Disclaimer: il titolo è esagerato, dai. Però mi faceva ridere. La situazione è stata abbastanza assurda, ma non veramente pericolosa.]

Vi raccontavo qui del mio essere una stalk un’attenta osservatrice.

Essendo ogni giorno sul treno ho sempre nuovi spunti, ma è in viaggio che do il meglio. La metro credo sia stata progettata per me, con quei sedili uno rivolto verso l’altro. Un invito a nozze.

Come molti mi hanno fatto notare, fotografare gli sconosciuti non è solo sfacciato, ma è anche pericoloso. Fidatevi, lo so. Ora vi racconto.

Una sera, a New York, decidiamo di andare al Lenox Lounge, ad Harlem, uno dei jazz club storici della città, dove hanno suonato anche Frank Sinatra, Miles Davis e John Coltrane.
Prendiamo la metro e saltiamo per sbaglio la fermata. Scendiamo nel Bronx.

La stazione della metro sembra abbandonata, è deserta e buia. Manca giusto la musichina creepy. Saliamo le scale per tornare in superficie e sbuchiamo in un vicolo chiuso da un lato con un solo lampione funzionante.
Già qui. Voi immaginatevi quattro poveretti di vent’anni con la faccia pulita e smarrita nel bel mezzo di un vicolo buio nel Bronx.

Andiamo nell’unica direzione possibile e finalmente raggiungiamo una strada più grande, anche questa deserta. Tiriamo fuori la cartina e cerchiamo di orientarci ma non troviamo nessun cartello che ci dica in che via siamo finiti.
Da lontano vediamo avvicinarsi due energumeni, di quelli tre metri per due che camminano ondeggiando senza riuscire ad avvicinare le braccia al busto da quanto sono grossi. Siamo spacciati. Ci incamminiamo con fare disinvolto nella direzione opposta, ma i due sono più veloci di noi e ben presto ci sono alle calcagna. (Hai voluto il localino tanto lounge ad Harlem? E adesso pedali!)
Rallentiamo per farci superare, ma i due individui continuano a seguirci.
Dopo poco sento una mano sulla spalla. Panico! Sopprimo l’impulso di mettermi a piangere dandogli tutto quello che ho, e mi giro.
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