Diario-brainstorming di una luna di miele alle Hawaii

[Sono stata un po’ lontana dal blog nelle ultime settimane perché io questo periodo me lo volevo godere a pieno. Volevo godermi i giorni prima del matrimonio, con le nostre due famiglie riunite e gli amici che ci hanno raggiunto da ogni parte del mondo. Volevo godermi ogni secondo di quel magico 3 settembre – che io ho sempre pensato “ma vaaaa” quando mi dicevano “il giorno del mio matrimonio è stato il giorno più bello della mia vita“, ma adesso ho capito perché, avevano ragione loro, è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Volevo godermi tutto tutto tutto del nostro viaggio di nozze. Volevo godermi lui.
Quindi me la sono presa con calma, ora sono tornata. Ps: per quelli di voi che me l’hanno chiesto in fondo a questo post c’è una foto del vestito❤]

il nostro viaggio di nozze alle hawaii

Maui è il luogo perfetto per un viaggio di nozze

Perché è lenta, rilassata, fuori dal tempo e dallo spazio.
Un’isola nel mezzo del Pacifico dove tutto gira intorno al surf.
Dove nessuno corre, nessuno urla, la gente va a far la spesa in costume e durante i tramonti tutto si ferma.
Alle Hawaii potrebbero girarci un documentario sul paradiso.

Io sono sempre stata abituata a dei viaggi avventurosi e un po’ frenetici. Itinerari incredibili, road trip infiniti, canoa, zipline, trekking, due capriole e quattro giravolte. Che poi devo dire che mi piace tanto. E sono anche un po’ obbligata a squizzare tutto quello che voglio fare nel ritmo più serrato possibile: le ferie normalmente non sono più di due settimane.

Ma questa volta è stato diverso, questa volta il viaggio non era tanto per la meta, era per noi.
Per stare insieme e goderci ogni minuto.
E Maui è davvero lo sfondo perfetto per questo.
Ci sono tante cose da fare, ma noi avevamo ben 10 giorni per visitarla.

Quindi ce la siamo presa con calma, scoprendo ogni giorno cose nuove, ma sempre con la bussola puntata verso di noi.

Abbiamo guidato lungo la Road to Hana, una strada meravigliosa tra la giungla e l’oceano.
Abbiamo proseguito tra le strade sterrate del retro del vulcano (con grossissimi dubbi di arrivare a casa integri!).
Abbiamo surfato e surfato e ancora surfato. I miei capelli sono diventati talmente biondi per il sole e il sale che alcune ciocche erano quasi bianche.
Abbiamo visto tramonti così splendidi che sembrava quasi che il cielo ci abbracciasse.
Abbiamo visto l’alba dalla cima del vulcano Haleakala, dove la meraviglia e il freddo erano un tutt’uno.
Abbiamo oziato passeggiando per paesini hippie nel mezzo dell’isola, schivando galline e mangiando poke.
Abbiamo visto surfisti acrobati che sembravano volare sull’acqua e poi abbiamo surfato molto ma molto peggio di loro.
Abbiamo festeggiato il nostro amore, il nostro matrimonio, la nostra forza e la fortuna sconfinata che abbiamo avuto ad incontrarci per caso e a ritrovarci per scelta.

Da viaggiatrice sempre in moto, vi do un consiglio: scegliete come meta per il vostro viaggio di nozze un luogo bellissimo ma rilassato.
Non arrivate a sera stanchi, non macinate chilometri su chilometri, non perdete la pazienza mai. Cullatevi in questo momento meraviglioso, dall’altra parte del mondo, solo voi due.
Per noi sono stati dieci giorni in stato di grazia.

Spiaggia Hookipa Beach a Maui e le tartarughe che depongono le uova

Tramonto in spiaggia sul mare a Maui - Hawaii

Aloha, Mahalo, Ohana

Sono parole hawaiane che racchiudono tutto il senso di questa meravigliosa cultura.
Amore, Grazie, Famiglia.

L’Aloha mi è rimasta dentro e me la porto dietro ogni giorno.
Al lavoro, quando sto per perdere la pazienza, cerco la forza in quel pensiero.

Aloha è molto di più di un semplice saluto.
È una benedizione, è grazia, è tenerezza, è gentilezza, è umiltà, è pazienza, è modestia, è amore.

È porsi nei confronti del prossimo con un atteggiamento positivo, di accettazione e di amore, in fondo.
L’Aloha è un modo di vivere e di affrontare le cose, un atteggiamento, una mentalità.
È l’apertura affettuosa al mondo. È un sì alla vita.

Alle Hawaii è ovunque ed è la cosa più preziosa che potrete portare con voi.

il vero significato dell'aloha

La prima volta sul surf (e le cose che non vi dicono)

Non so chi abbia fatto partire la storia che il surf è uno sport da polleggiati.
Io sono MORTA di fatica. Ma anche di felicità.

Come vi dicevo qui mi sono sposata un fanatico del surf. Da quando aveva otto anni sognava le onde di Maui: potevo non portarglielo?
E quindi abbiamo surfato così tanto che alla fine erano gli squali a scappare da me per la stanchezza e la fame che avevo.

Prima di andare a Maui non avevo mai surfato.
Pensavo: “chissà se riuscirò a stare in piedi sulla tavola”.
Niente di più facile, perché infatti il problema non è quello, ma io ancora non lo sapevo.

Prima lezione: iniziamo sull’erba, il maestro ci spiega quali movimenti fare per passare da stesi a in piedi, ci dà qualche dritta su come rimanere in equilibrio, come prendere velocità.
Ci fa ripetere i passaggi qualche volta per interiorizzarli, poi ci manda in acqua.

Arriva la prima onda, lui mi urlaIrene this one is yours!, io penso “sè, ciao, inizio a spingermi più che posso con le braccia per prendere velocità, sento l’onda che mi spinge, sempre più veloce, cerco di mettermi in piedi facendo i movimenti come li avevo imparati e – TAC – sono in piedi sulla tavola che sto surfando.
Non ci posso credere, mi scappa da ridere, sento l’onda sotto di me che mi sorregge e il vento sulla faccia, prendo velocità.
Una sensazione unica.

Riesco a rimanere in piedi sulla tavola fino alla riva. “Che soddisfazione!” penso. MA. Stolta.
Non avevo ancora capito quale fosse la vera difficoltà.
Dalla riva giro la tavola, mi ci stendo sopra, e inizio a pagaiare con le braccia per tornare indietro e raggiungere gli altri nel punto in cui prendere le onde.
Pagaio, pagaio, pagaio, pagaio. Continuo a pagaiare ma le onde continuano ad arrivare e sono più forti di me e mi rispingono verso la spiaggia. Pagaio ancora e ancora e mi muovo lentissimamente in realtà perché la corrente è forte, le onde pure, mentre le mie braccia no.
Dopo cinque minuti buoni di pagaiate raggiungo in gruppo e mi lascio cadere sulla tavola perché HO FINITO LE FORZE.

Trenta secondi di surf e cinque minuti di pagaiata. Scherziamo?!
No non scherziamo niente: la parte difficile non è stare in piedi sulla tavola, ma avere le forze di pagaiare indietro di nuovo ogni volta.

Un giorno che c’erano le onde alte ho anche avuto un mezzo esaurimento nervoso in mezzo al mare perché non riuscivo ad avanzare di un metro che l’onda mi rispediva indietro di due. Mi sono messa a parlare alla GoPro di gironi infernali danteschi e voglia di alta montagna.

Inoltre, pensieri sparsi sul surf:

  • avete presente la classica immagine del surfista tartarugato coi capelli lunghi e spettinati? Sì, eh? PERCHÉ??? Perché si tengono i capelli lunghi che sono la massima scomodità possibile sul pianeta per un surfista? Si annodano, ti si appicciano alla faccia, si incastrano nella muta, perché?!?
  • se vorrete mai fare surf alle Hawaii non guardate film sugli squali per i 10 anni precedenti e non leggete NULLA a riguardo. Bandite statistiche, articoli, leggende. Totalmente vietate le fotografie. Dimenticatevi dell’esistenza degli squali perché se no davvero qualche brividino vi viene.

Detto questo: surfare è anche meglio di quei sogni dove sogni di volare.

Un marito surfista

L’americanizzazione che non mi aspettavo

Questa è forse l’unica cosa che non mi è tanto piaciuta delle Hawaii.
Sono profondamente americane.
O meglio: sono state profondamente americanizzate.

Le strade sono larghe e super asfaltate.
I resort sono specchiati, enormi e con recinzioni alte fino al cielo.
Le macchine sono tutte SUV o Jeep.
Alla radio si sentono Sean Paul e Rihanna.
Nel centro di Lahaina, camminando, incontri tutti negozi di grandi brand internazionali come in centro a San Francisco.

Io cercavo altro.
E si trova, ma va davvero inseguito.
Cercavo i paesini autentici, i visi dai tratti indigeni, casine di legno dipinte.

E le Hawaii che cercavo le ho trovate a Makawao, a Paia, sulla Road to Hana, sulla cima del vulcano Haleakala, sulla costa sud dimenticata dalle strade e dai resort.

Hawaii americane vs autentiche

Le insidie dei parchi sull’oceano

Alle Hawaii di fianco alle spiagge ci sono sempre dei parchi.

Erba verde super curata che sembra un prato inglese, alberi enormi che fanno ombra, docce e bagni attrezzati, campi da beach e da tennis.
Nella foto qui sotto ne vedete uno dietro il mio spagnolo che agilmente zompetta via dal mezzo della strada.

“Non male” ho pensato “posso stare in riva al mare all’ombra senza dover avere a che fare con la sabbia o con la gente!”
Io odio la sabbia, ma odio anche gli stabilimenti balneari perché di solito hanno la musica e la gente che parla troppo vicino a me.
Quindi è un po’ un dilemma: spiaggia libera con la sabbia ovunque dopo un nanosecondo o stabilimento con lettini ma anche con mille persone in un minuscolo spazio vitale? (cit.)

Alle Hawaii invece la soluzione c’è: i bellissimi parchi sull’oceano.
Tutto bellissimo finché un uccello, anche lui rilassato all’ombra di questi bellissimi alberi, non mi ha cagato in testa

❤️

Fare surf alle Hawaii - Maui

Maui autentica: oltre la Road to Hana, tra l’oceano e il vulcano Haleakala

250 km di strade nascoste tra la giungla e il mare.
Le Hawaii autentiche che cercavo le ho trovate qui.

Lungo la Road to Hana, strada meravigliosa che va da Paia a Hana lungo la costa est dell’isola.
Attraversa foreste di eucalipti, di bamboo, cascate, ponti di pietra sospesi nel vuoto e spiagge nere nell’azzurro dell’oceano.

Ma quando si arriva a Hana la strada non è finita: inizia il bello.
Tutta la parte a sud del vulcano è decisamente la più bella di Maui.

L’asfalto finisce per pezzi di strada lunghissima, le auto pure.
La natura avanza in tutte le sue forme.
L’oceano blu sulla sinistra.
Il vulcano imponente sulla destra.
La giungla rigogliosa tutt’intorno.

Vi lascio le foto, che spiegano meglio delle mie parole.
Andate a Maui per questa meraviglia qui: le Hawaii sono qui.

Road to Hana a Maui - 250km di natura I ponti di pietra della Road to hana di Maui - Hawaii La spiaggia nera sull'oceano - Road to hana di Maui - Hawaii La strada più bella del mondo - Road to hana di Maui - Hawaii La vista sull'oceano - Road to hana di Maui - Hawaii La fine della Road to hana di Maui - Hawaii Oltre la Road to hana di Maui - Hawaii.jpg Tramonto sulla strada più bella del mondo Road to hana di Maui - Hawaii.jpg

Ps: grazie a tutti per le centinaia di meravigliosi auguri per il matrimonio che ci sono arrivati in tutte le forme. Ho cercato di rispondere a ognuno di voi e lo faccio anche qui: GRAZIE di cuore. 
Siccome me lo avete chiesto in molti (in moltE a dir la verità) eccolo qua il famoso vestito 🙂 (e anche un pezzo del famoso marito!)

noi

41 thoughts on “Diario-brainstorming di una luna di miele alle Hawaii

  1. augurissimi! immaginavo il silenzio fosse dovuto a quello 🙂
    (surf prossima tappa, debbo prima riuscire a farmi un quarto grado in kayak… 😀 ma mi attira di più con la vela. ora che poi hai reso bene l’idea di tutto quel pagaiare di braccia, ancora di più!!!)

  2. Di nuovo congratulazioni a te ed al tuo spagnolo-surfista!

    Sì, mi avevano raccontato delle Hawai un po’ troppo “continentalizzate” ed avevo sperimentato il fenomeno a PuertoRico dove però fortunatamente è limitato alla città “nuova” di San Juan pochi altri luoghi; il resto è ancora autenticamente puertoricano per fortuna.

    Sono contento però di sapere che ci sono ancora angoli più selvaggi ed autentici e spero che nelle isole più piccole la cosa sia ancora più evidente.

    Un abbraccione!

    —Alex

    • Grazie per le congratulazioni, ringrazia anche lo spagnolo surfista da San Francisco!
      Sì sono un po’ continentalizzate. Maui credo sia una via di mezzo. Forse ancora più selvaggia è Kauai. Sarà per la prossima 😉

  3. Il giorno del proprio matrimonio è davvero un giorno che si ricorda per tutta la vita! Un giorno che passa veloce, ma che lascia un segno profondo e indelebile nella memoria, perché ha il sapore della fiaba. Ho un ricordo ancora vivido del nostro 13 Settembre 2015: un misto di emozioni forti, fatti di immensa gioia e felicità, lacrime di felicità e tanti sorrisi che venivano dal cuore! E, poi, vogliamo parlare del viaggio di nozze? Un momento tutto per la coppia, senza pensieri, fatto di luoghi stupendi e momenti indimenticabili! PS: bellissimo il vestito! E ancora auguri!

    • Grazie Lucrezia! ❤❤❤ Davvero per me Maui è stato un luogo che ci ha abbracciati dall’inizio alla fine. Ci ha lasciato i nostri spazi. Ho amato tantissimo quei giorni lenti e pieni di noi 🙂

  4. La meraviglia con cui riesci a riempire i tuoi post (e i nostri occhi e i nostri cuori) <3 è che sei bella tu. Auguri di cuore.

    • Sara grazie per le tue bellissime parole. A voi un commento può sembrare una goccia nel mare, ma per me sapervi dall’altra parte a leggere è la cosa più preziosa che c’è. Grazie ❤

  5. Un meraviglioso ed emozionante racconto! Sprigiona tutto il vostro amore e il relax che avete vissuto in questo splendido viaggio <3 Il vestito è un incanto e vi auguriamo di continuare con avventure bellissime insieme 🙂

    Un bacione 🙂

  6. che bellezza! aspettavo da un po’ questo post ed è valsa la pena attendere. le foto sono stupende, mi sono innamorta della tartarugona.
    i surfisti io li ho visti alle Canarie quest’estate e mi son detta “no, grazie”, anche solo a vederli buttati giù dalla tavola dalle onde. 🙂
    in bocca al lupo per tutto. e… aloha (questa parola mi sembra proprio che ti rappresenti)

  7. Ancora Auguri Irene e bellissimo vestito.
    Come sempre mi hai emozionato, commosso e divertito con il tuo racconto. E ammetto che un po’ di voglia di provare il surf me l’hai fatta venire. Pagaiate pesantissime comprese 😀

    • Grande Michela! Il surf va provato perché è davvero una magia stare in piedi sulle onde. Alla fine non è niente di grave: arrivata a sera vorrai staccarti le braccia per appoggiarle sul comodino, ma niente di drammatico! 😉

  8. Cara Irene, ti auguro un futuro di felicità, la stessa che traspare da questo post e che contagia noi lettori anche quelli che non ti conosciamo di persona. Un abbraccio!

  9. Cara Irene, seguo il tuo blog da molto tempo, a volte non con continuità, ma sempre sicura che per scoprire il “vero” di un posto mi basta cercare nella tua lista viaggi e leggermi la tua esperienza. Io, come te, cerco sempre di immergermi nel luogo in cui vado (ho capito di volere questo da un viaggio solo con gli anni), e tu sei bravissima a raccontarlo per giunta. Sei riuscita a farmi pensare seriamente a una meta come le Hawaii che in realtà non è mai stata nella mia testa. Fino ad ora! 😉
    Ti auguro tanta felicità per la vita con il tuo spagnolo e non preoccuparti, il silenzio era, come dici tu, dovuto.
    Un abbraccio
    Arianna

  10. Hai proprio ragione in quanto al viaggio di nozze…noi abbiamo fatto il giro dell’Islanda e non è sttao per niente rilassante!!!
    Se dovessi ri-scegliere una meta andrei in un posto più rilassante…..anche se l’Islanda mi è piaciuta da impazzire!!!!!

    Ad ogni modo, ancora congratulazioni!!!!!!!!Vi auguro davvero una felicità senza confini, che possa durare tutta la vita!
    Un bacione!
    E ben tornata, mi mancavano i tuoi post! 🙂

  11. Fantastico il racconto sul surf, mi ci sono ritrovata in ogni parola! Ho surfato qualche volta in Australia e il mal di braccia lo sento ancora, se ci penso! La sensazione che si prova quando si è in piedi sulla tavola ripaga tutto ma..che fatica!
    Tantissimi auguri per questo nuovo capitolo della tua vita, Maui mi sembra un incipit perfetto! 🙂

  12. Augurissimi! Come sempre, adoro i tuoi resoconti perché riesci a trasmettermi le emozioni che hai provato durante il viaggio ed è come se ci fossi stata anch’io. Che meraviglia, partirei all’istante se potessi (e lo dice una che preferisce i viaggi culturali a quelli di relax XD)!

  13. Ciao Irene, da surfista principiante con il sogno di vedere le Hawaii nel tuo stesso modo, ho adorato questo pezzo e in particolare la citazione sul surf che è meglio dei sogni dove sogni di volare. Calzerebe a pennello per aprire il libro per bambini che sto scrivendo proprio su un ippopotamo surfista… Ti dispiace se la riporto dicendo che viene dal tuo blog? Grazie per questo e anche per i tuoi bellissimi racconti!

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