Dispacci da San Francisco #5: le fochine ciccione, Halloween e il tabù della nostalgia

È appena iniziato novembre e a San Francisco ci sono 25° con un sole che scalda.
Poi ci sono le fochine, che vado a trovare ogni settimana e mi mettono sempre di buon umore.
C’è Halloween: la gente diventa matta e per strada incontri streghe, fantasmi, zombie e cadaveri. I più bellini sono i bibini minuscoli che hanno appena imparato a camminare e indossano vestiti da mostri un po’ troppo grandi per i loro mini corpicini. Di una tenerezza disarmante.

Ci sono tutte le persone che sto conoscendo e tutte le nuove esperienze che sto facendo.
Vivere qui è davvero vivere al 200%.

Ogni sera vado a dormire con il sorriso e la mattina mi sveglio carica come una molla.
È il mio posto.

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Dispacci da San Francisco #4: home is where the lampada con le lucine is

È così difficile sentirsi a casa dall’altra parte del mondo.

Poi scatta qualcosa – click! –  e ti bastano un barattolo con le lucine, una balena, un divano comodo e una pasta al pomodoro cucinata come dico io (con il basilico fresco profumatissimo), per essere a casa.

Ci siamo, iniziano a spuntarmi delle piccole radici.
L’Italia mi manca da matti (che se sento il profumo di una pizza mi commuovo), la mia famiglia non ne parliamo, amici, colleghi, la mia casina, mi manca tutto.
Ma questa vita mi piace tantissimo, e mi fa tanto felice, quindi è il prezzo da pagare.

E ora che mi sento a casa, che iniziano a spuntare queste piccole radicine, che ho un negozio di alimentari che quando ci vado si ricordano di me, che la mattina al coworking attivo il cervello con 10 minuti di chiacchiere con Kyle, ora è tutto più facile.

“You can’t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards.”
(Steve Jobs)

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Dispacci da San Francisco #3: robottoni giganti, la mia goffaggine e la tecnologia che salva

Si può andare a un evento super figo e rimanere seri e eleganti? No, se siete me.
Si può amare Whatsapp come se fosse una persona vera? , se siete a 10mila chilometri da casa.
Ci si può esaltare per i robot come un bambino al luna park? , se siete in Silicon Valley.

In questo post vi racconto in particolare le mie avventure – perché si possono chiamare solo così – a uno degli eventi più importanti dell’anno in Silicon Valley su innovazione e tecnologia: il Pioneer Summit.

Robottoni giganti americani che combattono contro robottoni giganti giapponesi, burrito, il gioco delle talpe che spuntano dai buchi, frasi motivazionali che neanche Rambo, io che vi do l’ennesima prova che Fantozzi me lo mangio a colazione.
E poi il mio grande amore per la tecnologia che vince sulla nostalgia.

Life would be tragic if it weren't funny Continue reading

Dispacci da San Francisco #2: un nuovo inizio

Primi giorni a San Francisco, primi passi in una vita nuova.
Prime esperienze, prime volte, emozioni inaspettate (nel bene e nel male), una Irene-numero-due con gli occhi pieni di curiosità.

Tutte queste cose nel secondo post dei miei Dispacci da San Francisco, a due settimane dal mio arrivo quaggiù.

Ah no, un’altra cosa: la prima sera qui mi sono chiusa fuori dalla mia camera in accappatoio.
Not bad.

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Dispacci da San Francisco #1: per quanta strada ancora c’è da fare amerai il finale

“Coraggio,
lasciare tutto indietro e andare,
partire per ricominciare,
che non c’è niente di più vero di un miraggio,
e per quanta strada ancora c’è da fare,
amerai il finale.”
[Buon Viaggio – Cesare Cremonini]

Si riparte con i Dispacci, questa volta da San Francisco!

E si riparte con un post sconclusionato e scombussolato, come in questo momento mi sento io.
Ho viaggiato un numero imprecisato di ore, ho fatto 15 ore di scalo a Istanbul, ho avuto in milione e mezzo di imprevisti, ho 9 ore di fuso sul groppone, ho visto 5 film e parlato 3 lingue diverse.

Ho avuto tanto tempo per pensare, ma comunque poco per realizzare cosa sta succedendo.

In questo post vi racconto il mio viaggio da Bologna a San Francisco passando per Istanbul.
L’ho scritto un pezzettino alla volta, nelle note del telefono.
Volevo ricordarmi ogni momento, ogni pensiero casuale, ogni pezzetto di strada per arrivare qua.

Preparare la valigia Continue reading