Il mio itinerario di dieci giorni in Nepal

Dopo avervelo promesso a lungo ecco un post pratico per l’organizzazione di un viaggio di due settimane in Nepal (in particolare nella valle di Kathmandu).

Vi ho fatto la solita cartina brutterella ma utile per vedere a colpo d’occhio il giro (vedi sotto, click per ingrandire).

Se cercate le informazioni pratiche (costi, vaccini, clima, cibo, sicurezza, periodo migliore…) allora cliccate qui: Viaggio in Nepal: consigli e informazioni pratiche
Cliccate qui invece se cercate tutti i miei post sul Nepal.
Se invece cercate ispirazione potete andare a gironzolare tra i post in cui parlo dei miei Itinerari.

Cominciamo con le informazioni base:

  • Giorni: 10, dal 19 al 28 aprile (ma sarebbero meglio due settimane per includere anche Pokara nell’itinerario)
  • Area interessata: Valle di Katmandu
  • Spesa totale del viaggio: 1400€ tutto compreso (tutto: dai voli A/R alla frutta al mercato). Considerate che siamo andati in alta stagione (fine aprile), si può fare lo stesso viaggio spendendo anche meno.
  • Città/paesini visitati: 16 (più o meno)
  • Mezzi utilizzati: aereo da Bologna a Kathmandu (scali a Francoforte e Delhi – in rosso nella cartina), pulmino con guidatore per girare la valle (in blu nella cartina), aereo per fare il volo sull’Himalaya (in verde), aereo indietro da Kathmandu a Bologna.

Itinerario di dieci giorni in Nepal

Legenda:

I numeri sono per capire l’ordine delle tappe, calcolate che le tappe “notte” le abbiamo fatte solo a Kathmandu, Bhaktapur, Nagarkot e Patan, tutti gli altri giri sono in giornata.

In rosso vedete il volo di andata e ritorno Bologna-Kathmandu.

In blu i percorsi che abbiamo fatto con il pulmino.

In verde il volo sull’Himalaya con partenza da Kathmandu.

Quando vedete l’icona dell’omino a piedi vuol dire che quel pezzo l’abbiamo camminato, tutto il resto l’abbiam fatto su gomme.

Itinerario Nepal

Questa volta, diversamente dalle altre, dividerò l’itinerario in giornate, proprio come un diario di viaggio, perché come potete vedere dalla cartina l’itinerario non è stato proprio lineare.
Accanto al giorno vi scriverò i luoghi visitati e il numerino corrispondente sulla mappa.

In breve:

1° giorno: partenza

2° giorno: Kathmandu (1), Bhaktapur (2)

3° giorno: Bhaktapur (2), Dhulikel (3), Namobuddha (4), Panauti (5)

4° giorno: Bhaktapur (2), Changu Narayan (6), Telkot (7), Nagarkot (8)

5° giorno: Nagarkot (8), Thimi (9), Bhaktapur (2)

6° giorno: Bhaktapur (2), Bungamati (10), Khokana (11), Patan (12)

7° giorno: Patan (12), Volo sull’Everest, Pashupatinath (13), Bodnath (14)

8° giorno: Patan (12), Dakshinkali (15), Swayambhunath (16), Kathmandu (1)

9° giorno: Kathmandu (1)

10° giorno: ritorno

Nel dettaglio:

1° giorno: partenza

Partenza da Bologna. Primo volo con Lufthansa fino a Francoforte, 1 ora e mezza di volo e 5 ore di scalo. Da Francoforte a Delhi con Air India, 7 ore e mezza di volo e altre 5 di scalo. Da Delhi a Kathmandu con Air India 1 ora di volo. Finalmente arrivo.

2° giorno: Kathmandu (1), Bhaktapur (2)

Arrivo a Kathmandu e dritti a Bhaktapur. (Post: Bhaktapur in 10 scatti)
Zaini in ostello e poi giro per la città, in particolare la splendida Durbar Square (per entrare si spendono circa 15 dollari).
Gironzolato in città fino a sera.

La Durbar Square di Bhaktapur

La Durbar Square di Bhaktapur

3° giorno: Bhaktapur (2), Dhulikel (3), Namobuddha (4), Panauti (5)

La mattina partiamo da Bhaktapur (lasciando gli zaini in ostello) in direzione Dhulikel.
Dhulikel è un piccolo paesino newari, molto povero, verso est. Dalla strada che entra in paese c’è una bellissima vista sull’Himalaya (se non beccate foschia). Non c’è praticamente turismo, come in quasi tutti i paesini del Nepal.
Da Dhulikel ci spostiamo sempre il pulmino a Namobuddha (camminando un paio d’ore si va anche a piedi).
Namobuddha è uno dei luoghi buddisti più importanti del Nepal. C’è un enorme monastero proprio a strapiombo sulla valle. Dal monastero parte un sentiero stupendo costeggiato di bandierine di preghiera che porta a uno stupa meraviglioso in mezzo alla foresta.
Da lì continuiamo a piedi, camminando un paio d’ore, in mezzo ai campi e alle risaie, attraversando paesini e casette isolate, fino a raggiungere Panauti.
A Panauti c’è una zona carinissima sul fiume con templi e ponticelli, l’unica parte del paesino che davvero secondo me merita.
Da lì siamo rientrati a Bhaktapur.

Passeggiando per Dhulikel

Passeggiando per Dhulikel

Il sentiero verso Namobuddha

Il sentiero verso Namobuddha

Lo stupa di Namobuddha

Lo stupa di Namobuddha

Camminando verso Panauti

Camminando verso Panauti

4° giorno: Bhaktapur (2), Changu Narayan (6), Telkot (7), Nagarkot (8)

Ripartiamo da Bhaktapur, stavolta con lo zaino (andremo a dormire a Nagarkot).
Prima tappa della giornata Changu Narayan.
È una pagoda a due piani gigantesca e tutta colorata. Un’oretta ci vuole per fare un bel giro e non farvi scappare i dettagli più particolari.
Da Changu Narayan andiamo a piedi fino a Telkot.
Il sentiero è molto polveroso e caldo, ma ne vale la pena per la vista.
A Telkot non c’è molto, è giusto una tappa intermedia per raggiungere Nagarkot. Si fa tutto tranquillamente a piedi.
Arriviamo a Nagarkot dopo pranzo.
Nel paesino non c’è praticamente nulla, è famoso per l’alba con vista Himalaya.
Passiamo il pomeriggio con un ragazzo appena conosciuto che ci porta a visitare un villaggio Tamang praticamente sul crinale di un monte. Lui in infradito, noi dietro con gli scarponcini che arranchiamo.
La notte la passiamo con i topi in camera senza chiudere occhio.

I colori del Tempio di Changu Narayan

I colori del Tempio di Changu Narayan

Il sentiero verso Telkot

Il sentiero verso Telkot

Verso il villaggio Tamang sulla scarpata

Verso il villaggio Tamang sulla scarpata

5° giorno: Nagarkot (8), Thimi (9), Bhaktapur (2)

Alle 4 della mattina ci alziamo per andare a vedere l’alba dalla Tower of Nagarkot.
5 chilometri a piedi dal paese, parecchio di corsa perché il sole stava sorgendo, e arriviamo su alla Torre.
Il luogo è suggestivo, la luce è stupenda.
Peccato che per colpa della foschia l’Himalaya non si veda neanche lontanamente.
Facciamo colazione e ripartiamo in direzione Thimi.
Il suo nome storico è Madhyapur Thimi, oggi conosciuta anche solo con il nome di Thimi. È una cittadina newari vicino a Bhaktapur specializzata nella produzione di vasi di ceramica. Il lavoro è diviso in quartieri: c’è chi lavora la creta, chi dà forma ai vasi, chi li decora, chi li cuoce costruendo un grande forno in mezzo alla piazza. È quieta e incantevole. Sembra di fare un viaggio nel tempo. Se volete vedere un po’ di foto le trovate qui: Madhyapur Thimi in 10 scatti
Torniamo a Bhaktapur, lasciamo gli zaini nell’ostello dove dormiremo e passiamo il pomeriggio a girarla in lungo e in largo: il centro non è tanto grande, si gira bene a piedi in una giornata.

L'alba dalla Tower of Nagarkot

L’alba dalla Tower of Nagarkot

I vasi di Thimi

I vasi di Thimi

Il Tempio di Nyatapola, in centro a Bhaktapur

Il Tempio di Nyatapola, in centro a Bhaktapur

6° giorno: Bhaktapur (2), Bungamati (10), Khokana (11), Patan (12)

Lasciamo definitivamente l’ostello di Bhaktapur e passiamo la mattinata tra i villaggi di Bungamati e Khokana.
Bungamati
è un villaggio medievale in piena campagna abitato principalmente da artigiani che intagliano il legno.
Khokana è un po’ più piccola, è un villaggetto newari principalmente dedicato alla raccolta e alla lavorazione del grano.
Sembra di fare un salto nel passato: sono luoghi per nulla turistici e assolutamente autentici, anche se dopo mezzora di passeggiata non c’è più nulla da vedere (e sono tutti molto simili).
Prendiamo il pulmino e questa volta ci spostiamo a Patan, dove dormiremo per due notti in una splendida guest house tradizionale che vi straconsiglio: Hira Guest House.
Passiamo tutto il pomeriggio a Patan, nella sua meravigliosa Durbar Square (forse la più bella delle tre più famose). Ci avventuriamo oltre, nella parte più local, assaggiamo un po’ di street food iperfritto e arriviamo a un mercatino dove c’è di tutto, dai reggiseni alle zucchine. Facciamo un aperitivo con birra e specialità varie (ordinate a caso dal menù) in un bar con la terrazza sulla Durbar Square al tramonto. Qui trovate qualche foto di Patan: Patan in 10 scatti

Il lavoro a Bungamati

Il lavoro a Bungamati

I campi di Khokana

I campi di Khokana

La Durbar Squar di Patan al tramonto

La Durbar Squar di Patan al tramonto

7° giorno: Patan (12), Volo sull’Everest, Pashupatinath (13), Bodnath (14)

La mattina all’alba volo sull’Everest con partenza dall’aeroporto di Kathmandu. Pazzesco.
Tutte le informazioni qui: Ho volato sull’Everest e sulle mie paure
Partiamo da Patan per andare verso Pashupatinath, un complesso di templi sul fiume sacro Bagmati dove si può assistere al rito della cremazione dei morti. Interessante, ma veramente agghiacciante. Ne ho parlato in questo post: Vivere la morte nel mondo: le cremazioni sul fiume Bagmati in Nepal, solo per stomaci forti.
Da lì proseguiamo per Bodnath dove si trova il più grande stupa di tutta l’Asia. Uno dei luoghi più importanti al mondo per il buddismo tibetano e che comunque lascia a bocca aperta chiunque, a prescindere dalla religione. Da non perdere assolutamente.

Il volo sull'Everest

Il volo sull’Everest

Lo splendido stupa di Bodnath

Lo splendido stupa di Bodnath

8° giorno: Patan (12), Dakshinkali (15), Swayambhunath (16), Kathmandu (1)

Tappa fondamentale per chi viene da queste parte: il Tempio di Dakshinkali. È il tempio induista dove ogni settimana si tengono i sacrifici animali. Se volete approfondire potete leggere questo post: I sacrifici animali in Nepal: rumori indimenticabili, odori che non passano.
La seconda parte della mattina la passiamo al Tempio Swayambhunath, o Tempio delle scimmie. Qui abbiamo assistito a una preghiera buddista bellissima e abbiamo visto i tetti di Kathmandu dall’alto. Merita.
Il pomeriggio lo dedichiamo a Kathmandu: Durbar Square, Palazzo Reale, Palazzo della Kumari e tutte il luoghi centrali più importanti.

Il Tempio di Dakshinkali dei sacrifici animali

Il Tempio di Dakshinkali dei sacrifici animali

Il Tempio delle scimmie di Kathmandu

Il Tempio delle scimmie di Kathmandu

La preghiera tibetana

La preghiera tibetana

La vista su Kathmandu dal Tempio delle scimmie

La vista su Kathmandu dal Tempio delle scimmie

9° giorno: Kathmandu (1)

Tutta la giornata a Kathmandu.
In particolare il centro, Durbar Square, Basantapur Square, la via degli ottoni, la via delle macellerie, la via delle decorazioni indiane, Freak Street, poi il pomeriggio Thamel e il Giardino dei Sogni.
In due giorni, massimo massimo tre, Kathmandu si vede bene.
Qui trovate le foto: Kathmandu in 10 scatti

La Durbar Square di Kathmandu

La Durbar Square di Kathmandu

10° giorno: ritorno

Prendiamo l’aereo la mattina alle 10 da Kathmandu e, facendo gli stessi scali dell’andata, ma con il fuso orario favorevole, alle 23:45 dello stesso giorno siamo già a Bologna.
Fine di un bellissimo viaggio.

Itinerario di dieci giorni in Nepal

13 thoughts on “Il mio itinerario di dieci giorni in Nepal

  1. Esco un po’ dal tema del post per chiederti come ti trovi con le Lonely Planet.
    Io personalmente ho con loro un rapporto odio-amore.
    Da una parte le trovo sempre molto attuali e piene di buone informazioni, dall’altra trovo che le stesse informazioni a volte siano disposte malissimo e difficili da ritrovare e mi obbligano ad usare spesso i post-it o più semplicemente fare le “orecchie” sulle pagine.
    D’altro canto, le guide Mondadori sono molto illustrate e forse preferibili per destinazioni “cittadine” e le Rough sono molto spartane ma anche ben dettagliate.

    Sono curioso di sapere cosa ne pensi te…

    —Alex

    • Io sono una convinta sostenitrice delle Lonely. Soprattutto perché uso la guida anche per preparare il viaggio, e le Mondadori non sono per niente complete. Le Rough troppo poco “user friendly”. A volte le Lonely le ho trovate un po’ “marchettare”, però non utilizzandole mai per scegliere hotel e ristoranti (chiedo sul luogo o uso Tripadvisor) non mi cambia molto. I post it e le orecchie le ho dovute fare in ogni guida: è inevitabile se le usi come strumento pratico per la pianificazione del viaggio. Insomma io voto Lonely 🙂

        • Anche io voto Lonely, l’ho praticamente distrutta con orecchiette e segnalibri durante il giro dell’Irlanda. L’unica pecca per me è la mancanza di immagini. Ma il resto è utilissimo.

          Ire, bel post, utilissimo. Ma leggendo gli altri, credo di essermi fermata ai topi e agli insetti: non credo di essere pronta per un viaggio così. Sicuramente bello, forte, intenso, di quelli che ti cambiano, ma per ora dico no. 😉

          • Eh ti capisco.. In effetti va cercato un viaggio così, non è da prendere sotto gamba. Io sicuramente me lo aspettavo più soft, ma è stato davvero interessante.

  2. Stupendo! I tuoi itinerari sono da salvare e rivedere ogni tanto! Mi piacciono tanto, troppo. Dovrei iniziare a pensarci anche per i miei viaggi, per avere chiaro cosa ho fatto. Mi trasmetti calma ed ordine, appunto.

    Io invece della Lonely (che adoro anche se trovo a volte sia troppo “turistica” su alcune descrizioni) ti chiederei che usi per le tue foto. In alcune (anche di instagram) c’è un effetto pastello che mi piace, anche questo, tanto.

    Sempre troppo brava, complimenti!

    • Ma grazie! A me piace molto vedere le mie cose in ordine (anche se ci metto una vita)!
      Per le foto uso VSCO Cam con cui mi trovo molto bene, te la consiglio!

      • Ma dai!! E’ una app? Ma è stupenda!!! Unita con le tue foto!
        Sì, accetto il consiglio perché ti giuro che mi sono innamorata di quell’effetto pastello (testimoni il mio moroso, Farah di viaggi nel cassetto e altre amiche che stavo stalkerando con le tue foto! :D)

        Per gli itinerari, io non so se riuscirò mai ad essere così ordinata. Dovrei provare prima o poi. Prendo tanti appunti ma poi mi perdo.. -.-”

        ps. Le bookstee le hanno terminate!!! No! Sono in attesa per l’ordine! Yeah! Ma mi manca ancora un libro… vorrei essere certa, perché sicuro mi sto dimenticando qualcosa..

        • Quell’app rende belle parecchie foto 🙂
          P.s.: lo so che le hanno finite cavolo! Speriamo che non perdano troppi ordini, le bookstee devono conquistare il mondo!

  3. ciao! sto programmando un Viaggio in Nepal per la fine di Febbraio insieme ad un’amica… Ho trovato il tuo post molto interessante e utile, sicuramente prenderemo alcuni spunti!!! Avrei una domanda da farti, come hai trovato i pulmini per gli spostamenti ? Era tutto prestabilito o avete deciso le tappe in loco?

    grazie mille

  4. Ciao Irene! Che bello ritrovarti!
    Ti scrissi lo scorso anno mentre organizzavo il Messico, e trovai prezioso il tuo blog, così puntuale e la tua scrittura così ispirante! Da lì ho seguito anche le tue avventure a san francisco (città che conosco bene e che adoro)
    Oggi, pensavo al prossimo viaggio, e googlandoo sul Nepal …sei comparsa tu, che bello ritrovarti!
    Spero che il sogno del Nepal che conservo da anni possa finalmente avverarsi, quest’anno che più che un viaggio, sarà un “viaggio di nozze”!
    Un abbraccio, a risentirci!

    • Sara il Nepal è meraviglioso! E se il viaggio è di nozze non può che essere IL viaggio. Per qualunque cosa sono qui eh! In ogni caso buon viaggio!

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