Da non perdere a San Francisco: la perla più nascosta di tutte, l’Ina Coolbrith Park

Questo posticino è un segreto.
Non lo conosce quasi nessuno, è nascosto tre le case meravigliose di Russian Hill, una delle colline più raffinate di San Francisco.

Io ci sono capitata per caso, passeggiando in salita, una domenica mattina.

Stavamo chiacchierando e camminando su Taylor Street verso sud, all’incrocio con Vallejo, senza una meta precisa, senza vedere nemmeno cosa ci fosse centro metri più avanti, tanto era ripida la salita: sembrava che finisse nel cielo.

Ma San Francisco ripaga sempre lo sforzo e la curiosità dei suoi esploratori.

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Da non perdere a San Francisco: una passeggiata a North Beach

Oggi vi porto alla scoperta del mio quartiere: North Beach!

È la zona nord-est di San Francisco, proprio attaccata al Fisherman’s Wharf (quindi al Pier 39 e le sue ciccionissime fochine).
È il quartiere della Coit Tower, delle Eggs Benedict di Mama’s, delle mappe antiche di Schein.
È il quartiere italiano – ebbene sì, e non lo sapevo nemmeno quando ho trovato casa qui 🙂

Spesso, quando perdo l’autobus o è una bella giornata e mi va di camminare, vado in ufficio a piedi, passeggiando attraverso tutta North Beach e sbucando nel Financial District.

In questo post vi porto in giro a passeggiare con me, vi do qualche informazione pratica (soprattutto di posticini da non perdere) e vi faccio vedere tante foto.

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La mia colonna sonora a San Francisco

A San Francisco la musica è ovunque.

È nelle passeggiate in mezzo ai grattacieli alla ricerca di un raggio di sole.
È nei tramonti guardando la baia, con lo sguardo che viaggia tra il Golden Gate e il Bay Bridge.
È nelle strade in salita e in discesa, incorniciate dagli alberi in costante lotta contro la forza di gravità.
È nelle domeniche mattina di sole, su una panchina, a fare delle chiacchiere.

La senti veramente, come se fosse una colonna sonora costante.
Nella testa, nelle orecchie, nel cuore, nell’aria.
La canticchi, ti viene da camminare a ritmo, ogni tanto i passi diventano saltelli e quasi piroette.

Se le volete sentire anche voi, le canzoni che mi accompagnano per le strade di San Francisco, le trovate in questo post.

Come sempre, buon ascolto e buona strada ♬❤

(Canzoni asteriscate* = le mie super preferitissime)

Qui trovate la playlist su Spotify >>> Playlist Per le strade di San Francisco

Musica da viaggio - Le mie canzoni su San Francisco Continue reading

Da non perdere a San Francisco: la Coit Tower e la sua vista a 360° della città

Le città dall’alto mi affascinano.
Da un grattacielo, da un aereo, da una ruota panoramica si vede davvero il volto di una città, la si capisce meglio.

San Francisco è particolare: è facile vederla dall’alto.
Basta una collina un po’ più alta, un appuntamento di lavoro al 40° piano, basta un po’ di curiosità e un po’ di fantasia.

Il mio modo preferito è decisamente la Coit Tower.
Da lassù si vede San Francisco a 360°.

“That was Frisco;
and beautiful women standing in white doorways, waiting for their men;
and Coit Tower, and the Embarcadero, and Market Street,
and the eleven teeming hills.”

{On the road • Jack Kerouac}

La vista panoramica di San Francisco dalla cima della Coit Tower Continue reading

Dispacci da San Francisco #9: lasciare casa per tornare a casa

Avere due vite è così bello e così doloroso.
Che condanna vivere al 200% ma solo con il 100% del tempo: ti perdi la metà sempre, comunque per forza.
Per quanto la tiri la coperta resta corta.

E così a metà gennaio ho salutato tutti, dato abbracci molto stretti, lasciato pezzettini di cuore sparsi per l’Emilia-Romagna, ho lasciato casa… e sono tornata a casa.
Perché la mia casa adesso è qui, a San Francisco, tra fochine, balene, cene italiane per palati stranieri, e giornate di sole bellissimo.

Vi racconto a caso questi primi giorni a San Francisco, quello che mi mancava e quello che proprio no.

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Dispacci da San Francisco #8: la strada è la casa di troppe persone

Non è tutto oro quello che luccica.
Non è tutto bellissimo a San Francisco.

Viverci è un’esperienza che mi sta dando tantissimo, ma c’è qualcosa che mi lascia perplessa.

Come vi dicevo qui quando mi chiedono “Allora come si vive a San Francisco?” inizio a pensare a tutte le meraviglie che questa città mi sta regalando.

Poi però avanza un’ombra, un velo, che dà un retrogusto amaro a tutta questa bellezza.

A San Francisco troppa gente vive – e muore – per la strada.

Give me your tired your poor Your huddled masses yearning to breathe free The wretched refuse of your teeming shore Continue reading

Dispacci da San Francisco #7: la verità è che questo è un sogno a occhi aperti

Quando qualcuno mi chiede “Allora come si vive a San Francisco?” rimango sempre imbambolata per qualche secondo. Cerco la risposta giusta.

Rispondo sempre solo “Molto bene, grazie!“, ma lo so che il mio interlocutore si aspetta di più, si aspetta aneddoti, fuochi d’artificio, storie, racconti, pezzi di vita con gli occhi che brillano.

Però io mi sento un po’ in colpa. Mi sembra di sbattere in faccia agli altri la mia felicità.
Mia mamma mi prende in giro, dice che è colpa della mia forma mentis “cattolica” che non mi permette di gioire a pieno dei miei traguardi.

Non lo so di chi è colpa, fatto sta che non mi viene da rispondere la verità vera.
Mi viene da dire solo “molto bene”, cercando di ovattare, di non squizzare di gioia, di sminuire un po’.
Non lo so perché.

Però oggi ho deciso di farlo, almeno qui, dove non mi sento in colpa, che se vi stancate di leggermi basta cambiare blog.

Oggi vi racconto perché ogni giorno passato qui è un pezzettino di felicità in più.

Viachesiva a San Francisco Continue reading

Dispacci da San Francisco #6: il lavoro, lo studio, la salute e le differenze culturali

Ho iniziato questo post come un flusso di pensieri e impressioni (come al solito) e solo alla fine mi sono accorta di un filo comune.
Oggi vi parlo degli uffici dove lavora Carley (da non crederci), dell’Università che ha dato vita alla Silicon Valley e dell’ospedale dove è stato ricoverato un mio collega (che sembra quello di Grey’s Anatomy).

Tutti argomenti che mi intrigano tantissimo e che di solito quando sono in viaggio non vedo.
La vera vita di un paese, quella di tutti i giorni: il lavoro, lo studio, la salute.

(Nel frattempo l’autunno sta arrivando anche qui, fa sempre tanto caldo, ma gli alberi hanno deciso che è ora di cambiare colore.)

L'autunno a San Francisco Continue reading

Dispacci da San Francisco #5: le fochine ciccione, Halloween e il tabù della nostalgia

È appena iniziato novembre e a San Francisco ci sono 25° con un sole che scalda.
Poi ci sono le fochine, che vado a trovare ogni settimana e mi mettono sempre di buon umore.
C’è Halloween: la gente diventa matta e per strada incontri streghe, fantasmi, zombie e cadaveri. I più bellini sono i bibini minuscoli che hanno appena imparato a camminare e indossano vestiti da mostri un po’ troppo grandi per i loro mini corpicini. Di una tenerezza disarmante.

Ci sono tutte le persone che sto conoscendo e tutte le nuove esperienze che sto facendo.
Vivere qui è davvero vivere al 200%.

Ogni sera vado a dormire con il sorriso e la mattina mi sveglio carica come una molla.
È il mio posto.

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Dispacci da San Francisco #4: home is where the lampada con le lucine is

È così difficile sentirsi a casa dall’altra parte del mondo.

Poi scatta qualcosa – click! –  e ti bastano un barattolo con le lucine, una balena, un divano comodo e una pasta al pomodoro cucinata come dico io (con il basilico fresco profumatissimo), per essere a casa.

Ci siamo, iniziano a spuntarmi delle piccole radici.
L’Italia mi manca da matti (che se sento il profumo di una pizza mi commuovo), la mia famiglia non ne parliamo, amici, colleghi, la mia casina, mi manca tutto.
Ma questa vita mi piace tantissimo, e mi fa tanto felice, quindi è il prezzo da pagare.

E ora che mi sento a casa, che iniziano a spuntare queste piccole radicine, che ho un negozio di alimentari che quando ci vado si ricordano di me, che la mattina al coworking attivo il cervello con 10 minuti di chiacchiere con Kyle, ora è tutto più facile.

“You can’t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards.”
(Steve Jobs)

Home is where the lampada con le lucine is Continue reading