Tornare a casa dopo un viaggio

È veramente dura.

Bisogna riabituarsi agli orari, alle persone, al clima, ai ritmi, alle relazioni, alla lingua, agli schemi mentali.

Bisogna farsi una doccia molto lunga e poi indossare di nuovo i panni di tutti i giorni, stretti o larghi che siano.

Bisogna raccontare, farsi raccontare, sistemare foto e fare un sacco di lavatrici.

È bello ritrovare casa, ma è anche molto impegnativo.
Perché il viaggio ti cambia, e tornare è un po’ come cercare di finire un puzzle con un pezzettino leggermente più grande del buco. Va limato, vanno limati quelli attorno. E se poi proprio non ci entra più, da quel pezzettino un po’ più grande si comincia un nuovo puzzle.
L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.

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Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Next stop: Malesia!

Nel titolo c’è una frase di Isabelle Eberhardt in cui mi sono sempre ritrovata molto.
Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni“.
Decidere di partire è una prova di coraggio, un salto nel vuoto, un leap of faith nei confronti del mondo, delle tue capacità, del tuo carattere.



Nel momento in cui dici: “Si va!”, in quel momento senti lo stomaco strizzato come un calzino…
…per la felicità di partire,
…per la paura di volare,
…per la curiosità degli incontri futuri,
…per l’insicurezza di ciò che non si conosce,
…per la gioia della scoperta.
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