Paura di volare (direi piuttosto che ho una fifa blu): come superarla?

Io non è che ho paura di volare. Mi cago proprio sotto.

E vivo a San Francisco, quindi per tornare a casa mia in Romagna ogni volta mi devo sparare quella quindicina di ore di volo che non augurerei neanche al mio peggior nemico.
Sarei più serena se tra qui e l’Italia ci fosse un ponte tibetano con fossato infestato dai coccodrilli.

E mi piace viaggiare. Viaggiare lontano, in posti diversi, sconosciuti, selvaggi, che mi rivoltino il cervello come un calzino.
Quindi come si fa? A nuoto no.
O mi chiudo in casa e rinuncio ai viaggi oppure decido che questa fobia non mi fermerà mai.
Quindi continuo a cagarmi sotto, però continuo a prenotare aerei e a volare per tutto il mondo.

E a scrivere in questo blog di viaggi (che spesso iniziano proprio salendo sull’ennesimo aereo).

Come superare la paura dell'aereo - le mie soluzioni

Quando dico che ho paura di volare, faccio sul serio, intendo tutto il pacchetto completo.

Notti insonni, respiro corto solo all’idea di salire, riti scaramantici (che se non li rispetto sono sicura al 100% che precipitiamo), distruzione della mano del mio vicino al decollo, tentativo di frenare con i piedi e con le mani all’atterraggio.

Paura vera. Più di una volta ho pensato “no, non ce la faccio, adesso scendo“.
Alla fine non sono mai scesa perché viaggiare è troppo importante, anche se la morsa alla stomaco è fortissima.

L’ho promesso a me stessa: la paura non mi fermerà, mai.
A costo di non dormire, piangere, di odiare me stessa per aver prenotato un volo, io non mi fermerò mai.
Dovessero caricarmi sull’aereo con una botta in testa per farmi perdere i sensi come P.E. Baracus dell’A-Team, io non mi fermerò mai.
Viaggiare è un pezzo della mia vita così importante che non posso permettere alla mia paura di controllare le mie scelte, non posso fermarmi.
Devo volare, su qualunque tipo di aereo, su tutti gli oceani, per decine di ore se necessario.
Devo volare, punto.
(Anche sull’Everest, su un aereo della Buddha Air con le eliche, pur di non perdermi nessun pezzettino del viaggiare.)

L'Everest visto dalla cabina di pilotaggio

Qualche giorno fa mi è arrivata una mail di un lettrice di questo blog, di ritorno dal suo viaggio in Messico.
Un mail che mi parlava della sua paura di volare e di come questo blog l’abbia aiutata a superarla (un pochino), vi riporto qui un pezzetto della sua mail:

Paura di volare - come superarla

Quindi ho pensato di parlarne un po’ di più di questa mia paura, e di come faccio per superarla.

Queste sono le mie tecniche di sopravvivenza ai viaggi in aerei, i pensieri che mi tranquillizzano, ogni scatolina nel mio cervello su cui mi concentro quando sto per salire su un maledetto aereo.

La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare

1. Stacco la mente dal corpo: mi autocostringo a salire pensando solo a mettere una gamba davanti all’altra

(Ve l’avevo detto io che ho paura sul serio.)

Quando sto per prendere un aereo so che a un certo punto arriva il momento di staccare il cervello.
Non riesco a salire consciamente su un aereo, devo farlo in modalità sonnambula. Mente staccata dal corpo.

Fondamentalmente quello che faccio è concentrarmi tantissimo su qualcos’altro (leggere un libro, parlare con qualcuno), mentre nel frattempo le mie gambe mi portano sull’aereo e le mie mani chiudono la cintura di sicurezza.
Faccio altro in modo che la mia mente non abbia lo spazio e il tempo per iniziare ad inabissarsi nella mia paura.
Non realizzo. Non mi do il tempo, non me lo permetto.

E una volta che la hostess chiude il portellone è fatta.
Cosa posso fare a quel punto? Nulla, solo aspettare che il portellone si riapra, all’arrivo.
A quel punto non sono più io la responsabile della scelta, non posso più modificare il corso degli eventi, non devo più scegliere tra prenotare o non prenotare, salire o non salire.
Chiuso il portellone, fine delle scelte. Si rimane seduti, stop.
Mi sono autoincastrata.
Posso smettere di preoccuparmi, non dipende più da me.

Un lungo scalo all'aeroporto di Instanbul

2. Il decollo è la parte più complessa tecnicamente: da lì in poi sono salva

Una volta che mi sono autocostretta a salire sull’aereo a questo punto ho già vinto: il viaggio si fa.
Ora devo cercare di tranquillizzarmi.

Una volta avevo paura durante tutto il volo, poi ho parlato con diversi piloti/hostess/controllori di volo.
Mi sono fatta spiegare tutto – TUTTO – di come funziona un aereo, come funziona la loro formazione, quali sono i veri pericoli.
Vi consiglio di fare altrettanto, sapere queste cose dà al vostro cervello una parvenza di controllo sulla situazione.

Quello che è venuto fuori da questi interrogat dialoghi amichevoli è stato che fondamentalmente tutto il volo è sotto controllo in maniera ridondante e i pericoli reali sono veramente pochi e comunque sono costantemente monitorati.

Il pensiero più utile che ne ho ricavato è il seguente: mi hanno spiegato l’unico momento realmente complesso di tutto il volo è il decollo perché l’aereo è al suo massimo sforzo ed è instabile, e diversi agenti esterni possono infastidire l’azione (banchi di uccelli, vento forte…).

Questo fa sì che io mi caghi sotto per tutto il decollo con le unghie incastonate nella carne del mio vicino dalla tensione MA fa sì anche che da lì in poi io mi senta sollevata: il peggio è passato.
E se ci pensate il decollo dura generalmente 10 minuti, quindi 10 minuti di terrore per un volo sereno non sono male.

Scalo lungo con Turkish all'aeroporto di Istanbul

3. Pensiero tranquillizzante: la hostess che passa con il carrellino delle bevande vuol dire che siamo fuori pericolo

Il momento più bello del volo per me è quando la hostess inizia a girare con il carrellino.
Significa che le manovre di decollo sono terminate e sono andate bene e che quindi si può entrare nella fase tranquilla del volo.
Che possono versare liquidi in insidiosi bicchierini di plastica senza paura e senza rovesciare fuori nemmeno una goccia perché l’aereo è STABILE.

Vedere le hostess sgambettare da una parte all’altra dell’aereo mi scalda il cuore perché so che siamo fuori pericolo.

Tramonto dall'aereo

4. Le turbolenze sono come le onde

Altro pensiero felice del mio amico pilota: non c’è da preoccuparsi delle turbolenze.
Sono come le onde nel mare, o come le buche per la strada.
Fanno parte del percorso, non sono pericolose e l’aereo è fatto per sopportare anche le peggiori.
Inoltre all’interno si sentono molto di più di quanto non stia effettivamente accadendo: generalmente una turbolenza sposta un aereo di pochi metri, una sciocchezza se ci pensate, no?

Quindi quando un aereo inizia a ballare, io penso alle onde.

Ibiza e Formentera

5. Per sicurezza, posto corridoio

So che è una cosa sciocca, ma io preferisco volare con il posto corridoio.
Mi dà l’impressione di avere una via di fuga in caso di emergenza, mi fa respirare, mi fa sentire meno in trappola.

Poi ogni volta mi maledico perché intravedo le meraviglie che i miei vicini di posto stanno ammirando dal finestrino.
Ma l’idea del corridoio di fianco mi fa stare più serena.

L'interno dell'aereo per volare sull'himalaya

6. Penso alle statistiche come un mantra salva-vita

Le statistiche sono una meraviglia perché provano – razionalmente e in maniera schiacciante – quanto sia stupida e infondata la paura di volare.

Essendo io una persona estremamente razionale le statistiche mi confortano come la copertina di Linus.
Le ripeto nella mia testa come un mantra e ad ogni numero mi do della scema da sola per aver così paura di una cosa così sicura.

In particolare i miei numeri preferiti sono:

  • ogni giorno volano in media 102.500 aerei
  • il rischio di morte per i passeggeri di linee aeree commerciali è di 1 su 45 milioni di voli (potrei volare ogni giorno per 123.000 anni senza che mi succeda nulla)
  • viaggiare in aereo è 100 volte più sicuro che viaggiare in auto (ci pensate a quante volte prendete l’auto?) e 3000 volte più sicuro che viaggiare in moto
  • è più probabile che ti uccida una nocciolina che mangi in aereo piuttosto che il volo stesso
  • è più probabile che ti succeda qualcosa nel tragitto in macchina verso l’aeroporto che durante il volo

(per qualche altra chicca consiglio questo articolo, del resto sbizzarritevi cercando su Google, questi numeri vi conforteranno tantissimo)

Paura di volare, come superarla

7. Più è lungo il volo, più è grande l’aereo, meno fa paura

Per i viaggi più coinvolgenti, avventurosi, spettacolari, spesso ci vuole un intercontinentale.
Tempo fa ero terrorizzata dai viaggi lunghi molto più che da quelli corti.

Poi li ho provati entrambi, ripetutamente, e ho capito che assolutamente no.

Preferireste andare in autostrada ai 200 all’ora con una Panda o con un SUV?
Il discorso degli aerei è la stessa cosa.

Negli aerei grandi – meglio ancora se a due piani – non si sente praticamente nulla. Ogni turbolenza è ovattata, i movimenti dell’aereo sono impercettibili, i sedili sono larghi, le distrazioni sono molte di più (dal cibo ai film). Sembra di stare sulla terraferma per la maggior parte del tempo.

Quindi se siete terrorizzati dai voli Ryanair e per questo non volete prendere degli intercontinentali, potete cambiare idea: gli aerei piccoli come i Ryanair sono i più spaventosi che possiate prendere, se avete volato con quelli e siete sopravvissuti alla paura potete serenamente prenotare il vostro volo di 10 ore per Tokyo che sarà una passeggiata. Promesso.

Il volo più spaventoso che io abbia mai preso è stato un Air France da Lione a Marsiglia: mezz’ora di volo, aereo alto un metro e mezzo dove per entrare bisognava chinarsi, una fila di posti a destra e una a sinistra. Quando la mia collega a chiesto se poteva spostarsi di fianco a me la hostess le ha risposto “meglio di no che altrimenti rischiamo di sbilanciare i pesi sull’aereo”. WHAT?!

volo sull'everest con buddha air

8. Nel peggiore dei casi ci sono i corsi anti-paura dell’aereo che possono salvarmi

Fino ad ora ho gestito questa mia paura da sola.
Ce l’ho fatta, dagli intercontinentali agli aerei con un posto a destra e uno a sinistra.
Ma siccome ho deciso che la mia paura non mi fermerà mai, sono disposta ad andare anche più a fondo se la situazione dovesse peggiorare.

In particolare ho sempre un asso nella manica: i corsi che le compagnie aeree organizzano per combattere la paura di volare.
Non li ho mai fatti, ma so che ci sono, e questo mi tranquillizza. Sono tenuti da piloti, ingegneri, hostess, esperti.
Spiegano tutto, dal funzionamento dell’aereo alle tecniche di rilassamento.

Se siete in un circolo vizioso di paura che non vi fa alzare la testa per prendere aria considerate seriamente la possibilità di iscrivervi a uno di questi corsi.

Tramonto dall'aereo

Questo è quanto, spero che questo post possa servirvi anche solo un pochino a superare la paura di volare.
Vi va di condividere quali sono le vostre tecniche di sopravvivenza al terrore del volo?

Attenzione però.
Se vi rendete conto che la vostra paura inizia a prendere dei contorni impegnativi, vi blocca e non vi permette di vivere la vostra vita serenamente allora prendete delle misure serie: dai corsi anti-paura agli psicologi, mettetevi nelle mani di chi può aiutarvi davvero.

63 thoughts on “Paura di volare (direi piuttosto che ho una fifa blu): come superarla?

  1. Ciao carissima Irene, ma sembra che tu sia entrata nella mia testa per scrivere questo post..e il fatto di condividere gli stessi punti mi incoraggia tantissimo..
    Anche per me il momento della prenotazione di un aereo è una scelta molto difficile, ma poi scalcia la voglia di viaggiare e il dito automaticamente clicca su “acquista”.
    Fortunatamente ho al mio fianco mio marito che mi sostiene anche nei momenti di turbolenze più “difficili”.
    Per quanto riguarda la grandezza degli aerei, concordo in pieno.
    Ti auguro buon divertimento per il prossimo viaggio
    Un abbraccio
    Debora

    p.s. ma le scritte e i disegni li fai tu?

    • Grande marito! Volare con qualcuno vicino migliora di gran lunga la situazione!
      Sì i disegni e le scritte li faccio io (come tutte le foto del blog, non mi piace usare foto di altri), di solito mi metto a disegnare la sera davanti a un film per staccare la testa 🙂

  2. Mi sembra di averlo scritto io questo post!
    Mi ritrovo in ogni paura, in ogni sensazione, in ogni pensiero e azione.
    É bello condividere queste cose, dopo fa meno paura!

    • Sì, condividere fa proprio bene! Una delle mie migliori amiche (e grande compagna di viaggio) è fifona come me, per andare in Malesia abbiamo passato mezz’ora di decollo per mano con gli occhi chiusi strizzati!

  3. ahahahahahah Irene mamma mia mi ritrovo in tutto quello che mi hai scritto, io per sicurezza prendo anche la Xamamina contro le turbolenze e indosso i braccialetti per il mal d’auto (si quelli dei bambini)…mi sento invincibile (giuro che funzionano, ho passato una settimana in barca in Turchia e non ho avvertito mai fastidio)
    Al decollo affondo il viso sulle braccia di mio marito e mi avvinghio chiudendo gli occhi finché non si spegne il segnale delle cinture di sicurezza.
    e controlle le Hostess…finchè parlano e scherzano va tutto bene….
    Questa paura non potrà fermare il mio amore per il viaggio e dopo essere sopravvissuta al volo diretto Malpensa Narita il resto è in discesa 🙂

    • Io ho preso una volta (per andare in Brasile) i fiori di Bach e sono rimasta rincitrullita due settimane! E l’Aulin mi fa venire le allucinazioni! Meglio che non prenda niente, neanche i braccialettini dei bimbi! 😀
      La prossima settimana mi sparo un San Francisco – Haneda diretto tutto sull’oceano, dici che c’è da aver paurissima?

  4. Io fortunatamente non ho per niente paura di volare, ma questo post è stato comunque molto utile e interessante da leggere! Le statistiche effettivamente tranquillizzerebbero chiunque 🙂

  5. Anche io ho una grandissima paura di volare, e penso che gli effetti di questa paura siano un po’ comuni a tutti.
    Ho sorriso al pensiero delle hostess perché anche io le vedo come angeli custodi venuti in pace con un bicchiere di coca cola in mano. Se loro girano, io sono serena.
    Il momento peggiore è il decollo anche per me, chiudo gli occhi e stritolo la mano di chi mi sta accanto, e mi ritrovo a pregare, cosa che faccio molto raramente nella vita di tutti i giorni.
    Una cosa che mi rilassa molto è anche il momento in cui si spengono i segnali dell’allacciamento delle cinture; vuol dire che le manovre più pericolose sono terminate – nonostante io la cintura la tenga allacciata tutto il tempo come rito scaramantico.

    E confermo la questione dei voli intercontinentali, quasi 9 ore di volo per arrivare a New York sono state molto più tranquille – almeno all’andata – delle 2 ore di volo per tornare dal Belgio.

    Un bacio Ire! 🙂

  6. ok, dai, oggi è il giorno dell’outing. io mi cago sotto più di te, e ormai viaggio anch’io in aereo nello stesso modo: non è giusto che mi fermi. ma per fare outing, bisogna farlo fino in fondo: una quindicina d’anni fa, dopo aver già volato per altro e per viaggi ben più lunghi, ebbi un attacco di panico. ma forte, da far scaricare i bagagli intendo. ecco, le due o tre volte successive ho fatto ricorso alla chimica. non potendo, per ovvie ragioni di legalità, fare ricorso a quella che avrei preferito (…) mi sono affidato a un quartino di santelebenzodiazepine e chi le ha inventate prima della partenza. poi, basta, nessuna dipendenza e i voli successivi, senza alcuna chimica, sono andati decisamente, ma decisamente, meglio di prima.

    • una precisazione per i lettori: non è un invito ad assumere farmaci, e lo sottolineo. è, né più né meno, un outing, come scrivevo prima, per il fatto che ho scelto di non demonizzare una scelta che per lungo tempo ritenni biasimevole e in cui poi incappai per cause di forza maggiore. il non demonizzarla è servito a limitarla nel tempo e nel “peso”

    • Uahah! La precisazione per i lettori tipo disclaimer “non provate a ripeterlo a casa vostra” mi ha fatto crepare! Io vedi i mostri anche solo con l’Aulin, quindi vai sereno che lo prendo solo come un outing 🙂 Rimane il fatto che quando una fobia è seria va controllata con tutti i mezzi possibili (…) – ovviamente con l’attenzione che non creino danni peggiori della fobia stessa 😉

  7. oh mamma quanta paura!!!
    il mio moroso l’ultima volta si era talmente incazzato perchè era terrorizzata durante tutto il viaggio che mi ha ordinato un bicchiere di vino rosso al posto dell’acqua che avrei tanto voluto bere, cercando di farmi ubriacare…ma niente, non ho neppure cenato dalla fifa!!
    Che dire, utili i tuoi consigli, che alla fine sono gli stessi che mi ripeto pure io… ma per me non c’è molta via di scampo purtroppo. Io ho paura comunque ma sono imperterrita e non mollo. Io ai viaggi non rinuncio.
    per il prossimo viaggio credo proverò a prendere qualche goccia rilassante, purtroppo devo, non posso passare 10-12 ore di incubo. Ce la farò :)!!

    • Io ci ho provato una volta a risolvere con l’alcol ma mi ha solo aumentato la percezione della paura, sono atterrata che ero uno straccio!

  8. Anch’io soffro! Il problema per me è che oramai mi fa anche paura prenotare il volo – dovrei prendere i farmaci prima di farlo! Stranamente per me è più difficile se l’aereo è grande, preferisco più piccolo ed ho anche fatto deltaplano senza problemi….

  9. La lunghezza del tuo post testimonia la tua (tanta) paura di volare.

    Tuttavia dimentichi il dato fondamentale, e forse lo sottovaluti.
    Sì, perché in definitiva tu sei più forte della paura: sali sulla aereo, voli e
    arrivi sempre dove vuoi arrivare. Puoi usarlo come antidoto….

    Cmq il 60% dei paseggere avverte sensazioni di non benessere (varie, dal irrequietezza fino al panico) e ci sono perssone che nn riescono proprio a salire a bordo..

    Gli esperti dicono che la paura di volare è la concretizzazione simbolica di altre difficolta delle quali non ci rendiamo conto. Aver paura del decollo, signifa aver paura di staccare i piedi da terra, perdere punti di riferimento, una specie di salto nel buio, e affidare la nostra vita nelle mani di sconosciuti. Poi fatto il salto ci accorgiamo che siamo ancora vivi e allora ci tranquillizziamo..

    Forse è un po così anche sulla terra?

    🙂

    • È decisamente così anche sulla terra! Io sono maniaca del controllo, anche se la vita negli ultimi mesi mi ha insegnato che va dove vuole lei, anche in direzioni migliori di quelle che avevo pianificato 🙂

  10. Le mie tecniche (di cui un tempo non avevo alcun bisogno…): x qto possibile volare in periodi non stressanti, a bordo non lasciare “spazi vuoti” nella mente nei quali si può infilare la paura }} occuparli (e distrarsi) con cose piacevoli, tipo ascoltare musica. Viaggiare di notte (dormendo almeno un po il volo si accorcia). Viaggiare in buona compagnia e sedersi vicino al carrello dei gelati 🙂

    Una curiosità: gli oblò sono fatti apposta in modo da non poter vedere verticalmente ma solo “in obliquo”, in questo modo non ci si rende conto dell altitudine e quindi fa molto meno paura (per assurdo, chi salirebbe a bordo se il pavimento fosse in vetro???).

    • Bella la cosa degli oblò! In realtà quando l’aereo fa le manovre iniziali e dall’oblò si vede la terra tutta storta io mi super cago sotto!!

  11. Ma solo io durante il decollo mi sento come Snoopy sulla cuccia mentre affronta il barone Rosso? 😀

    Cioè io non riesco a cambiare le lampadine per via delle vertigini ma tutte le volte che salgo su un aereo (Ryanair) mi immagino davanti alla cloche. Solo una volta non è stato così, volo serale Binter Canarias Lanzarote-Tenerife : eliche al vento, 10 cm di spazio sopra la testa (e sono nana), il nero ovunque, rumore soave tipo trattore e il terrore. Però ti danno le caramelle 🙂

    • Mi è capitato solo una volta di esaltarmi per un volo: su un aereo della Emirates per andare a Kuala Lumpur quando abbiamo scoperto che sul nostro schermino potevamo vedere lo stream in diretta delle telecamere dell’aereo! Una sulla pancia, una sulla coda e una sul muso, si poteva vedere tutto fuori, davvero entusiasmante!

  12. Per me volare è tranquillizzante e rilassante quanto fare una passeggiata in riva al fiume.
    In aereo (forse perché ho volato un numero enorme di volte, su aerei di tutte le dimensioni e con qualsiasi tempo ritenuto adatto al volo) sono così rilassato e tranquillo che spesso mi addormento anche in pieno giorno.
    Leggo i commenti di quelli che hanno paura di volare e faccio una fatica enorme per comprenderli e vincere la tentazione della risata, lo so, per voi è veramente un problema e chi , nonostante la paura riesce a fare il volo lo stesso ha tutta la mia ammirazione.

    —Alex

    • Cavoli magari! Io ho preso centinaia di voli nella mia vita ma non mi passa. Va a momenti, a volte sono terrorizzata, altre passano meglio. E in generale è peggio il “pre” del “durante” per assurdo. Però non va mai via la paura.

      • Mi dispiace davvero perché viaggiare avendo la paura di volare credo porti via almeno un quarto del piacere del viaggio.
        Se davvero avessi paura come te cercherei un aiuto professionale per cercare di superarla; chi lo ha fatto mi ha raccontato che ha un effetto sorprendente.
        Lascerei invece da parte farmaci e “rimedi” vari che alla fine sono solo rimedi temporanei.

        —Alex

  13. Non so più nemmeno quanti voli abbia preso nella mia vita da quando sono volata via dall’Isola la prima volta tanti anni fa. Non ho mai avuto paura di volare, anzi le onde-turbolenza mi rilassavano, fino a un annetto fa, quando un volo Milano Barcellona particolarmente turbolento (molto molto turbolento) mi ha fatto atterrare con la voglia di baciare terra. Eppure non era nemmeno la prima turbolenza in volo che avessi provato. Credo che con l’età iniziamo a farci scavalcare un po’ dalle nostre paure e a diventare più “prudenti”. Naturalmente nemmeno io ho intenzione di fermarmi, ma onestamente non riesco più a vivere con nonchalance i momenti del decollo e dell’atterraggio.
    La mia tecnica per superare la paura? Ho provato con la valeriana in pillole, ma non mi sembra abbia sortito molto effetto. Una collega ex-hostess mi aveva consigliato uno shottino di un super alcolico prima del decollo per salire sull’aereo felice 😀
    Ma alla fine finisco per concentrarmi profondissimamente nelle parole del mio libro, cercando di staccare la mente dal corpo, come nel tuo punto 1.

  14. No ma tu pensa: io non soffro per nulla, ma ho la sfortuna di avere un compagno che ne è terrorizzato. Ma mica come te e le persone normali della partenza e del decollo! No, lui ha la paura di quando è su, quando sembra stabile…perchè metti che succede qualcosa… sei su bello alto eh, e mica ti puoi salvare se cadi. E la caduta è lunga e hai tempo di rendertene conto.
    Però alla fine sull’aereo ci sale sempre…e i viaggi di 12-15 ore per il Giappone li fa volentieri….e spesso cercando dopo poco tempo di volo di rubarmi il posto finestrino!

    Ps. spero di non averti fatto venire altre paure sul “momento di stabilità” del volo eh 😛

    • Bellino il tuo ragazzo 🙂 No la stabilità per ora non mi fa paura, anzi mi faccio delle dormite cosmiche di solito. Però la paura del “rendersene conto” la capisco. Penso sempre a quanto dev’essere tremendo in un disastro aereo tutto il tempo che passa fino a toccare terra. BRIVIDI!

  15. Ciao bella
    Io non sono ai tuoi livelli, ma mi fa ansia anche a me volare.. soprattutto dopo un Firenze-Parigi da urlo, in turbolenza fisso, senza vedere la terra fino all’atterraggio per il tempo brutto e soprattutto le famose hostess che non si son fatte vive per 50 lunghissimi minuti… io sudavo freddo, cercando di non strippare, ma mantenendo il sorriso perché avevo i miei due bambini con me… panico puro. Mi è girato la testa per 3 ore una volta scesi!
    E il brutto è che eravamo in coincidenza su un volo di 9 ore, e io li sono andata davvero in botta, non volevo montare. …
    Ma di nuovo i bambini mi hanno salvato, dovevo mostrare tranquillità. … bruttissimo.

    Sai come ho risolto? Pasticchine di erboristeria ansiolev, con biancospino e altre erbette. . Invece di 1 ne ho prese 4. E via che si va!

    Elaiza

    • A me le pasticchine – anche naturali – inebetiscono di brutto! Coi Fiori di Bach sono rimasta rincitrullita per tantissimo tempo (dopo un volo per i Brasile)! Mi sa che dovrò abituarmi allo scagazzo regolare ogni volo! 😀

  16. Che bello sapere di non essere la sola!!!
    Durante il decollo stritolo la mano di mio moroso, e può dirmi QUALUNQUE cosa ma io non la sento.
    Anch’io trovo tranquillizzante la fase in cui le hostess passano con i carrellini! 🙂 mi mette serenità.
    GRAZIE GRAZIE GRAZIE per questo post!!!
    Adesso che non mi sento la sola, mi sento meno pazza!!
    Buon weekend cara!!!!

    • Anche nell’ultimo volo Tokyo-San Francisco ho amato le hostess che mi hanno messo una traquillità fantastica con il loro carrellino spacca ginocchia! 🙂

  17. Non sai quanto mi riconosca in questo post! Tra l’altro con una notevole aggravante: soffro di cinetosi e come P.E. prima di salire in aereo mi drogo sempre pesantemente, con l’enorme prezzo da pagare che lo stordimento non mi fa certo godere del sospirato arrivo! E il trucco delle Hostess, lo uso anche io!❤️

  18. io venerdi’ parto e sto in perù una decina di giorni..mi sta venendo sempre più ansia pensare a fare tutte quelle ore di volo..ma cerco di rimanere calmo.. purtroppo sono da solo.. ma so che in perù mi aspetta una ragazza fantastica e tutto mi passa.. però che ansia ragazzi sapere di stare 12 ore in aereo!!!aiuto!!!!!!!!

    • Se in Perù ti aspetta una ragazza fantastica allora vedrai che tutto passa ❤
      Vedrai che il problema sarà solo al decollo, dopo un po’ ti abitui! Facci sapere com’è andata! 🙂

  19. ciao, non sono una ragazzina ,ma adoro viaggiare…a luglio mio marito ed io andremo negli stati uniti un breve tour in california, cosi prima di ogni partenza, giro x il web in cerca di consigli utili…cosi oggi mi sono imbattuta nel tuo blog, grazie x quello che hai scritto su san francisco,non vedo l ora di visitarla….anchio ho paura di volare ma mi ha consolato sapere che non sono la sola ahh ahh un abbraccio cetty

  20. 😀 comincio il commento con un sorriso per due motivi: mi piacere il come scrivi in modo ironico e reale sulla paura e perché il tuo “film mentale” “anti paura” è fighissimo.
    Mi chiedo, così com’è, se funzioni veramente a non avere paura, o meglio a viaggiare in areo serenamente oppure se funziona solo per prendere l’aereo anziché stare a terra (che è già un signor risultato) anche con un pò di paura al seguito.
    Te lo dico da appassionato di viaggi e da esperto di paure del volo. Ci laoro da anni per aiutare le persone a viaggiare liberamente, a scoprire l’essenza di sé in viaggio e dei viaggi in sé.
    Ho realizzato un video corso gratuito per chi come te ne soffre; per me dovuto alla comunità per aprire gli occhi su cosa si può autonomamente fare.
    Tengo percorsi di coaching specifici per creare “film mentali” più utili a volare serenamente e sto lavorando ad un nuovo progetto per aiutare gli italiani in massa a potersene liberare. Giusto per dirti chi sono.
    Comunque, mi farebbe piacere un tuo parere da esperta di viaggi e di paura, sul mio lavoro.
    lo trovi qui: http://www.comesuperarelapauradivolare.com
    Un abbraccio e grazie per i tuoi contenuti. Federico

    • Grazie del commento e del link! Penso possa essere molto utile parlare con un esperto per chi è davvero terrorizzato. Complimenti per quello che fai!

  21. Ciao, sono un’assistente di volo e il discorso del “bilanciamento dei pesi” a bordo è del tutto normale, e si fa sia con aerei molto piccoli che grandi.
    Per decollare, i pesi (quindi tutto, dai bagagli, alla distribuzione dei passeggeri in cabina) devono essere bilanciati e distribuiti in modo equo.
    se L aereo ha una capienza di 300 passeggeri e a bordo ne salgono solamente 70 (ad esempio) il comandante dirà agli assistenti di volo di bilanciarli spostandoli da zona a zona.

    • Grazie Flavia per il tuo contributo, anzi se vuoi darci altri consigli da “insider” io sono super curiosa. La questione dei pesi la capisco ma mi spaventa perché mi dà l’idea di instabilità.

  22. Ciao, una curiosità. Mi appresto a fare un viaggio da roma a montreal diretto. Ho paura del decollo . Volevo chiedere se negli aerei piu grandi come gli intercontinentali la percezione dell accelerazione si senta di meno.
    Grazie

  23. ciao. Ho suggerito il tuo blog a un amico in partenza per la california. A proposito dei voli, a me prima della paura prende la noia. L’idea di stare in un posto al chiuso per 12 ore mi pietrifica. E così il mio raggio d’azione si è ridotto, per adesso, all’europa.

    • Grazie Domenico! Digli pure che se ha bisogno sono a disposizione.
      Per quanto riguarda la noia secondo me non devi preoccuparti: tra film, libri, cibo e sonno alla fine passa sempre bene.

  24. Ciao e grazie …leggendo le tue righe sono “leggermente” più sereno.
    In una settimana farò Rm Tunisi a/r, sono dieci giorni che navigo sul web alla ricerca di info rassicuranti.Le fobie e paure sono le stesse di tutti.
    Penso di chiudere qui e non continuare a distruggermi, apprezzo i tuoi utili commenti. Spero che tutto vada bene.

    Grazie

      • Ciao! Io partiró sabato prossimo con un volo da Milano Malpensa a Negril, Giamaica e sono già 2 settimane che penso costantemente alle 11 ore di volo! Ho già volato varie volte facendo anche voli intercontinentali ma dire che me la faccio sotto credo sia riduttivo.. Sudori freddi, palpitazioni, costante stato di allerta per ogni rumore o movimento..
        Tutto è un presagio di qualcosa che sta o può accadere! Questa volta credo proverò a prendere qualche rimedio omeopatico..anche se, l’anno scorso, il mio fidanzato ha fatto finta di mettermi le gocce nel bicchiere e io mi sono sparata un volo Havana/Milano senza batter ciglio! Ah..maledette fobie e paranoie! Spero di farcela (e sarà così) anche questa volta perché come hai detto tu, ai viaggi non rinuncio..
        Se qualcuno avesse informazioni tecniche utili sono ben accette! ( non so, oltre alle statistiche e alla resistenza alle turbulenze..qualcHe “insiders” ha chicche sui controlli del velivolo Pre-partenza??!! Mi auguro sempre che il mio aereo sia stato controllato alla perfezione
        Un saluto a tutti!

        • Ylenia vedrai che andrà tutto benissimo. Sono sicura! Magari cerca di non dormire prima della partenza così crolli dal sonno quando sei sull’aereo. Facciamo un patto: facciamo che quando arrivi in Giamaica mi mandi un messaggio! Così l’universo sa che hai un impegno con me dall’altra parte dell’oceano e non può non farti arrivare tutta intera 🙂

          • Ciaooo!! Grazie e..devo dire che è un’ottima idea così come quella del “pling” che annuncia che il “peggio del volo è passato” !
            Il tuo post è davvero perfetto e identico a ciò che sento e provo anche io (compresa la scena idiota di puntare i piedi in fase atterraggio )
            Un abbraccio e a presto!
            P.s. al momento opportuno passerò nel dettaglio tutte le tue dritte sulle Hawaii!

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