Le differenze (che vedo io) tra San Francisco e New York

Sono stata a New York per lavoro la settimana scorsa.
C’ero già stata, qualche anno fa, in viaggio insieme ai miei compagni di università. Era stata la prima e l’ultima tappa del road trip più bello della mia vita.

Mi aveva colpito allora e mi ha colpito ora. Per motivi diversi, a volte quasi opposti.
Questa volta continuavo a fare il confronto con San Francisco mentalmente. A paragonarne il traffico, la vivibilità, l’altezza dei grattacieli.
Il cibo, la cordialità, il clima.

E una cosa, su tutte, mi ha colpito.
Una cosa che San Francisco e New York hanno in realtà in comune: entrambe non sono l’America.
Entrambe sono mondi a sé, con la loro forma, il loro colore, la loro cultura, i loro abitanti.

Ve le racconto, per opposizione. Cosa è l’una, cosa non è l’altra.
Di cosa parliamo quando diciamo “America”, perché in realtà stiamo intendendo tutto e il contrario di tutto.

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Informazioni utili per organizzare un viaggio on the road nel Nord-est degli Stati Uniti

Siete in partenza per il Nord-est degli Stati Uniti on the road?

Ho preparato un post proprio per voi, con tutto bello in fila e ordinato.
Qui trovate tutte le informazioni utili che vi serviranno per organizzare il viaggio. Devo ringraziarvi perché quasi tutti gli spunti li ho presi dalle mail che mi avete mandato per chiedermi informazioni.

In pratica qui si parla di: quanto costa un viaggio nel Nord-est degli USA, qual è l’itinerario migliore, quanti giorni stare e dove dormire a New York, come ottenere l’autorizzazione di viaggio (e perché non serve il visto), e tante altre cosine utili per voi viaggiatori fai-da-te.

Per farvi un idea di che tipo di viaggio sto parlando andate a leggere anche il post sul mio itinerario (così potete farvi un’idea del contesto): Il mio itinerario di due settimane nel Nord-est degli Stati Uniti

Se avete altre domande sbizzarritevi pure che poi integro il post con i vostri dubbi!
Potete lasciare un commento o scrivermi dove vi pare ai contatti che trovate alla pagina About.
Rispondo a tutte le mail, sempre.

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Tonawanda in 10 scatti

Questo post fa parte del progetto In 10 scatti.

Questo è il primo post, quello dove spiego come funziona: Un nuovo progetto, una nuova sfida: #in10scatti.

Dieci fotografie (scattate rigorosamente da me) per raccontare una città, una volta alla settimana, per tutto l’anno.

Ecco a voi la mia Tonawanda in 10 scatti: un piccolo paesino a pochi chilometri da Buffalo, negli States, con queste casine colorate e tutte in fila così perfette da sembrare uscite da un film.
Te arrivi lì e ti guardi un po’ intorno spaesato pensando di essere sul set di Desperate Housewives, o di Dawson’s Creek, o in un episodio dei Simpson. Invece son più vere che mai, circondate da alberi coloratissimi in fila come soldatini.

Le casine di Towananda sembrano finte da quanto sono colorate, ordinate  e perfette

Le casine di Tonawanda sembrano finte da quanto sono colorate, ordinate e perfette

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Il mio itinerario di due settimane nel Nord-est degli Stati Uniti

Un post pratico per chi sta organizzando un viaggio on the road nel nord est degli Stati Uniti.

Un po’ di informazioni generali per capire se è il viaggio che cercate:

  • Giorni: 16 giorni, dal 3 al 18 ottobre, 7 a New York e gli altri per fare il giro.
  • Tappe: New York > Boston > Buffalo > Tonawanda > Cascate del Niagara > Toronto > Washington > Philadelphia > Atlantic City > Brooklyn > New York
  • Chilometri macinati: 2.500 km
  • Persone: 4 (secondo me numero perfetto per un viaggio on the road)
  • Spesa totale del viaggio: 2.000 € a testa tutto compreso (aerei, hotel, macchina, colazioni obese, hamburger, musei, magliette I LOVE NY)
  • Città visitate: 8
  • Mezzi utilizzati: aereo per/da New York, jeep per fare tutto il giro.

In questo post trovate l’itinerario preciso e le informazioni basilari.

Se cercate le informazioni dettagliate (costi, noleggio auto, ESTA, assicurazione sanitaria, informazioni su New York…) allora cliccate qui: Informazioni utili per organizzare un viaggio on the road nel Nord-est degli Stati Uniti.

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Cascate del Niagara: epic falls o epic fail?

[Non credo che mi verrà mai più una perla di titolo così, godiamocelo.]

Road trip, nord-est degli States, due settimane.
Vuoi non passare dalle Cascate del Niagara?
Io mi aspettavo un luogo mozzafiato, maestoso, di quelli che ti lasciano il segno.
Di quelle bellezze naturali che davvero tolgono le parole, che ti senti piccolissimo e nello stesso tempo parte di qualcosa di immenso.
A me è capitato di sentirmi così in mare aperto, nel deserto, guardando un cielo bellissimo stesa in un campo ad agosto.
Mi ero immaginata che davanti alle cascate del Niagara avrei sentito la stessa stretta allo stomaco. E invece no.

cascate del niagara in ottobre2

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Le casine di Tonawanda

Avete presente Wisteria Lane, il quartiere di Desperate Housewives?
Oppure le location di Pleasentville.
La classica cittadina americana: villette con giardino, vialetto e portico, il tutto incorniciato dagli alberi in file precise come soldatini.

Ecco: quelle villette, vederle dal vivo, è uno shock.
Per noi che viviamo in città con centri storici, palazzi antichi e stradine ciottolate, è veramente pazzesco. Sembra di essere catapultati dentro ad un film per famiglie.

casina suburbs tonawanda usa

Casette piccoline, colorate, curate fino al più piccolo particolare.
Immerse nel verde della periferia americana.
Certo, anche New York ha il suo polmone verde, Central Park è uno dei parchi più belli al mondo. Ma questi alberi ai lati delle stradine residenziali sono qualcosa in più: sono una cornice.
Sono le fondamenta delle casette sugli alberi dei bimbi americani.
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Natale a New York, da Macy’s

[Stamattina con un amico-Grinch parlavo del Natale e mi è venuta l’ispirazione per questo post.]

A me il Natale piace tantissimo, dalle lucine ai regali, dalle cene coi parenti alle canzoni piene di campanellini.
La mattina del 25 dicembre mia sorella (che ormai è abbondantemente più alta di me) viene a svegliarmi ancora elettrizzata come quando aveva cinque anni.
Poi insieme a tutta la famiglia andiamo ad aprire i regali sotto l’albero.
È un momento che aspetto per tutto l’anno.

Questo era il mio albero di Natale, l’anno scorso:
(lo trovate anche nel mio post che parla delle cose belle)
Fare l'albero di natale

Quando sono stata a New York, due anni fa, ho trovato un posto incredibile, a metà tra il Paese dei Balocchi e la casa di Lady Gaga, in equilibrio tra la magia del Natale e l’estremo kitsch: la Holiday Lane di Macy’s.

Natale a New York, Holday Lane, Macy's Continue reading

Di come ho rischiato di essere ammazzata nel Bronx

[Disclaimer: il titolo è esagerato, dai. Però mi faceva ridere. La situazione è stata abbastanza assurda, ma non veramente pericolosa.]

Vi raccontavo qui del mio essere una stalk un’attenta osservatrice.

Essendo ogni giorno sul treno ho sempre nuovi spunti, ma è in viaggio che do il meglio. La metro credo sia stata progettata per me, con quei sedili uno rivolto verso l’altro. Un invito a nozze.

Come molti mi hanno fatto notare, fotografare gli sconosciuti non è solo sfacciato, ma è anche pericoloso. Fidatevi, lo so. Ora vi racconto.

Una sera, a New York, decidiamo di andare al Lenox Lounge, ad Harlem, uno dei jazz club storici della città, dove hanno suonato anche Frank Sinatra, Miles Davis e John Coltrane.
Prendiamo la metro e saltiamo per sbaglio la fermata. Scendiamo nel Bronx.

La stazione della metro sembra abbandonata, è deserta e buia. Manca giusto la musichina creepy. Saliamo le scale per tornare in superficie e sbuchiamo in un vicolo chiuso da un lato con un solo lampione funzionante.
Già qui. Voi immaginatevi quattro poveretti di vent’anni con la faccia pulita e smarrita nel bel mezzo di un vicolo buio nel Bronx.

Andiamo nell’unica direzione possibile e finalmente raggiungiamo una strada più grande, anche questa deserta. Tiriamo fuori la cartina e cerchiamo di orientarci ma non troviamo nessun cartello che ci dica in che via siamo finiti.
Da lontano vediamo avvicinarsi due energumeni, di quelli tre metri per due che camminano ondeggiando senza riuscire ad avvicinare le braccia al busto da quanto sono grossi. Siamo spacciati. Ci incamminiamo con fare disinvolto nella direzione opposta, ma i due sono più veloci di noi e ben presto ci sono alle calcagna. (Hai voluto il localino tanto lounge ad Harlem? E adesso pedali!)
Rallentiamo per farci superare, ma i due individui continuano a seguirci.
Dopo poco sento una mano sulla spalla. Panico! Sopprimo l’impulso di mettermi a piangere dandogli tutto quello che ho, e mi giro.
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