Greenwich: un’escursione in giornata da Londra

Durante il mio ultimo weekend a Londra, per cambiare un po’, un’amica mi ha portato a Greenwich.
(Sì, quella del meridiano.)

È un paesino sul Tamigi, un paio di anse più a est di Londra.
È immerso nel verde, ma sul fiume.
Con i quartieri residenziali e le casine curate come nei paesini, ma vicinissimo a Londra.

Si trova a sud-est della città, a circa mezz’oretta di bus.
Si raggiunge bene anche con la DLR (fermata Cutty Sark).
Per arrivarci si può prendere anche il London River, che è un trasporto pubblico però sull’acqua. Io non l’ho mai provato ma dev’essere carino arrivare a Greenwich in barca.
Insomma è poco più lontano di un quartiere di Londra, si fa bene anche in mezza giornata volendo, io per esempio ci sono stata solo un pomeriggio.

Dal centro di Londra ci sono circa 11 chilometri, da Piccadilly Circus la distanza è questa, per farvi un’idea:

distanza londra greenwich

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Il supermercato a Londra: la top 5 degli orrori

Scrivo questo post da Londra, precisamente dal Griffin House Hotel, un posticino veramente carino che non avevo mai provato, in zona Marble Arch.
Sono qua per lavoro e ho ben pensato di aggiungere al dovere anche un po’ di piacere: ho preso il volo un paio di giorni prima e ho passato il mio weekend londinese ospite di un’amica che vive qua, tra barbecue e gite fuori porta.

In particolare ieri siamo andate a fare la spesa. Niente di ché, aveva il frigo vuoto e quindi siamo andate da Morrisons a prendere un paio di cosine.
Io ho questa passione perversa per mercati e supermercati: mi piace osservare tutto, trovare le differenze rispetto ai gusti italiani, scoprire prodotti sconosciuti, comprare cose nuove per assaggiarle.

Quella che doveva essere una toccata e fuga al supermarket è diventata una minuziosa esplorazione dei gusti londinesi, scaffale per scaffale, centimetro per centimetro.
Per la precisione mi sono divertita a trovare le cinque cose più terrificanti e strane che il Morrison poteva offrirmi.
Mi sono immolata per voi.

Qui di seguito vi riporto i cinque orrori più orrori che ho scovato durate la mia perlustrazione.
Chi mi segue su Twitter (@viachesiva) si sarà già gustato questa succulenta classifica.
Pronti? Preparatevi al nonsense.

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Itinerario a piedi a Londra: Notting Hill e Shoreditch

[terzo post pratico per scoprire Londra a piedi, per arrivare in albergo la sera distrutti ma felici]

Questa serie di post nasce dal mio ultimo viaggio a Londra. Dopo esserci stata dieci volte, questa volta ho fatto un po’ da guida per chi Londra non l’aveva mai vista.
E ho riscoperto tantissimi angolini che mi ero dimenticata, che avevo visto tanti anni fa con gli occhi di una ragazzina in gita. Angolini veramente belli, che voglio condividere con voi.

Qui trovate gli altri post:
Giorno 1 – il Tamigi e la Londra più classica
Giorno 2 – Little Venice, Camden Town e Hampstead

Oggi scopriamo due quartieri bellissimi e molto diversi tra loro: Notting Hill, con le sue casine colorate tutte in fila, e Shoreditch, punto di ritrovo degli hipster londinesi, multiculturale e vintage.

Giorno 3 – Notting Hill e Shoreditch

Questo itinerario è composto da due parti separate, iniziamo da Notting Hill, che molti di voi ricorderanno per il celebre film con Julia Roberts e Hugh Grant. Quello con le casine colorate. Lui.

Itinerario Notting Hill [clic per ingrandire]

itinerario a piedi a londra, giorno 3 - notting hill e portobello

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Itinerario a piedi a Londra: Little Venice, Camden Town e Hampstead

[secondo post pratico per scoprire Londra a piedi, per arrivare in albergo la sera distrutti ma felici]

Questa serie di post nasce dal mio ultimo viaggio a Londra. Dopo esserci stata dieci volte, questa volta ho fatto un po’ da guida per chi Londra non l’aveva mai vista.
E ho riscoperto tantissimi angolini che mi ero dimenticata, che avevo visto tanti anni fa con gli occhi di una ragazzina in gita. Angolini veramente belli, che voglio condividere con voi.

Qui trovate gli altri post:
Giorno 1 – il Tamigi e la Londra più classica
Giorno 3 – Itinerario a piedi a Londra: Notting Hill e Shoreditch

E oggi vi porto nel nord di Londra, su su fino ad Hampstead.

Giorno 2 – Little Venice, Camden Town e Hampstead

Questo giro si fa in una giornata, prendendosi tutto il tempo per girare Camden Town il lungo e in largo.
Si parte dal marker verdino in basso a sinistra, quello con la freccina, stazione dell’underground Warwick Avenue, sulla Bakerloo Line.
[clic per ingrandire]

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Itinerario a piedi a Londra: il Tamigi e la Londra più classica

[post pratico per scoprire Londra a piedi, per arrivare in albergo la sera distrutti ma felici]

Questa serie di post nasce dal mio ultimo viaggio a Londra. Dopo esserci stata dieci volte, questa volta ho fatto un po’ da guida per chi Londra non l’aveva mai vista.
E ho riscoperto tantissimi angolini che mi ero dimenticata, che avevo visto tanti anni fa con gli occhi di una ragazzina in gita. Angolini veramente belli, che voglio condividere con voi.

Oltre a questo post qui trovate anche gli altri due:

Itinerario a piedi a Londra: Little Venice, Camden Town e Hampstead
Itinerario a piedi a Londra: Notting Hill e Shoreditch

Giorno 1 – il Tamigi e la Londra più classica

Questo è un giro che si può fare in un giorno (se camminate spediti) o anche due (se siete un po’ più rilassati). Sono 10 chilometri di strada, in una giornata si fanno tranquillamente (contate che in un’ora camminando normalmente si fanno circa 4 chilometri).

Si parte dal marker verde, con la freccina: fermata della metro London Bridge.
[clic per ingrandire]

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I compagni di viaggio sono più importanti di qualsiasi destinazione

compagni di viaggioSabato vado a Londra, di nuovo.

Vado a trovare un’amica che mi manca da morire.
Anzi, andiamo, perché partiamo in due.
Parto con un compagno di viaggio e di vita speciale.

Per la prima volta nella mia vita non mi interessa niente di andare a Londra.
Quando le persone attorno a te sono così importanti, la destinazione rimane solo una cornice.

Non sarò emozionata per l’aria di Camden, i colori di Nottingh Hill, i prati verdi di Hyde Park. Sarò emozionata perché saremo insieme, e insieme sarebbe bellissimo qualsiasi posto nel mondo.

La vignetta di Snoopy mi guarda ogni giorno dal mio desktop. Mi fa molto ridere. E in più mi ricorda che, nonostante nella vita io abbia sempre messo davanti a tutto i miei programmi e le mie priorità, a volte la cosa più bella è rallentare il passo per farsi raggiungere.

Grand Central terminalQui eravamo al Grand Central Terminal di New York, siamo quei quattro in posa, non vi dico le corse per arrivare prima dell’autoscatto della Polaroid. Dietro di noi ci sono due che si baciano. Credo che sia la mia foto preferita di sempre.

Non vedo l’ora di arrivare a Londra e abbracciarla fortissimo con tutti gli abbracci che ho conservato in questi mesi.

 

I riti a Londra: quelle cose che proprio proprio devo fare quando ci vado

Passare al negozio di pomelli, scatoline di latta e cianfrusaglie a Portobello
Portobello Road è famosa, soprattutto in Italia, per il suo mercatino del sabato. Ecco, io di sabato non ci vado. Una fiumana di persone si accalca lungo questa strada e si impiegano ore a percorrerla tutta, schiacciati tra una tedesca in sandali e calzino bianco e un italiano lampadato col piumino.
Io ci vado durante la settimana, uno dei miei posti preferiti è il negozietto di pomelli e cianfrusaglie antiche che potete trovare al numero 84, Chloe Alberry. All’inizio della strada, sulla destra, lo riconoscete perché fuori ha una panchina in legno ricoperta di scatoline di latta rovinate dal tempo. Dentro è pieno di pomelli, piastrelle in pezzi unici, bottiglie di vetro colorato, pentolini smaltati. Tutte cose tremendamente belle e tremendamente inutili.

chloe alberry portobello road

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Sentirsi a casa nel mondo

Delle volte si viaggia per esplorare.

Altre volte si viaggia per evadere.

Altre ancora per rilassarsi.

Poi ci sono dei luoghi particolari, dei luoghi speciali, in cui si va per sentirsi a casa.
Posti che ti mancano quasi quanto le persone, come se fossero degli amici che non vedi da tempo.
Che quando ci arrivi ti senti avvolto in un abbraccio stretto che dice “era troppo che non ci vedevamo!”.

A me capita così a Londra.
(E in Sicilia, ve l’ho raccontato qui: È facile essere felici in Sicilia.)

 londra dal london eye, come peter pan

porticina alice, portobello, notting hill, londra

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Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro quando si parte

Il titolo è una citazione da Oceano Mare di Baricco.

Io amo incredibilmente viaggiare, e probabilmente anche voi se siete arrivati fino a qui. Prima del viaggio c’è l’emozione, la curiosità, e anche le farfalle nello stomaco, come quando alle medie si incontrava la propria cotta durante l’intervallo. Poi si parte e tutto è splendido e sconosciuto, gli occhi si riempiono di immagini e luci nuove, si passa continuamente dalla gioia allo stupore, come su un rollercoaster.
E alla fine, dopo mille sorrisi e fotografie, il viaggio finisce. Che sia all’aeroporto, in stazione, mentre si rifa la valigia, mentre si prende la metro, c’è un momento, che ogni viaggiatore conosce, in cui si è felici di tornare a casa. A volte passa subito, altre volte ci accompagna fino alla porta di casa.

Ogni viaggiatore lo conosce, lo aspetta, se lo gode.

Non importa se il viaggio è stato il più bello della nostra vita, tornare a casa è sempre un piacere grande, quasi quanto quello di partire. Ritrovare le proprie cose, respirare il profumo di casa, dormire di nuovo nel proprio letto. Riabbracciare le persone che avevamo lasciato ad aspettarci.
Anche per questo viaggiamo.

Ma un pretesto bisogna sempre seminarselo dietro anche quando si riparte.
Un ristorantino ancora da provare, un quartiere ancora da esplorare, un mercatino ancora da scoprire.

Lasciando qualcosa di inesplorato, ci stiamo promettendo di ritornare.

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L’odissea del tappo della Canon

Spesso si sentono frasi come “la mia macchina fotografica ha viaggiato per il mondo con me”, “la mia Canon ha visto tutti i continenti” e varie altre versioni combinate.

Ecco.
Per me la frase giusta è:

“Il tappo della mia Canon, non solo ha visto il mondo con me, ma ne ha visto anche un bel pezzo in più da solo!”

L’ho perso/lasciato in giro così tante volte che ormai si è fatto il passaporto.

C’è una premessa dovuta: le reflex della Canon hanno il tappo dell’obbiettivo che non è collegato alla macchina, quindi quando lo si stacca il tappino è lasciato al suo destino. Finisce in tasche, borse, zaini, autobus, muretti, spiagge e tanti altri posti in cui spesso e volentieri viene dimenticato (da me).

Qualche anno fa avevo una reflex della Fujifilm: le foto venivano molto peggio, ma il tappino rimaneva attaccato alla macchina con un utilissimo cordoncino nero. Cioè, ci ha pensato la Fuji: Canon, seriously?

Questo post è ispirato dal fatto che fino a pochi minuti fa il mio tappino era disperso. Ho ricevuto una mail da un’amica che se l’è ritrovata nella valigia, ora lo sta accudendo e presto tornerà a casa.
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