Le lezioni di un Capodanno a Paris!

Ben ritrovati miei cari!
Siete belli appesantiti dalle abbuffate natalizie?
Avete buttato/sfondato/nascosto la bilancia?
Vi slacciate il bottone dei pantaloni quando vi sedete perché non volete ammettere che vi serve una taglia più larga?

Ebbene io no: mi sono beccata un infame virus intestinale in quel di Parigi!

Dopo essermi ingozzata di macarons, fonduta, baguette, croissant e salmone in quantità decisamente sovradimensionate, il karma si è abbattuto implacabile su di me tenendomi a letto una giornata intera in preda a febbri e dolori, mentre i miei malefici e ingordi amici se la spassavano a Versailles.
Dopo una settimana con lo stomaco stropicciato come un calzino mi sto riprendendo solo ora. Faccio ancora fatica a guardare in faccia queste delizie.

macaron laduree parigi champs elysees

Bene, dopo avere condiviso con voi questi interessanti dettagli della mia vita, vi racconto un paio di cose che ho imparato da questo capodanno a Parigi. 
Spero che possano servire a voi, ma anche a me, per il futuro.

1 – Andare in viaggio nel periodo di Capodanno è da pazzi sconsiderati
In particolare in una capitale è da suicidio.
I prezzi di ogni cosa sono altissimi: voli, hotel, ristoranti.
Le file fuori dai musei sono inaffrontabili.
Fa un freddo cane.
La gente è ovunque.
Poiché in viaggio è vietato stare a dieta (un giorno vi racconterò anche le regole dei miei viaggi), partire proprio dopo i banchetti natalizi è una sfida alla bilancia.
Gli italiani viaggiano molto più che nel resto dell’anno perché hanno sta fissa del Capodanno superfigo all’estero e sono presenti in quantità più che tollerabile.

2 – Parigi non stanca mai, nemmeno la Parigi più turistica
Non sono per niente una fan dei “simboli” delle città. Delle mille volte che sono stata a Londra il Big Ben l’avrò visto un paio di volte, per sbaglio.
Ma a Parigi è diverso.
Mi piace proprio rivedere il Sacre Coeur, l’Arc du Triomphe, la Tour Eiffel, il Moulin Rouge.
Ci passo davanti, li guardo, li saluto, mi fa stare bene.

monumenti parigi

3 – Fare un’ora di fila da Ladurée per dei macarons è da mentecatti
Io l’ho fatto.
I macarons sono deliziosi e la pasticceria almeno una volta va vista da dentro perché è davvero un gioiellino in stile belle époque, ma per fare un’ora di fila al freddo sugli Champs-Elysées bisogna essere cretini.
Insomma, andateci, ma non a Capodanno o in periodi di ressa.
E magari quando fa un po’ più caldino perché con sto freddo la cremina dentro i macarons si rassoda troppo.

4 – La Tour Eiffel, di sera, brilla
Io non ne avevo idea, ma di sera, allo scoccare di ogni ora, la Tour Eiffel brilla. Si accende di mille lucine scintillanti e illumina in maniera molto romantica la notte parigina. Il tutto dura cinque minuti, che valgono veramente una visita.
Sul sito ufficiale trovate tutte le informazioni.

tour eiffel brilla di notte

5 – A Parigi, per Capodanno, c’è troppa gente
La fila per entrare al Louvre attraversava due cortili e una strada.
Per entrare al Centre Pompidou c’erano due ore e mezza di attesa.
Nel Marais si sgomitava per passare.
Uno su due era italiano.

6 – La Défense, che io avevo sempre snobbato, è invece un quartiere da vedere
La Défense è un distretto moderno a ovest di Parigi, capolinea della linea 1 della metro.
È una delle estremità dell’affascinante “Axe historique“, asse storico, linea che collega i monumenti più importanti di Parigi. Vedi schemino.
Non credevo, ma vale davvero la pena vedere Parigi da qua, l’Axe historique si può ammirare in tutto il suo splendore.

foto panoramica la defense parigi

7 – La fonduta di formaggio stanca al terzo boccone
E ne portano veramente una camionata. Non vi auguro l’errore di prendere un’intera porzione di fonduta di Roquefort da soli.
Ad ogni modo per una cenetta tipica provate un ristorantino del quartiere latino, ma ordinatene una in due, o anche in tre. Fidatevi. Io non mi sono fidata. Ha vinto la fonduta.

8 – Certi negozi di design rasentano la demenza
Tronco: 129 euro. Un affare.

tronco, negozio di design a parigi, marais

9 – Il quartiere di Montmartre sotto Natale è splendido
Pieno di luci e mercatini, con tutti i barettini stipati di persone che prendono un té e fanno due chiacchiere.

montmartre a natale

10 – La baguette dopo 24 ore si trasforma in gomma
Ve l’avevo già detto che se non vedo non credo (vedi punto 7)? Non perché non mi fidi delle persone, ma perché sono curiosa di provare tutto, anche quello che gli altri dicono che potrebbe non piacermi.
“Questa è la baguette di ieri?”
“Sì, ma non la mangiare che il giorno dopo fa schifo…”
“Ma cosa vuoi che sia, due cucchiaiate di Nutella sopra e ti passa la paura!”
“Io non lo farei…”
Io l’ho fatto, ovviamente. Ormai ci lascio una mandibola a forza di masticare.

(11 – Ammalarsi in viaggio è un pacco enorme)

12 thoughts on “Le lezioni di un Capodanno a Paris!

  1. Un tronco a 129€ …che ci si può fare con un tronco? O_o
    Bellissimo post come sempre <3 (una tua fedele e silenziosissssima fan :D)

    • Me lo sono chiesto anch’io, sicuramente ci si possono fare cinque minuti di grasse risate!
      Grazie, mi piaci tanto non silenziosa 🙂

  2. Ottimi suggerimenti.
    Concordo pienamente sul fatto che Capodanno non è il momento migliore per andare a Parigi… In realtà qualunque posto raggiungibile dagli italiani è da evitare in periodo di feste italiane! 😉

  3. avrei diverse cosette da replicare a alcuni tuoi commenti su parigi, ma per oggi ho già scritto troppo punto esclamativo e pure un sorriso

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